Home Rubriche Pensieri di un massone qualsiasi Massoneria: tra regola e libertà. L’arte del discernimento

Massoneria: tra regola e libertà. L’arte del discernimento

Massoneria: tra regola e libertà. L'arte del discernimento

Nell’esperienza iniziatica, come nella vita quotidiana, ci troviamo sospesi tra due poli solo in apparenza opposti: la necessità delle regole e il richiamo della libertà.

La regola è architettura invisibile. È la linea che ci permette di edificare il tempio interiore senza che le pietre cadano in rovina.

Le leggi non sono soltanto imposizioni: se comprese, diventano un ritmo che protegge e sostiene, come il battito regolare di un cuore che mantiene in vita il corpo.

Senza regole, senza dovere, saremmo come un fiume che non trova l’alveo: acqua dispersa nella pianura.

Eppure, l’altro polo non è meno sacro. La libertà, anche quella che osa trasgredire, è forza creatrice. L’iniziato conosce bene il valore di quel momento in cui la regola non basta più, e diventa necessario infrangere il limite per andare oltre il già noto.

La trasgressione, se guidata dal discernimento, è la scintilla che accende il fuoco della trasformazione.

Il Rito Scozzese Antico ed Accettato ci insegna proprio questo equilibrio. Nei suoi gradi, l’iniziato viene messo di fronte alla Legge e al Dovere, ma, allo stesso tempo, è invitato a varcare soglie, a spingersi oltre, a “morire e rinascere” simbolicamente di continuo.

È un cammino in cui la fedeltà all’Ordine non soffoca la libertà personale, bensì la purifica, la orienta, la eleva. Ogni grado è disciplina e insieme slancio, rigore e rivelazione.

Non basta obbedire meccanicamente, né ribellarsi per capriccio. Ciò che conta è l’equilibrio: la capacità di riconoscere quando il dovere diventa gabbia e quando la libertà rischia di farsi caos. La regola va vissuta come chiave, non come catena.

Viviamo in tempi di smarrimento, dove la parola “trasgressione” è spesso ridotta a slogan, mentre il “dovere” suona come un peso dimenticato. Ma, forse, oggi più che mai, abbiamo bisogno di riscoprirne entrambi i volti: la regola come orientamento, la libertà come slancio e, soprattutto, il discernimento come arte regia, che tiene in equilibrio le due forze.

L’iniziato – ma anche l’uomo comune che cerca autenticità – è chiamato a muoversi su questa linea sottile, dove il dovere non soffoca e la libertà non distrugge. È un cammino delicato, un’arte di bilanciamento che richiede silenzio interiore, ascolto e coraggio.

Perché solo chi sa rispettare la regola comprende davvero il senso della libertà. E solo chi ha saputo trasgredire con coscienza comprende fino in fondo la sacralità della regola.

Autore Hermes

Sono un iniziato qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.