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Luna Rossa vince la Prada Cup

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Luna Rossa Press


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La America’s Cup, come abbiamo avuto modo di scrivere, è il trofeo sportivo più antico del mondo. Nato nel 1851 ad opera del Royal Yacht Squadron in occasione della prima esposizione universale di Londra come Coppa delle cento ghinee.
Prende il nome attuale dall’edizione successiva, in onore di America, l’imbarcazione statunitense che aveva battuto i 14 scafi inglesi, nella circumnavigazione dell’Isola di Wight, con un distacco di 21 minuti.

Da allora il trofeo è rimasto in mano al New York Yacht Club fino al 1983 quando Australia II batte i defender con un emozionante 4 a 3.

Da quel momento in poi la vecchia brocca ha cambiato diverse volte mani, tornando in quelle americane, finendo in quelle neozelandesi, attuali detentori e vincitori anche nel 1996 e nel 2000; quest’ultima proprio contro Luna Rossa.

Anche la Svizzera, con Alinghi vanta due successi.

Il dato singolare della faccenda, è che non è mai stata vinta dagli inglesi, in nessuna delle 35 edizioni finora disputate.

E non la vinceranno nemmeno questa volta.

Più che in acqua, l’ultimo colpo di coda dei britannici si gioca con le carte bollate, dopo quella che resterà l’unica vittoria in mare della serie.

Un doppio ricorso contro Luna Rossa, che come prova porta delle foto recuperate su un social.
Ricorsi ovviamente rispediti rapidamente al mittente.

Qualche giornalista aveva scritto:

La richiesta di non conformità avanzata da Luna Rossa è palesemente ridicola e tornerà a perseguitarli.
Li invito caldamente a ripensarci: il tono è sbagliato, hanno rifiutato un ramoscello d’ulivo segno di pace. Tutto questo tornerà a tormentarli: la risposta di Ainslie, Simmer, Ratcliffe sarà fuoco e fiamme. Non si può fare arrabbiare Ainslie, lo insegna la storia.

Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa di questi due ricorsi.
Quando si torna in mare e tornano a parlare le prestazioni, la musica non cambia.

Gara 8 è l’emblema della superiorità imbarazzante di Luna Rossa, almeno in quel range di vento.

La barca italiana incassa una penalità in partenza per aver tagliato la linea di start con un secondo di anticipo. Questo porta gli inglesi ad essere avanti al primo incrocio, ma la superiorità di Prada in bolina è schiacciante; alla prima boa è in vantaggio di 12 secondi. Il distacco aumenterà fino ai 56 secondi finali.

Insomma, gli inglesi si sono dimostrati tanto inadeguati da non riuscire a restare avanti se non per pochi metri dopo una partenza vinta nettamente, una delle poche, forse l’unica, una penalità e un primo incrocio in testa.

Ineos è stata spedita a casa in lacrime, come una semplice nota a piè di  pagina della storia della Coppa America.

Per l’ennesima volta. Nonostante un budget da favola, si sussurra molto più sostanzioso di quello italiano.

Neppure sono servite tutte le medaglie olimpiche, ormai da impacchettare e rimpatriare.

Prima di analisi tecniche, prima di analizzare la sfida con i neozelandesi, per il momento ci si gode la vittoria.

Una sola considerazione.

Posto che in bolina e nelle virate si è già a buon punto, nelle giornate che mancano al 6 marzo, data di inizio delle regate di America’s Cup, Luna Rossa deve migliorare le prestazioni di poppa, che si sono rivelate, in questa finale, troppo vicine a quelle di Ineos, un armo mediocre nonostante gli aiuti che avrebbe ricevuto dai defender.

Foto Luna Rossa Press

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Pietro Riccio

Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.