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Mercati digitali: PE chiede applicazione contro pressioni esterne

Mercati digitali

Affrontare le nuove sfide poste dall’IA generativa e dai servizi cloud

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Parlamento europeo in Italia.

I deputati chiedono un’applicazione tempestiva ed efficace del regolamento sui mercati digitali, DMA, e un maggiore controllo sugli strumenti di ricerca basati sull’IA e sui servizi cloud.

In una risoluzione non vincolante adottata giovedì per alzata di mano, il Parlamento europeo invita la Commissione ad applicare rapidamente e in modo coerente la legge UE sui mercati digitali, digital market act, DMA, e a fare pieno uso dei suoi poteri esecutivi.

Gli eurodeputati sottolineano inoltre la crescente importanza strategica dei servizi di cloud computing e la diffusione degli strumenti di ricerca basati sull’IA, come l'”AI overview” di Google, evidenziando la necessità di un maggiore controllo nell’ambito del regolamento.

La sovranità dell’UE non deve essere compromessa

Il Parlamento mette in guardia contro le pressioni politiche di Paesi terzi volte a indebolire il DMA e sottolinea che tali interferenze non devono compromettere la sovranità e l’autonomia dell’UE nell’applicazione delle proprie norme.

La Commissione dovrebbe utilizzare pienamente gli strumenti di esecuzione previsti dal DMA, tra cui i dialoghi regolatori, indagini, procedimenti per non conformità e sanzioni, per impedire ai gatekeeper, indipendentemente dal luogo di stabilimento, di aggirare la legge.

I procedimenti in corso per non conformità dovrebbero essere conclusi senza indebiti ritardi, affermano i deputati, che esprimono inoltre rammarico per le sanzioni modeste inflitte a Meta e Apple, sottolineando la necessità di sanzioni più efficaci e proporzionate per garantire un adeguato effetto deterrente.

Comportamento dei gatekeeper

Nonostante l’obbligo di conformarsi alle norme dal 2024, i deputati affermano che i piccoli operatori continuano a subire pratiche discriminatorie e restrizioni imposte dai gatekeeper, che ostacolano l’innovazione e riducono la scelta per i consumatori.

Permangono, inoltre, preoccupazioni riguardo alle pratiche di auto-preferenziazione di Google, alle schermate di consenso di TikTok basate su tecniche comportamentali, alle modifiche delle impostazioni predefinite e all’accesso ai servizi concorrenti da parte di Microsoft, nonché all’uso continuato di clausole di parità tariffaria vietate da parte di Booking.com.

I deputati esprimono poi preoccupazione per l’accesso limitato ai servizi audiovisivi sulle smart TV e invitano la Commissione a monitorare questo segmento di mercato per evitare il ripetersi di pratiche scorrette simili a quelle osservate su Android negli smartphone.

Risultati concreti

Il Parlamento invita la Commissione a dare priorità all’applicazione degli obblighi relativi a interoperabilità, accesso ai dati, divieto di anti-steering e di auto-preferenziazione, tenendo conto degli sviluppi del mercato.

Contesto

Nel novembre 2025, la Commissione ha avviato indagini su Amazon Web Services e Microsoft Azure per valutare se debbano essere designati come gatekeeper per i servizi di cloud computing.

Nell’aprile 2025 ha adottato le prime decisioni di non conformità, imponendo sanzioni a Meta per il modello pubblicitario pay or consent e ad Apple per violazione degli obblighi anti-steering.

Il 28 aprile 2026, la Commissione ha pubblicato la prima revisione del DMA, valutandone l’impatto e individuando aree prioritarie future, tra cui i servizi cloud e l’IA.