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Le memorie di Roksteg, di Federico Fubiani

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'Le memorie di Roksteg'

Titolo: Le memorie di Roksteg
Autore: Federico Fubiani
Collana: Fuoriclasse
Target: Per tutti
Genere: Fantasy
ISBN: 978-88-942496-4-4
Anno pubblicazione: 2018
Edizione: 1a – 2018
Prezzo di copertina: €15,00
Pagine: 335

Premetto di non essere un amante del genere Fantasy. Tuttavia, da persona genuinamente curiosa e che tende a leggere tutto quello che gli capita sotto mano, mi sono imbattuto nel romanzo d’esordio di Federico Fubiani, autore fiorentino con la passione per i giochi di ruolo. Altro tema di cui so poco o nulla.

È stato proprio questo suo amore per le ambientazioni ludiche a far nascere nell’autore l’esigenza di trasporre su carta un universo mistico, popolato da creature leggendarie come elfi, nani e naturalmente draghi. Così è nato Le memorie di Roksteg – Il risveglio di Lephisto.

Devo dire di essere stato invogliato ad aprire questo libro soprattutto dalla copertina, molto bella, nella quale si vede una giovane guerriera bionda in compagnia di quello che io inizialmente credevo fosse un cane e che poi ho scoperto trattarsi di un lupo.
Più in generale, mi ha colpito l’ottima confezione del libro in sé, molto accurata e professionale, nonostante la casa editrice, Argento Vivo Edizioni, mi risulti anch’essa esordiente o quasi.

L’autore ci fa entrare subito nel vivo della storia, presentando dapprima il “cattivo”, un triste figuro dal nome impronunciabile che, nella miglior tradizione, è assetato di gloria e potere e trama nell’ombra per raggiungere i suoi scopi. Conosciamo poi, uno a uno, i cinque protagonisti del romanzo, cinque bambini e poi ragazzi che vivono e crescono nel villaggio immaginario di Roksteg.

I cinque eroi, due ragazzi e tre ragazze, sono ben caratterizzati e probabilmente l’autore trae ispirazione nel filone della cosiddetta Task Force 5, ossia tutte quelle storie in cui c’è una squadra di 5 elementi assai differenti ma che in qualche modo si completano a vicenda. Un filone presente soprattutto nel mondo degli anime giapponesi, di cui forse Fubiani è cultore. C’è per esempio il forzuto Reklo con la sua inseparabile ascia, cui fa da contraltare l’altro maschietto del gruppo, il maghetto Kharvus, un Harry Potter antesignano. Fra le femminucce spiccano le due sorelle Rako e Wenra; completa il quintetto la chierica Peelia, fra i cinque forse il personaggio più debole.

Insieme al loro fidato lupo, i ragazzi affrontano una serie di avventure via via più complicate, immergendo il lettore in un mondo pieno di magie, incantesimi e tecnologie a dir poco fantasiose. È molto ben delineato il percorso di crescita, individuale e collettivo, dei protagonisti che si trovano man mano a dover fronteggiare conflitti come qualsiasi adolescente contemporaneo: contrasti con i genitori, ad esempio, o la difficoltà di effettuare una scelta di vita.

Nella seconda parte del romanzo troviamo il climax, allorché i ragazzi ormai quasi adulti partono per una spedizione allo scopo di rintracciare alcuni abitanti di Roksteg di cui si sono perse da tempo le tracce, e fra i quali sono presenti anche i padri di due di loro.
Ci imbattiamo così nuovamente nel personaggio misterioso incontrato a inizio libro, il “cattivone” che ha escogitato un modo per crearsi un esercito di seguaci praticamente dal nulla ed è ora in procinto di risvegliare il malefico drago Lephisto allo scopo di servirsene come arma finale per la conquista del mondo.

Con la trama mi fermo qui per non rovinarvi il gusto di leggerlo. Che dire: considerata la premessa iniziale, il mio scarso amore per questo genere, questo libro mi ha sorpreso positivamente. La mole di pagine è impegnativa, tuttavia la storia scorre via leggera e arrivi fino in fondo quasi senza accorgertene: la storia mi ha catturato già dopo le prime due/tre pagine e a quel punto ho finito per dimenticare i miei pregiudizi nei confronti del fantasy.

Per essere all’esordio editoriale, Fubiani dimostra di saper raccontare una storia e di essere in grado di costruire un’intelaiatura solida, incastonata in un’ambientazione fantastica eppure sostenibile. Davvero un buon lavoro. Complimenti anche all’editore per averlo scoperto.

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