Lombardia, presentato forum ‘Nuovo Artico, Vecchio Mediterraneo’

Lombardia, presentato forum ‘Nuovo Artico, Vecchio Mediterraneo’

360
'Nuovo Artico, Vecchio Mediterraneo'


Download PDF

A Palazzo Pirelli conferenza stampa moderata da Cecchi Paone alla presenza di Borghetti e Trezzani

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Il Milan Center for Food Law and Policy organizza il prossimo 13 e 14 novembre a Genova, presso la sede del Palazzo della Borsa, un forum internazionale intitolato ‘Nuovo Artico, Vecchio Mediterraneo’, i cui contenuti sono stati presentati oggi, 19 ottobre, a Palazzo Pirelli nel corso di una conferenza stampa moderata da Alessandro Cecchi Paone e alla quale hanno preso parte il Vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti e il Presidente Commissione Ambiente Curzio Trezzani.
Nell’occasione sono intervenuti anche.
Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for Food Law and Policy;
Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano;
Mark C. Serreze, Direttore del National Snow and Data Center dell’Università del Colorado;
Antonio Navarra, Presidente del CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici;
Alan Christian Rizzi, Sottosegretario con delega ai rapporti con le delegazioni internazionali di Regione Lombardia;
Paolo Glisenti, Commissario italiano per Expo Dubai 2020;
Cristina Messa, Rettore dell’Università Bicocca di Milano; Maria Pia Abbracchio, Prorettore Vicario dell’Università Statale di Milano;
Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e docente di Politiche ambientali e Ecoturismo alla Bicocca di Milano.

In questo forum internazionale, per la prima volta verranno messi a confronto e in relazione due mari distanti e opposti per geografia, ecosistemi, cultura, ma strettamente interconnessi, perché entrambi chiamati ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.

Hanno evidenziato nei loro interventi Borghetti e Trezzani:

I temi che saranno affrontati durante questo evento, dallo scioglimento dei ghiacciai al diritto al cibo e all’acqua, comportano delle conseguenze sociali e culturali che ormai non riguardano più solo il mondo della scienza e della ricerca, ma investono a pieno titolo le responsabilità e le decisioni di tutte le istituzioni pubbliche ad ogni livello.

È quindi importante e necessario che anche la politica cominci ad approfondire questi aspetti con grande attenzione, perché le conseguenze dei cambiamenti climatici interesseranno in modo sempre più diretto la vita di tutti i cittadini e le decisioni politiche che saranno assunte in proposito dovranno essere sempre supportate da conoscenze e approcci di forte rigore scientifico.

Il Vicepresidente Carlo Borghetti si è quindi complimentato con la Presidente Livia Pomodoro, auspicando che anche in futuro possa spesso proporre

spunti di riflessione e tavoli di lavoro e approfondimento di grande utilità e attualità come questo.

Nel Grande Nord, a causa dello scioglimento progressivo dei ghiacci causato da un riscaldamento doppio rispetto al resto del pianeta, sta nascendo un nuovo mare pressoché delle stesse dimensioni del Mediterraneo, ricco di risorse fossili e geopolitiche. Si aprono nuove vie d’acqua, si sviluppa un nuovo ecosistema marino, si annunciano nuovi preziosi territori di pesca.

Il Nuovo Artico offre pertanto molte e significative opportunità e pone questioni inedite dal punto di vista scientifico, giuridico e politico. Il nuovo mare va studiato, regolato e mantenuto in sicurezza. Accade così che le nazioni artiche si preparano al futuro, dove il Nuovo Artico sarà sempre più mite, abitato, conteso.

Il cambiamento climatico sta contemporaneamente trasformando anche il Vecchio Mediterraneo: qui le conseguenze sono soprattutto negative dal punto di vista degli eventi climatici estremi, per l’impatto sull’ecosistema, per la progressiva desertificazione di intere regioni così come a causa della pressione politica ed economica nella gestione della “migrazione climatica”.

I due mari sono peraltro segnati anche da una forte presenza italiana. L’Italia, infatti, con le sue università e le sue imprese, è impegnata, sia sul Mediterraneo che nell’Artico, nel contrasto alle emergenze e nell’esplorazione di nuove opportunità di sviluppo offerte proprio dal cambiamento climatico.

'Nuovo Artico, Vecchio Mediterraneo'

Print Friendly, PDF & Email