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‘Molte vite, un solo amore’, di Brian Weiss

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'Molte vite un solo amore', di Brian Weiss


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Titolo: Molte vite, un solo amore
Sottotitolo: L’eterno incontro delle anime gemelle
Autore: Brian Weiss
Genere: Mente, corpo e spirito
Collana: Oscar nuovi misteri
Edizione: Mondadori
Anno pubblicazione: 2013
Prezzo di copertina: €12,00

‘Molte vite, un solo amoreL’eterno incontro delle anime gemelle’ di Brian Weiss è un libro pubblicato per la prima volta nel 1996 ed entra negli Oscar Mondadori nel 1997.

Nella collezione di testi editi dalla casa editrice milanese rientrano, scritte dallo stesso autore, anche le opere: ‘Messaggi dai Maestri’, ‘Molte vite, Molti Maestri’; ‘Molte vite, un’anima sola’ e ‘Oltre le porte del tempo’.

Come già scritto in una recensione precedente in cui mi occupo di ‘Messaggi dai Maestri, dopo essersi laureato alla Columbia University e aver completato il tirocinio alla Scuola di Medicina della Yale University, Brian Weiss è stato professore alla facoltà di Medicina all’Università di Pittsburgh e a quella di Miami pubblicando numerosi articoli scientifici e saggi in opere collettive.

Una vita da accademico puro, perfettamente inserito nel solco della psichiatria tradizionale, fino all’incontro con Catherine: i ricordi dettagliati della giovane donna di esperienze risalenti a vite passate e la sua capacità di trasmettere messaggi trascendentali durante le sedute di ipnosi regressiva, rivoluzionarono completamente e in maniera definitiva la vita e la carriera dello studioso.

‘Molte vite, un solo amore’ è sicuramente un libro appassionante che racconta delle anime gemelle e cioè di tutte quelle persone che si sentono legate per sempre dall’amore, che si cercano smaniosamente in diverse vite e che continuamente si ritrovano, vita dopo vita.
Il destino gioca un ruolo fondamentale nel loro incontro, ma cosa succede dopo quell’istante di riconoscimento reciproco dipende solo ed esclusivamente dal libero arbitrio di cui ognuno dispone. Un mancato riconoscimento dell’anima gemella può condurre a una vita di angosce e solitudine, il coraggio di riprendersi dopo il riconoscimento può, al contrario, portare ad una gioia e una serenità immense.

I protagonisti di ‘Molte vite, un solo amore’ sono Elizabeth e Pedro. Elizabeth, una piacente donna del Midwest, aveva cominciato la terapia con Weiss per superare la morte della madre che le aveva portato un forte stato di ansia e inquietudine. Aveva anche problemi di relazione con gli uomini che si rivelavano tutti inadeguati per una sana vita di coppia.

Nello stesso frangente in cui lei si sottoponeva all’analisi delle vite passate, Pedro, giovane messicano in profondo stato di depressione, era contemporaneamente in cura da Weiss. Aveva perso da poco il fratello, a cui era molto legato, in un tragico incidente stradale ed era sopraffatto dalla disperazione.

Nonostante fossero entrambi in cura dallo stesso psichiatra, nello stesso periodo, non si incontrarono mai, visti gli appuntamenti in diversi giorni della settimana. Eppure, Pedro ed Elizabeth erano anime gemelle.

Non si conoscevano, venivano da paesi e culture diverse, ma durante le sedute nello studio di Weiss pareva descrivessero le stesse esperienze di vita precedente con una stupefacente similitudine di dettagli, sentimenti ed emozioni. Erano stati padre e figlia, compagni di giochi innamorati l’uno dell’altra, marito e moglie. Si erano già amati e successivamente persi. Ma il destino voleva che si incontrassero ancora.

Brian Weiss fu il primo a scoprire quella connessione, ma il riconoscimento tra le due anime non avvenne nel suo studio, nonostante i tentativi mossi dallo scienziato appesantito e combattuto tra la responsabilità della giusta protezione del segreto professionale e il senso del dovere.

I due si ritrovarono su un volo per New York. Dopo la fine delle reciproche terapie da Weiss. All’incontro dei loro sguardi, inevitabilmente entrambi percepirono una familiarità insolita e molto forte. Sapevano di trovarsi al cospetto dell’anima gemella, di quell’anima che in maniera inquieta e angosciante attendevano di trovare e di ritrovare ancora.
Una vibrazione li assalì, una sensazione di familiarità insolita e molto forte li avvicinò, si riconobbero, il loro cuore sapeva.

Era il ricongiungimento predestinato. Pedro ed Elizabeth si innamorarono ancora.
In seguito a queste esperienze, la pratica clinica di Brian Weiss ha compiuto un grande salto nell’ambito mistico e magico, per cui, il concetto di reincarnazione è solo un ponte. Le persone migliorano nel loro stato fisico e mentale, anche se poi non dovessero credere alle vite precedenti. Riportati a galla quei ricordi, i sintomi si esauriscono.

La reincarnazione è il tramite attraverso il quale passare a ulteriore conoscenza, saggezza e comprensione. Aiuta e ci serve a ricordare ciò che ci portiamo dietro, ciò che tralasciamo, ci rammenta il motivo per cui siamo qui e cosa dobbiamo raggiungere per poter andare oltre e migliorare. Ci fa presente quanto siano numerose le opportunità e le guide lungo la strada, ci riavvicina ai nostri cari che tornano per condividere pesi e gioie e alleviare le nostre tristezze.

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Marilena Scuotto
Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca. Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale on-line ExPartibus.