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‘Le memorie di Roksteg – I re perduti di Gherrod’ di Federico Fubiani

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'Le memorie di Roksteg - I re perduti di Gherrod' di Federico Fubiani

Autore: Federico Fubiani
Collana: Fuoriclasse
Target: Per tutti
Genere: Fantasy
ISBN: 978-88-32106-12-1
Anno pubblicazione: 2019
Edizione: I
Prezzo di copertina: €15,00
Pagine: 327

Federico Fubiani torna in libreria con il secondo capitolo deLe memorie di Roksteg. Avevamo già apprezzato e recensito il primo volume, Il risveglio di Lephisto, per cui c’era grossa curiosità attorno a questo nuovo romanzo, intitolato ‘I re perduti di Gherrod’, che rappresenta il centro della trilogia immaginata dall’autore toscano.

Come l’anno scorso, a colpirci è in prima battuta la copertina, e qui vanno i complimenti ai grafici di Argento Vivo Edizioni, in linea con quella del primo capitolo eppure diversa: non solo per la scelta cromatica, ma per la presenza appena percepita di uno dei protagonisti – il mago Kharvus – in quella che appare come una grotta, o la cavità di una montagna.

Sullo sfondo, una città misteriosa attrae la nostra curiosità. Resta identico il lettering della copertina, con quel titolo in caratteri Tolkeniani che ormai fa de ‘Le memorie di Roksteg’ un vero e proprio marchio.

Incuriositi, ci tuffiamo nella lettura e subito ci sorprendiamo nell’apprendere che i cinque ragazzi di Roksteg sono cresciuti: non più adolescenti, ma già giovani donne e uomini. Con tutto il relativo carico di sentimenti e sensazioni che ciò comporta: dagli attriti fra le gemelle Wenra e Rako, agli intrecci amorosi fra i protagonisti, vera novità rispetto al primo episodio della saga.

Senza voler rovinare la sorpresa, se nel primo libro una certa simpatia tra Kharvus e Wenra era ampiamente ipotizzabile, in questo romanzo molto gioca intorno a un triangolo che vede ai suoi vertici il prode Reklo, guerriero del gruppo, e le due amiche Rako – la ranger – e Peelìa, la chierica devota al dio del sole Vhor.

Oltre ai cinque personaggi sono però cresciute anche le difficoltà, e i nostri dovranno mettersi in cammino per scoprire la verità nascosta dietro a una frattura fra le popolazioni che ha radici antichissime. Lungo il loro percorso, che è fisico ma anche interiore, i cinque ragazzi troveranno e si scontreranno con personalità di ogni tipo: amici, nemici, personaggi ambigui. Scopriranno l’esistenza di tecnologie inimmaginabili e di creature fantastiche, come gli unicorni di cui avevano solo udito il ricordo e che invece giocheranno un ruolo fondamentale nella riunificazione del gruppo.

Il loro viaggio li porterà poi a entrare nelle viscere della terra, scovando l’ingresso di un vero e proprio mondo sotterraneo localizzato sotto a una montagna sacra, ecco la copertina. Sul loro cammino troveranno nemici e amici, e viaggeranno alla scoperta delle numerose città dimenticate che formavano, un tempo, l’antica Grande Alleanza Nanica.

Il loro obiettivo sarà quello di vincere non solo il Male insito nel romanzo, rappresentato da un sovrano malvagio e dai “Corvi”, cioè i “Nani Oscuri”, ma di vincere l’eterna lotta contro l’astio, l’odio, il pregiudizio. Sì, perché il tema che emerge in superficie dopo aver letto questo romanzo è quello del razzismo, un Male che si fonda sull’ignoranza e sull’incomprensione.

Siamo lieti che i cinque ragazzi di Roksteg abbiano voluto offrire il loro contributo per mostrare, ancora una volta, come non abbia ragione di esistere l’odio verso le razze differenti e come le differenze possano essere, anzi, un “plus” per raggiungere tutti insieme il medesimo obiettivo.

Restiamo un po’ sconcertati, poi, dal finale, che proprio non ci aspettavamo. Ma non ha sapore amaro, anzi ci incuriosisce ancor di più e ci fa attendere in trepidante ansia quello che sarà il capitolo conclusivo della trilogia.

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