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‘Lucifero e la signora’, audizioni per pièce di Egidio Carbone Lucifero

'Lucifero e la signora'


In programma dal 18 al 31 ottobre al Teatro Avanposto Numero Zero di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Al via le audizioni per la nuova opera teatrale di Egidio Carbone Lucifero il cui debutto è in programma per la stagione 2021-2022.

Dal 18 al 31 ottobre il drammaturgo e regista napoletano sceglierà le attrici e gli attori che formeranno la compagnia di ‘Lucifero e la signora’, lo spettacolo inedito co-prodotto da Teatro Avanposto Numero Zero e Città Mediterranee.

Gli interessati a partecipare alle audizioni potranno inviare la propria candidatura allìindirizzo mail luciferoelasignora@gmail.com oppure tramite WhatsApp al numero 3475829507, allegando il curriculum vitae e foto. La selezione è prevista per attrici e attori con presenza scenica tra i 30 e i 50 anni.

Ai candidati sarà comunicato il giorno e l’orario dell’audizione presso il Teatro Avanposto Numero Zero di Napoli, in via Sedile di Porto, 55.

Sette i personaggi in scena, “ancora una volta i miei demoni” dichiara Carbone Lucifero reduce da un lungo tour mondiale di successo con le sue opere cinematografiche ‘Guado’, ‘Calìgo’ e ‘Il mistero di Nylon’, attualmente in proiezione in Russia al cinema Rodina di San Pietroburgo con il NICE Festival, dopo le proiezioni nelle città di Mosca, Novosibirsk e Ekaterinburg e in attesa dell’ufficialità di nuove date in giro per il mondo.

‘Lucifero e la signora’ dà seguito alla ricerca sperimentale dell’attore costitutivo.

Dichiara Enzo Moscato:

Non saprei citarne tantissimi di grandi maestri pedagoghi che in qualche modo hanno preceduto Egidio Carbone Lucifero nelle loro intuizioni per quanto riguarda la teatrologia, faccio un esempio per tutti: Antonin Artaud.

Carbone Lucifero scrive un testo che è raro trovare oggi all’interno di una drammaturgia tutta giocata sul pulito, l’inoffensivo e l’innecessario o pleonastico, qual è quella italiana attuale.

Ci troviamo di fronte ad una pochade che vira verso il giallo senza mai dichiararsi fino in fondo che fa uso di una scrittura incatturabile, così come incatturabile è il soggetto, la trama e l’accadere di ciò che si narra, meglio denarra, nel testo.

Pur scrivendolo e praticandolo fino in fondo il teatro, in qualche modo ne celebra la morte o il suo liturgico rito di congedo dagli umani.

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