Esistono infiniti modi per dichiarare il proprio amore.
I poeti di tutti i tempi l’hanno fatto nei modi più sublimi, facendo voli pindarici dalle profondità della Terra fino a stelle e costellazioni, ma oggi oso, provando a scrivere una lettera d’amore alla gastronomica maniera.
Immagino che tutti abbiate provato il sentimento o comunque soggettivamente quell’emozione che vi ha fatto palpitare il cuore e vi ha dato le farfalle nello stomaco, avvampati di calore, infiammati d’adrenalina per sguardi penetranti e silenzi carichi di significato.
Per un bacio vi siete sentiti come un soufflé sgonfiato o liquefatti come gelati al sole ardente? Vi è mai mancato il respiro alla trepidazione desiderosa di stringere qualcuno in abbraccio?
E con la lingua universale del cibo, non avete mai preparato qualche pietanza sopraffina pensata esclusivamente per qualcuno?
Perché, si sa, poi arriva sempre il languorino a bisbigliare la vera e inconfutabile dichiarazione d’intenti di un’opera comune che s’intreccia con l’altro, in una cottura lenta di condivisione che s’accompagna ai sensi che percepiscono la bellezza del Creato negli occhi del partner.
Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.
Virginia Woolf
Io aggiungo:
Non può amare davvero se non ha cucinato con e per l’altro.
Da cuore a cuore mia amata, mia musa, mia delizia,
ti scrivo come se stessi preparando una pietanza che vale una vita e che solo noi due conosciamo, prendendo gli ingredienti dalla nostra dispensa segreta, da curare con attenzione e scegliere ogni giorno, con un ritmo che non conosce la fretta che brucia i sapori.
Consapevoli anche che il pane non si fa da solo: il lievito ha bisogno di tempo, il forno va scaldato con cura, mettendo le mani in pasta, dosando bene il sale e mescolando risate e lacrime, esplosioni e silenzi, e tanto, tanto altro.
Certo, gli ingredienti possono scarseggiare alle volte ed è possibile sbagliare cottura in certi casi, ma con rispetto e volontà l’importante è non smettere mai di cucinare insieme sulla nostra cucina per la nostra ricetta, in una danza sincronizzata attorno ai fornelli, col calore di una brace che dura, che scalda senza clamore e illumina costantemente i volti nella penombra della nostra dispensa, mentre decidiamo cosa mangiare.
Cieli stellati, anche ristoranti, o viaggi intorno al mondo, vanno bene, ma sempre complici anche nella pace profonda di una domenica condita col rumore della pioggia che schizzichèa in duetto col ragù che pippea.
La verità è nascosta lì nel profumo e nella sensazione che dà, amore mio. È il pane sfornato, è l’assaggio della dolcezza del risultato. È la condivisione indivisibile che decreta il piacere. L’amore duraturo e la doratura della bellezza dell’essere, con te, sempre sazi e contemporaneamente affamati.
Ogni gesto tra noi è un indizio che conferma la mia unica, inconfutabile ipotesi: che esiste un ordine segreto nel caos, e che questo ordine ha il tuo nome.
Siamo due storie che, intrecciandosi da quasi vent’anni, hanno smesso di essere singolari racconti per diventare la ricetta segreta di noi due: un unico, inimitabile, adorabilissimo menù degustazione.
Ma mai mangiare a stomaco vuoto! E, infatti, la primissima cosa fu brindare sul monte e dopo infrangere i bicchieri, come in un rito propiziatorio. Ricordi?
Un tempo, nei miei anni da gastronomo vagabondo, credevo che il mondo andasse decifrato come un codice nascosto e che dovessi decrittare la mia dispensa interiore, e che l’amore, come altre realtà dell’umanità, fosse un enigma da risolvere con l’investigazione, lo studio e l’intuito. Poi ho incontrato te, e ho capito…
Il tuo sorriso su di me ha il potere di un tiramisù.
Il tuo sguardo mi scioglie come burro in padella e il tuo bacio è un viaggio nella fabbrica di Willy Wonka.
Il primo caffè del mattino si mescola al tuo abbraccio.
Come si ama l’alba? Per cui promette un nuovo giorno con colore e calore.
Assetato di te, due cuori all’unisono affamati di noi. Attraversando mano nella mano con te ogni stagione, quelle del calendario, scandite da zuppe invernali e grigliate estive, e quelle dell’anima, che solo assieme sappiamo rendere sempre commestibili.
E, allora, guardandoci negli occhi, stringimi ancora più forte, perché se il sale è saggezza che preserva e l’olio è benedizione che consacra, noi in equilibrio cosmico tra crudo e cotto, tra natura e cultura, tra luna magnetica che osserva e cresce e sole caldo che cuoce e trasforma.
Senza artificio, senza veli, con la purezza di un’acqua di fonte immersa in vibrazioni virtuose, ti amo oggi, come ieri, e come tutti i domani che ci saranno concessi. E poi oltre, chissà dove, ma assieme, ancora una volta, anime da qualche parte o in nessun luogo.
La vera magia, quella che nessun libro divino insegna, è il completamento del sapore delle nostre vite. Un codice più sacro di qualsiasi formula esoterica.
“Amore, hai fame?”
“Sì, anche tu…”.
Con amore,
il tuo complice innamorato ai fornelli, a tavola, come ovunque,
e con un leggero languorino, eternamente il tuo sous chef,
***
P.S.: Stasera proviamo quella ricetta nuova?
Io intanto appendo questa lettera sul frigo, accanto alla lista della spesa.
E voi, cari lettori della Loggia Culinaria, qual è il Vostro “codice culinario” d’amore? Una ricetta segreta, un comfort food condiviso o un gesto in cucina che vale più di mille parole?
Raccontatemelo in privato se vi va.
E ricordate: siamo qui per amarci e aiutarci, e in un mondo di diete e calorie, l’amore è l’unico nutriente che non ha mai avuto controindicazioni.
Il percorso dove ci porterà? Stay tuned!
Restate sintonizzati e direi anche sincronizzati!
Autore Investigatore Culinario
Investigatore Culinario. Ingegnere dedito da trent'anni alle investigazioni private e all’intelligence, da sempre amante della lettura, che si diletta talvolta a scrivere. Attratto dall'esoterismo e dai significati nascosti, ha una spiccata passione anche per la cucina e, nel corso di molti anni, ha fatto una profonda ricerca per rintracciare qualità nelle materie prime e nei prodotti, andando a scoprire anche persone e luoghi laddove potesse essere riscontrata quella genuina passione e poter degustare bontà e ingegni culinari.













