Home Rubriche Muórze e surze Minestra maritata di mare

Minestra maritata di mare

Minestra maritata di mare

Ingredienti

600 grammi di cicoria
600 grammi di scarola riccia
600 grammi di scarola
800 grammi di cavolo nero
250 grammi di carote
1 cipolla rossa grande
1 chilo e 200 grammi di ricciola
500 grammi di gamberi
250 grammi di calamari
250 grammi di seppie
500 grammi di tonno
500 grammi di polpo verace
Olio EVO q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Come minestra maritata tutti conoscono quella preparata con la carne, soprattutto di maiale. O la minestra maritata alla pugliese.

Meno nota, invece, è quella di mare, che, in alcune zone, è chiamata anche di pesce.

Ci sono molte versioni, quella che vi propongo è la mia, è un po’ lunga da preparare, ma di semplice realizzazione, e vi assicuro che ne vale la pena.

Cominciamo a pulire e tritare carote e cipolle, che uniamo in un recipiente.

Sfilettiamo la ricciola non buttando le lische e la testa che useremo per fare un leggero brodo di pesce.

In una pentola facciamo soffriggere una metà delle carote e delle cipolle in olio caldo, quindi aggiungiamo le lische e le teste che avevamo tenuto da parte. Copriamo con abbondante acqua e facciamo cuocere per una mezz’oretta, poi filtriamo.

A questo punto passiamo a pulire accuratamente le verdure, lasciando le foglie intere, per poi sbollentarle rapidamente.

In un’altra padella facciamo soffriggere in abbondante olio anche la parte residua di carote e cipolla.

Quando saranno dorate uniamo le verdure e le facciamo appassire per qualche minuto;  allunghiamo il brodo di pesce che avevamo preparato, regolando eventualmente di sale.

A parte facciamo cuocere il polpo, che deve essere rigorosamente verace e lo tagliamo a tocchetti non troppo piccoli quando non è ancora arrivato completamente a cottura.

Non buttiamo l’acqua, che potremo usare per aggiungere alla verdure, che faremo cuocere per una mezz’oretta, allungando, appunto l’acqua di cottura del polpo quando necessario. Teniamo presente che si tratta di una zuppa, per cui deve essere bella brodosa.

Dopo mezz’ora, mettiamo a cuocere anche la ricciola, i gamberi, i calamari e le seppie, preventivamente puliti.

Lasciamo sul fuoco altri dieci minuti circa, prima di impiattare.

Le varianti possono essere tante, alla ricciola possiamo sostituire un’orata o qualsiasi altro pesce di simili caratteristiche, così come si sposano bene le cozze.

Essendo una zuppa va servita calda, magari con un filo d’olio aggiunto dopo impiattato, meglio se piccante.

Possiamo abbinare del pane abbrustolito e come vino una Falanghina dei Campi Flegrei.
Buon appetito!

Autore Carolina Barra

Carolina Barra, impiegata in pensione, profonda conoscitrice del cibo in tutte le sue declinazioni, adora cimentarsi nei piatti tipici della tradizione e scoprirne i trucchi per poterli tramandare.