Nel ciclo eterno delle stagioni, maggio si erge come simbolo di rinascita e rinnovamento. È il tempo in cui la natura si risveglia, i fiori sbocciano e la luce del sole si fa più intensa.
In questo contesto, il Massone trova un parallelo con il proprio cammino interiore, poiché maggio rappresenta la fase in cui l’Apprendista, dopo aver lavorato sulla pietra grezza, inizia a intravedere la forma dell’opera futura.
La Massoneria, con le sue radici nelle antiche corporazioni di muratori, ha sempre attribuito grande importanza ai cicli naturali e al loro significato simbolico.
Maggio, in particolare, è associato al concetto di transitus, il passaggio da uno stato all’altro, dalla tenebra alla luce, dall’ignoranza alla conoscenza. È il momento in cui il Massone è chiamato a riflettere sul proprio percorso, a valutare i progressi compiuti e a prepararsi per le sfide future.
Nella tradizione massonica, il mese di maggio è anche legato alla figura di Hiram Abif, l’architetto del Tempio di Salomone, simbolo di dedizione, sacrificio e perfezione. Il suo esempio ispira i Fratelli a perseverare nel lavoro interiore, a superare le difficoltà e a contribuire alla costruzione di un mondo migliore.
In questo periodo dell’anno, le Logge possono trarre ispirazione dalla natura circostante per rinnovare il proprio impegno verso i principi massonici di libertà, uguaglianza e fratellanza.
È un’opportunità per rafforzare i legami tra i Fratelli, per accogliere nuovi iniziati e per promuovere iniziative volte al bene comune.
Come recita un antico adagio latino:
Tempora mutantur, et nos mutamur in illis
I tempi cambiano, e noi cambiamo con essi.
Il Massone, consapevole di questa verità, abbraccia il cambiamento come parte integrante del proprio percorso, sapendo che ogni trasformazione è un passo verso la luce.
Maggio non è solo un mese del calendario, ma un simbolo potente di rinnovamento e crescita. Per il Massone, rappresenta un invito a riflettere, a rinnovare il proprio impegno e a proseguire con determinazione nel cammino verso la perfezione.
A questa riflessione simbolica, desidero aggiungere alcune considerazioni personali, nate dal cuore e dal cammino silenzioso che ogni Sorella o Fratello compie nel proprio laboratorio interiore.
Maggio ci invita con forza gentile al rinnovamento. Ma questo rinnovamento non può restare solo allegoria stagionale, deve farsi gesto concreto, volontà viva, sguardo nuovo sul nostro impegno iniziatico.
Se non accettiamo il cambiamento, se non ci predisponiamo ad accogliere la trasformazione, sarà difficile raccogliere frutti maturi dal nostro lavoro.
L’opera massonica non è statica: è semina continua. E se non curiamo con costanza il nostro terreno spirituale, se non estirpiamo le erbacce dell’inerzia, dell’ego o del giudizio, rischiamo di non avere raccolti da celebrare.
Lavorare su di sé è un atto quotidiano di verità, un giuramento rinnovato in silenzio davanti al proprio Altare interiore.
È solo coltivando con dedizione, stagione dopo stagione, che potremo guardare al nostro Tempio e riconoscervi qualcosa che somigli a noi e alla Luce che abbiamo cercato.
Rinnovarsi, dunque, è anche un atto di umiltà e speranza. È dire “ci sono” nonostante la fatica, le delusioni, le prove. Perché ogni frutto nasce da un seme invisibile e silenzioso, che ha creduto nella luce prima ancora di vederla.
Fiat Lux, et facta est Lux.
Genesi 1:3
Che la Luce continui a guidare il nostro cammino, nel silenzio operoso e nella fedeltà al Tempio.
Autore Rosmunda Cristiano
Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.












