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Matera2019, riprende il ciclo di incontri ‘People have the Power’

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'People have the Power'

Nell’ambito del programma ‘Future Digs’ 5 appuntamenti con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per approfondire i processi di partecipazione dal basso

Riceviamo e pubblichiamo.

La distanza tra cittadini e istituzioni oggi appare incolmabile. Siamo di fronte a sfide che sembrano insuperabili se affidate alle sole istituzioni. Perché non affrontarle chiamando a raccolta le intelligenze e le energie dei cittadini?
Contesti di disimpegno e di chiusura sono rianimati da cittadini che scoprono una dimensione di partecipazione e responsabilità condivisa, di coinvolgimento diretto in progetti di respiro civile e politico, in forme nuove di collaborazione con le istituzioni. L’attivismo è la molla per innescare processi di cambiamento e percorsi di crescita nell’acquisizione di consapevolezza e competenze.

In un percorso in cinque tappe Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in partnership con la Fondazione Matera – Basilicata 2019, nell’ambito del programma ‘Future Digs’ di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, intende approfondire i processi di partecipazione dal basso analizzando pratiche di cittadinanza attiva che a livello nazionale ed europeo sono state in grado di rinnovare comunità, rilanciare economie, riscoprire il valore del patto sociale, sulla base di identità e pratiche includenti.

Cinque appuntamenti, tra Milano, Bruxelles e Matera, con ospiti internazionali che indagano le possibilità dell’attivismo civico per definire nuove forme di democrazia e di economia, innescare pensieri e azioni capaci di cambiare la realtà e generare nuova qualità sociale.

Dopo il primo incontro a Milano, il ciclo di appuntamenti continua mercoledì 27 febbraio, alle ore 18:30, nella Casa Cava a Matera con la conferenza dal titolo ‘Democrazia è: il potere di realizzare’.

La nostra vita democratica si confronta oggi con sfide che sembrano insuperabili.
Perché non affrontarle chiamando a raccolta le intelligenze e le energie dei cittadini?

È possibile trovare un antidoto alla diffusione di sentimenti di sfiducia, disimpegno e chiusura nelle esperienze di cittadinanza attiva?

Quali possibilità apre, anche alle istituzioni locali, scoprire una dimensione di partecipazione e responsabilità condivisa, di coinvolgimento diretto dei cittadini in progetti di respiro culturale, civile e politico?

Intervengono: Giovanni Moro, Fondazione per la cittadinanza attiva; Michelangelo Secchi, Centro Estudios Sociais, Universidade de Coimbra; Elio Manti, Regione Basilicata, Silvana Kuhtz, Università degli studi della Basilicata.

L’incontro verrà moderato da Angela Mauro, giornalista dell’Huffington Post.

Giovanni Moro
Giovanni Moro è nato a Roma nel 1958. Sociologo politico e delle organizzazioni, svolge attività di ricerca, formazione, dialogo culturale e consulenza sulla cittadinanza e su temi ad essa connessi, quali l’attivismo civico nelle politiche pubbliche, le nuove forme di governance e la responsabilità d’impresa. È responsabile scientifico di Fondaca, di cui è stato presidente dalla sua istituzione, nel 2001, al 2017. Insegna Sociologia politica alla Facoltà di Scienze sociali dell’Università Gregoriana di Roma.

Ha pubblicato nel 1998 il ‘Manuale di cittadinanza attiva’, nel 2003 insieme ad Alessandro Profumo ‘PlusValori. La responsabilità sociale d’impresa’, nel 2005 ‘Azione civica’, nel 2007 ‘Anni Settanta’, nel 2008 con Ilaria Vannini ‘La società civile tra eredità e sfide’, nel 2009 ‘Cittadini in Europa’, ed. inglese 2011, nel 2011 ‘La moneta della discordia’, nel 2013, come curatore, ‘The Single Currency and European Citizenship: Unveiling the Other Side of the Coin’, edizione italiana 2013, sempre nel 2013 ‘Cittadinanza attiva e qualità della democrazia’ e nel 2014 ‘Contro il non profit’.

Giovanni MoroÈ stato per molti anni segretario generale del movimento Cittadinanzattiva e ha fondato la sua rete di politica europea Active Citizenship Network, di cui è attualmente consulente per i programmi.

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