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Lombardia, Giunta regionale: provvedimento revisione sociosanitaria

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Giunta Regione Lombardia


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Il 1°ottobre provvedimento che riporta l’ospedale di Menaggio (CO), i Comuni del medio lago di Como, del Porlezzese e della Val d’Intelvi nella competenza ASST Lariana e ATS Insubria

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Lunedì 1° ottobre la Giunta regionale approverà, all’interno di un progetto di legge in materia sanitaria, la richiesta formalmente presentata in estate dai Sindaci del medio lago di Como, del Porlezzese, della Val d’Intelvi di rivedere gli azzonamenti sociosanitari territoriali e di riportare i Comuni facenti parte della ex USSL 18 negli ambiti della ASST Lariana e dell’ATS dell’Insubria: anche l’ospedale di Menaggio (CO) sarà ricondotto all’interno dalla ASST Lariana.

Tale richiesta era stata presentata, a metà giugno, al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi e all’Assessore alla Salute ,Giulio Gallera, condivisa anche da tutti i rappresentanti degli ordini e delle professioni locali.

Ha detto Alessandro Fermi:

Sono contento nel vedere come un impegno che mi ero personalmente assunto in campagna elettorale e per cui mi sono speso fortemente , trova finalmente soluzione positiva e raggiunge il risultato che avevo vivamente auspicato.

Una adesione così convinta e praticamente unanime dei Sindaci fa capire che non si tratta di una battaglia di colore politico, ma dell’esigenza di dare risposta a un problema che il territorio sente e vive in modo forte.

Ho parlato con i vertici dell’ASST Lariana che sono ben felici di riaccogliere l’ospedale di Menaggio, mentre dai Comuni dall’alto lago aderenti alla ex USSL 19, in assenza e nell’impossibilità di dare vita a un’unica ATS Lariana, non sono emerse particolari criticità nel restare con Sondrio.

Il Presidente Alessandro Fermi, facendo propria la sollecitazione dei Sindaci ha, quindi, auspicato anche la creazione un tavolo di lavoro con la rappresentanza dei Comuni dell’attuale Distretto del Medio Alto Lario per l’elaborazione di un progetto che garantisca la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell’ospedale di Menaggio ‘un ospedale da potenziare’, e che monitori costantemente l’attuazione della riforma sociosanitaria sul territorio.

Il Presidente Fermi ha, infine, assicurato che sarà sua cura adoperarsi per accelerare l’iter legislativo in Commissione ,così da portare questo progetto di legge all’approvazione del Consiglio regionale entro fine anno.

Evidenzia l’Assessore Giulio Gallera:

Si tratta di un provvedimento che introduce piccoli ritocchi alla legge n.23, in cui meglio specifichiamo i compiti e le funzioni dell’Agenzia dei Controlli, definiamo i criteri per usufruire delle borse di studio per gli specializzandi messe a disposizione da Regione Lombardia e in cui si ridefiniscono i confini di due ASST in relazione al presidio ospedaliero di Angera e di Menaggio, modifiche che abbiamo definito dopo un approfondito confronto con il territorio e con tutti gli stakeholder coinvolti.

La riforma sociosanitaria varata dalla Regione nel novembre del 2015 aveva scorporato i Comuni del medio e dell’alto lago dal resto della Provincia di Como inserendoli nell’ATS della Montagna e nell’ASST della Valtellina e dell’Alto Lario.

Questo azzonamento ha comportato notevoli disagi sia per i pazienti, che spesso vengono ricoverati in strutture a quasi 200 chilometri da casa, che per i parenti che per poterli assistere si vedono costretti a soggiornare in albergo, se non addirittura ad affittare un appartamento, in un territorio, tra la Val d’Intelvi, la Val Cavargna sul lago e Sondrio e Sondalo, nel quale non esiste un sistema coordinato e collegato di trasporto pubblico.

Questi territori,inoltre, si evidenzia nel documento presentato dai Sindaci, dal punto di vista storico, culturale, socio economico, dei trasporti e della mobilità, dei sistemi dei servizi pubblici, della organizzazione amministrativa, hanno fatto e fanno riferimento a Como e alla sua Provincia più che a Sondrio e alla Valtellina.

Ciò vale anche per l’attuale organizzazione dei servizi e dei sistemi socioassistenziali, ma anche per le reti e il mondo dell’associazionismo e del volontariato.

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