Il ricordo del 1925
Il 19 e 20 novembre 1925, su impulso di Benito Mussolini, il Senato italiano approvò la legge antimassonica con l’evidente proposito di annientare la Massoneria, percepita come possibile ostacolo al regime fascista.
Aldo A. Mola, in un suo recente articolo del 20 luglio 2025, definisce quell’iniziativa
un primo timido passo sulla via della rivendicazione dell’autorità dello Stato sulle forze che si organizzano nel Paese.
La libertà di associazione subì una ferita profonda, segnando una delle pagine più cupe per il libero pensiero.
Il paradosso contemporaneo
Oggi non è più uno Stato autoritario a mettere a rischio la vita iniziatica, bensì un lento logoramento interno che grava su alcune Obbedienze storiche e numericamente rilevanti.
Burocrazia esasperata, spinte verso la gerarchia, interessi di vertice e rendite di posizione hanno progressivamente abbassato la coerenza con i valori fondanti: libertà di pensiero, ricerca interiore e fratellanza autentica.
Nuove forme liberali: ritorno alla purezza originaria
Negli ultimi anni sono emerse Comunioni che aspirano a liberarsi da questi gravami, senza rinunciare alla Tradizione, ma vivendola in modo contemporaneo.
Conservano intatto l’impianto rituale di centinaia di anni fa, declinandolo però attraverso parole e azioni capaci di risuonare nel mondo di oggi.
Tra i princìpi fondamentali si distinguono:
• Sovranità delle Logge: ogni Loggia conserva piena autonomia decisionale e rituale, secondo l’antico portato iniziatico, senza subordinazioni gerarchiche invasive.
• Gran Maestro senza appannaggi: l’incarico di vertice è esercitato a titolo gratuito, garanzia di servizio disinteressato e trasparenza.
• Universalità e libertà di visita: i lavori muratori si aprono sempre «in nome della Massoneria universale», sotto gli auspici simbolici delle singole Gran Logge o Grandi Orienti, permettendo realmente a ogni Fratello o Sorella di partecipare liberamente ai Lavori di altre Comunioni affini, senza incorrere in procedimenti disciplinari o tavole d’accusa.
• Burocrazia al minimo indispensabile: procedure snelle e pratiche amministrative essenziali consentono di dedicare tempo ed energia allo studio simbolico e all’impegno etico.
• Valori iniziatici ed etici al centro: al cuore dell’esperienza rimangono la ricerca interiore e la fratellanza autentica, secondo i rituali, i princìpi e i simboli che si perpetuano intatti.
Tradizione che vive nel presente
Queste Comunioni non smarriscono nulla del passato: i rituali, gli strumenti simbolici e le parole sacre sono quelli tramandati da secoli. La novità risiede nella volontà di attuare quei princìpi nel presente, conferendo loro un’incandescenza capace di illuminare le sfide del nostro tempo.
L’esperienza del 1925 insegna che la Massoneria può essere minacciata tanto da poteri esterni quanto, e forse soprattutto, dalle proprie derive interiori.
Oggi la posta in gioco è riaffermare la purezza originaria del cammino iniziatico, restituendo a ogni Fratello e Sorella il senso profondo del proprio passo rituale.
Risplende sempre, intatta, la chiamata di Francesco Ruffini:
Forza alcuna non doma, tempo alcuno non consuma, merito alcuno non contrappesa il nome della libertà
parole pronunciate in Senato il 19 novembre 1925 e raccolte da Aldo A. Mola.
Autore Hermes
Sono un iniziato qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.













