Home Cronaca Le api, insetti che ispirano scelte convenienti con qualche rinuncia

Le api, insetti che ispirano scelte convenienti con qualche rinuncia

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Il percorso più breve per realizzare uno scopo induce ad un inutile dispendio di energia

C’era una volta un commesso viaggiatore, venditore di aspirapolveri in un grande territorio che comportava lunghi tragitti per raggiungere città e cittadine.
Ad un certo punto di una missione di viaggio, sceso dal treno alla stazione di un piccolo paese, controlla la posizione sulla carta geografica, assolutamente cartacea, perché ancora non esistevano il sistema di posizione satellitare, il telefono tascabile in grado di ricevere il punto geografico da visualizzare sullo schermo e le indicazioni del percorso per raggiungere una località.

Si rende conto che il luogo prescelto per la vendita è parte di un insieme di cittadine, che decide di visitare.

Tutte sono collegate tra loro da un fitto reticolo di strade e sorge il problema di come arrivarvi compiendo la minima percorrenza, utilizzare al meglio il poco tempo a disposizione rispetto al programma di lavoro, visitarle una sola volta e, infine, tornare alla città di partenza per riprendere il trenino che lo riporti a casa.

Nella tranquillità della sera che accoglie il luogo, si siede al tavolino sul terrazzino in affaccio al paesaggio, ammirandolo alla tenue luce del crepuscolo che cede il passo alla notte.

Pensoso, inizia a scrivere su un foglio le coppie di località da vedere, calcolando le varie distanze per ogni strada che le unisce. Ma, ben presto, si rende conto di quanto sia lungo e complesso il calcolo da compiere al termine del quale potrebbe scegliere i percorsi più brevi.

Il fatto è che, oltre alla brevità dell’itinerario, occorre escludere tragitti impervi più o meno noti, e rimane pur sempre un margine di imprevedibilità, che può essere superata affidandosi esclusivamente alla speranza che sia inconsistente.

Se considero tutte le variabili per ogni tragitto passerò tutto il tempo a questo tavolino, e di vendite non se ne parla neanche! Ci dormirò su.

Il mattino seguente, di buonora, siede allo stesso tavolo per la colazione.

Osservando il prato fiorito circostante vede le api posarsi sui fiori, che, di volta in volta, si staccano da un bocciolo e raggiungono il più vicino nel tempo più breve, ma non sempre, poiché talvolta escludono quello più prossimo collocato su un dirupo e decisamente più scomodo.

Vede anche che sono molte le api che tentano di arrivare ai fiori meno accessibili, che sembrano i più belli e ricchi, per poi privilegiare quelli nelle vicinanze, seppur meno attraenti, abbandonando i tentativi, e nessun’altra successiva tenta il cammino troppo impervio.

Si rende così conto che le api abbandonano i percorsi meno efficienti privilegiando i fiori meno abbondanti di nettare ma decisamente più pratici a cui pervenire e, probabilmente, riescono ad informare altri insetti simili a non sprecare energia nel ripetere il tentativo.

Il ‘dilemma del commesso viaggiatore’ è un problema che ha ispirato molti studiosi per la ricerca del calcolo delle permutazioni e le scelte del percorso minimo.

Per poche città può essere semplice la risoluzione. Ma con il crescere della loro numerosità aumenta la difficoltà di calcolo sino ad essere impraticabile.

Si tratta di un problema complesso, che ha introdotto considerazioni per la risoluzione ottimale della logistica e della pianificazione dei trasporti.

Probabilmente, il risultato finale del calcolo è approssimativo e forse esistono soluzioni ottimali, ma non semplici da definire e non convenienti da realizzare.

Il mix di combinazioni che le api sono in grado di fare, con il riconoscimento visivo dei fiori, la loro collocazione, lo scambio dell’informazione con altre colleghe e la memorizzazione dei luoghi sconvenienti da raggiungere, dimostra quanto le strategie naturali risultino molto efficaci e siano di riferimento per la definizione di algoritmi computazionali per l’ottimizzazione delle scelte.

Ma l’ispirazione al comportamento delle api nella scelta dei percorsi tra i fiori è un esempio affascinante di ottimizzazione naturale per il bene comune.

Con la rinuncia contribuiscono convenientemente alla comunità, portando sempre e comunque nettare all’alveare, seppur costrette a compiere più viaggi di quanti necessari se riuscissero a raggiungere i fiori più ricchi ma più difficili.

La natura insegna, sempre e comunque, perché non lascia nulla al caso, senza tralasciare la rinuncia agli eccessi.

Sebbene non siano dotate di capacità di calcolo, le api realizzano le migliori combinazioni per i propri benevoli scopi, il cui calcolo richiede complesse rappresentazioni matematiche, talvolta non più risolvibili.

La rinuncia in favore di meno gratificanti obiettivi, comporta vantaggi altrimenti irrealizzabili se l’unico interesse è volere il massimo.

Pertanto, è da loro che noi umani potremmo trarre esempio nel non esagerare con il volere il meglio a tutti i costi, riflettendo sul monito che l’eccesso non è vantaggioso e la rinuncia in favore di accettabili compromessi non solo è un bene, ma mitiga insorgenti forme di egoismo prevaricante.

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Autore Adriano Cerardi

Adriano Cerardi, esperto di sistemi informatici, consultant manager e program manager. Esperto di analisi di processo e analisi delle performance per la misurazione e controllo del feedback per l’ottimizzazione del Customer Service e della qualità del servizio. Ha ricoperto incarichi presso primarie multinazionali in vari Paesi europei e del mondo, tra cui Algeria, Sud Africa, USA, Israele. Ha seguito un percorso di formazione al Giornalismo e ha curato la pubblicazione di inchieste sulla condizione sociale e tecnologia dell'informazione.