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Lombardia, cresce rete sportelli informativi per Assistenti familiari

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Palazzo Pirelli


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I dati nella relazione esaminata dal Comitato di controllo e valutazione

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Aumentano in Lombardia gli sportelli informativi e i registri territoriali a supporto delle persone in condizione di fragilità e delle loro famiglie.

Nello specifico gli sportelli attivi in Lombardia sono 272, nel 2017 erano 116, e i registri 114, con una capillarità che copre il 76,5% del totale e un aumento di 9 punti percentuali rispetto al 2017.

Questo il dato contenuto nella relazione esaminata dal Comitato paritetico di controllo e valutazione, presieduto da Barbara Mazzali, FdI, e da Marco Degli Angeli, M5S, Vicepresidente.

L’analisi ha preso le mosse dalla clausola valutativa sull’attuazione della legge regionale 15/2015 che ha introdotto interventi a favore del lavoro degli assistenti familiari.
La Presidente Mazzali e Carlo Borghetti, PD, Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, hanno illustrato il documento all’esame del Comitato paritetico, sintetizzando i risultati presenti nella Relazione della Giunta circa le misure per la valorizzazione del lavoro di cura delle ‘badanti’.

Nello specifico, si evidenzia che nel 2019 è stata sperimentata una piattaforma informatica per la messa in rete degli sportelli informativi e per l’adozione del ‘registro regionale’ degli Assistenti familiari. La sperimentazione è avvenuta negli ambiti territoriali di Milano, Bergamo e Olgiate Comasco.

Incoraggianti i primi risultati che avrebbero dovuto portare alla diffusione della sperimentazione nei 72 Ambiti, decisione interrotta a causa dell’emergenza Covid-19.

Qualche difficoltà, invece viene registrata nella diffusione della misura ‘Bonus Assistenti Familiari’, il cui obiettivo era diminuire il carico delle spese previdenziali, con un contributo di un massimo di €1.500,00, sulle spese per la retribuzione dell’assistente familiare.

La relazione rileva che a marzo 2020 sono state ammesse 54 domande, 17 delle quali hanno beneficiato anche della quota aggiuntiva data dal Fattore Famiglia Lombardo.

Secondo i dati della relazione, risulta che a marzo 2020 il contributo complessivo assegnato ai destinatari è stato pari a €29.551,50.

Secondo quanto evidenziato dal confronto con gli Ambiti dei Comuni il motivo dell’esiguità delle domande va cercato in una ‘resistenza’, sia da parte degli assistenti familiari sia delle famiglie assistite, a concepire un sistema diverso da quello attuale, principalmente fondato su ‘modalità privatistiche’.

Ha commentato Carlo Borghetti:

Il numero di domande presentate è senza dubbio molto inferiore alle risorse e alle attese, se si considera che si stima che in Lombardia siano 175.000 le famiglie che si avvalgono di badanti. Sarebbe forse opportuno intervenire rivedendo i criteri di assegnazione della misura.

Ha sottolineato la Presidente Mazzali:

Occorre una riflessione più ampia per migliorare nel complesso le modalità di intervento, anche ampliando a tutti gli ambiti il ricorso al Registro regionale.

Il documento viene ora trasmesso alla Commissione consiliare Sanità, competente per materia e all’Assessore Politiche per la famiglia per vagliare le osservazioni espresse dal Comitato

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