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Milano – Napoli: cena teatrale a 7 portate – Preludio

Stazione e Bigliettaio

Stazione e Bigliettaio

Sipario

C’erano una volta un napoletano e un milanese – sembra l’inizio di una barzelletta e invece è una facezia culinaria – all’ingresso di una piccola stazione ferroviaria di mezz’Italia.

I due si incrociano per la prima volta e si scambiano uno sguardo sfuggente.

Entrando il milanese supera di volata il napoletano, il quale notando la classica fretta meneghina dice tra sé e sé, rivolgendosi a qualcuno di immaginario vicino a lui:

Vide ‘a chisto, tene ‘a neve dint’ ‘a sacca.

VCF, cronista sportivo:

Che ha detto? Traduzione simultanea in arrivo!

VFC, maschile:

Dice che va veloce come qualcuno che non vuole farsi sciogliere la neve in tasca.

Il milanese dal canto suo, si gira a guardarlo di spalle e, notando la solita flemma napoletana e il carico di bagagli, dice a sé stesso come se fosse allo specchio:

A Santa Caterina mena la vaca a la casina. Sembra fàr a San Michee.

VCF, cronista sportivo:

Che ha detto quest’altro? Traduzione simultanea in arrivo!

VCF, maschile:

Nella prima frase dice che il 29 aprile le mucche escono dalle cascine. Un po’ offensivo forse, non pensate?

Nella seconda dice che l’espressione era usata a Milano allorquando una famiglia cambiava casa traslocando in una nuova dimora, giacché i contratti d’affitto per convenzione erano stipulati annualmente il 29 settembre.

Insomma, pare che Pietro, per la quantità di bagagli, stesse traslocando portandosi appresso la casa.

I due si ritrovano in fila alla biglietteria. Marco, controlla l’orologio e la coda; è un po’ avanzato rispetto a Pietro, che appare tranquillo con lo sguardo vagante.

Dietro il vetro un uomo impeccabile nella sua uniforme, ma con un’espressione ieratica e distaccata, sembra più un funzionario di un ufficio imposte che un bigliettaio delle ferrovie.

Con voce piatta, senza preamboli, il Bigliettaio chiede a Marco:

Per dove?

Marco alla ‘lavoro, guadagno, pretendo’ dice:

Salve, Milano Centrale, ma ho già un biglietto, volevo solo farlo obliterare per oggi. Se possibile, il posto finestrino nel vagone del silenzio, per favore.

Il Bigliettaio quasi deluso dalla mancanza di fantasia:

Niente sorprese, niente colpi di scena: la sicurezza non ha prezzo! Ma c’è posto nell’ultimo treno di oggi che è in partenza. Si tratta di un express di lusso, ma c’è posto solo in carrozza ristorante.

Marco annuisce con la mano a ok e il Bigliettaio conclude:

La cena è inclusa nel suo pacchetto di profilo cliente premium e il treno è già al binario 3.

Marco ringrazia sentitamente con mezzo inchino e s’avvia spedito.

Pietro s’avvicina goffamente superando due persone in fila, dicendo trafelatamente:

Scusate, scusate, con permesso… Il mio treno sta partendo!

Il Bigliettaio, con voce un po’ severa e sempre senza preamboli, chiede:

Per dove?

Pietro affannato ma euforico:

Buongiorno, un biglietto per… beh, insomma, per dove mi porta il destino. Scherzo! Per Napoli Afragola, grazie!

Il Bigliettaio:

Napoli… Napoli… la sorte, signore, è solo nella carrozza ristorante con consumazione obbligatoria dell’intero menu.

Il destino della mancata prenotazione ha un supplemento di 50 euro.

La cena si salda direttamente a bordo. Preferenza di posto: banco o tavolo?

Pietro, con gli angoli della bocca all’ingiù come un bambino incapricciato e raccapricciato allo stesso tempo:

Chillo ca’ vista migliore!

Il Bigliettaio fissandolo gravemente:

Faccia presto: corra al binario 7!

Poi, guardandolo allontanarsi di spalle, di corsa verso il binario sbagliato, il Bigliettaio emette un sonoro sospiro che sa di turni indefiniti e rimane inerme senza muovere un dito e, rassegnato al destino del napoletano ormai lanciato e troppo lontano, pur sapendo che stava andando a prendere il treno sbagliato: quello per Milano.

Il treno del binario 3 in attesa vede, quindi, la salita di entrambi. Il napoletano proclama inconsapevole il suo irrimediabile errore.

Quando l’emozione del sentimento e la puntualità della programmazione si incontrano sullo stesso binario…

L’aria sa di tiglio e mare lontano. Il tramonto invernale incendia l’aria e l’acqua di un lago sullo sfondo.

Dopo pochi secondi, l’annuncio dell’altoparlante della stazione:

Annuncio per i viaggiatori: il treno al binario 3 sta partendo, ultima chiamata, salire a bordo prego!

Si sente anche quello proveniente direttamente dalla gola del capostazione urlante:

In partenzaaa! In carrozzaaa!

E poi il tipico fischietto del capostazione e poi il fischio più possente del treno.

Dopo la partenza comune, la sincronia cosmica – e il caso che non esiste – li vuole seduti l’uno di fronte all’altro a dividere un tavolo comune della carrozza ristorante a metà del treno: il napoletano e il milanese si fronteggiano.

In sottofondo le note del mandolino di Francesco Mammola escono dall’altoparlante, mescolandosi con quelle dello sferragliare dei binari sotto il pianale del vagone in inizio movimento.

Su e giù per il vagone un cameriere, uomo in crisi di mezza età svuotato dai turni estenuanti, vagamente si appresta a passi pesanti facendo svolazzare la sua redingote ferroviaria. Anche la carrozza appare di quel lusso retrò, come quei treni d’un tempo, teatri di famosi assassini letterari.

Il Bigliettaio che vede i due nel riquadro dello stesso finestrino del treno in movimento dice all’avventizio di turno fuori dal suo vetro:

E poi dicono che il mio è un lavoro noioso: vendo biglietti, ma regalo anche anticipazioni scoppiettanti! Buon viaggio.

Sipario

Il percorso dove ci porterà?

Stay tuned! Restate sintonizzati e direi anche sincronizzati!

Autore Investigatore Culinario

Investigatore Culinario. Ingegnere dedito da trent'anni alle investigazioni private e all’intelligence, da sempre amante della lettura, che si diletta talvolta a scrivere. Attratto dall'esoterismo e dai significati nascosti, ha una spiccata passione anche per la cucina e, nel corso di molti anni, ha fatto una profonda ricerca per rintracciare qualità nelle materie prime e nei prodotti, andando a scoprire anche persone e luoghi laddove potesse essere riscontrata quella genuina passione e poter degustare bontà e ingegni culinari.