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Lombardia, Consiglio approva Programma triennale ricerca e innovazione

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Consiglio Regionale Lombardo

Approvati anche quattro ordini del giorno collegati

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

È stato approvato questa mattina, 19 marzo, in Consiglio regionale il Programma strategico triennale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico.

Il testo è stato predisposto con la collaborazione di soggetti pubblici e privati del sistema della ricerca e con il supporto di esperti internazionali membri del Foro regionale per la ricerca e l’innovazione.

Ha detto Curzio Trezzani, Lega, relatore del provvedimento:

È un documento, che guiderà per tre anni le politiche regionali su un tema di importanza strategica ai fini dello sviluppo. Il territorio lombardo si caratterizza da sempre per la sua forte propensione all’innovazione e svolge – per le sue caratteristiche culturali sociali ed economiche – un ruolo di stimolo anche nei confronti delle aree circostanti, in Italia e all’estero.

I megatrend, i bisogni delle persone, le sfide globali sono fra gli elementi che devono orientare l’innovazione, per questo nel provvedimento si attua la scelta di mettere al centro la persona e di organizzare, come ha spiegato Trezzani, una lettura del territorio per “ecosistemi”. Con questo termine si intende l’insieme degli attori pubblici e privati che operano in un determinato territorio per soddisfare un bisogno individuale o collettivo.

Gli ecosistemi sono organizzati, nel provvedimento, in otto aree: nutrizione, salute e life sciences, cultura e conoscenza, connettività e informazione, smart mobility e architecture, sostenibilità, sviluppo sociale, manifattura avanzata.

Rispetto a queste aree, Regione Lombardia intende svolgere un ruolo di catalizzatore, di attivatore degli investimenti e delle sinergie trasversali. Al proposito, si definiscono anche cinque grandi aree di sviluppo, “cui ancorare la visione del futuro”: il trasferimento tecnologico, lo sviluppo del capitale umano, la promozione di tecnologie di interconnessione in tutti gli ambiti, la medicina personalizzata, la filiera agroalimentare avanzata connessa alla tutela ambientale.

Voto favorevole anche del PD che tuttavia ha osservato con gli interventi di Fabio Pizzul e Samuele Astuti, che

sarebbe stato giusto e logico che il Piano passasse in tutte le Commissioni. Soprattutto se non volevamo che rimanesse un bel documento tecnico, ma diventasse veramente una scelta politica e l’architrave dell’innovazione lombarda dei prossimi anni. La politica non può limitarsi a un passaggio formale in Commissione e in Consiglio: o decide di fare sul serio, o altrimenti parte sconfitta.

Ha detto il Vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala:

La Lombardia oggi si confronta, prima ancora che con altre Regioni d’Italia, con altri territori del mondo.

Sala ha tracciato anche lo scenario di prospettiva del Programma strategico.

Ha detto:

La politica dell’innovazione non si deve fermare allo scenario industriale. C’è anche un orizzonte sociale che ci deve orientare e far si che le nostre scelte dirigano l’economia e non solo ne siano conseguenza.

Il programma strategico è stato approvato dal Consiglio all’unanimità. Insieme al provvedimento sono stati approvati anche quattro ordini del giorno. Tre di essi, proposti dalla Lega, sono di ambito sanitario: prevedono di potenziare lo sviluppo tecnologico IoT, Internet delle cose, Internet of things, presso le sedi ospedaliere pubbliche lombarde, trasferire tecnologie che coinvolgano gli IRCCS lombardi, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, e potenziare il concetto di nutrizione per i pazienti oncologici, cronici, geriatrici, anche in un’ottica di salvaguardia dei costi sanitari di lungo periodo.

Un quarto ordine del giorno, proposto dal Movimento 5 Stelle, invita ad istituire una piattaforma di ascolto della cittadinanza, che permetta di creare procedure di consultazione on line dei cittadini.

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