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Lasciatemi sfogare, con la penna in mano…lasciatemi sfogare, sono un napoletano!



di Valeria Serino

Ore 8.30 del mattino. Mi sveglio con la speranza di farcela questa volta. Inizio subito a riprovarci ma niente. Lo sapevo. Spero di non perdere troppo  tempo anche oggi, ma so che invece accadrà l’esatto contrario. Sono molto scoraggiata. Riprovo di nuovo. Niente. Inizio ad innervosirmi, sbraito ma non serve a nulla.Ok, fa niente. Intanto vado a fare colazione. Riprovo più tardi. Ore 9. Niente da fare.

So che ve lo state chiedendo ma no, non  sto sperando di avvistare alcun oggetto non identificato in cielo, né sto provando a levitare come  fanno i monaci tibetani né  tantomeno sto  tentando di spostare gli oggetti con la forza del pensiero. Devo semplicemente prenotare una visita dermatologica al Policlinico nuovo di Napoli. Dopo due giorni consecutivi di tentativi vari mi viene il dubbio. Accedo a internet, vado sul sito dell’ospedale , clicco CUP (centro unico prenotazione) ma i numeri sono sempre quelli.  Come è possibile ,quindi, che siano occupati a tutte le ore del giorno, tutti i giorni? Mi dico va beh, siamo nel 2013, potrò prenotarla on line la visita. Leggo, rileggo ma no; non esiste nessun servizio  di prenotazione sul web. Ah un attimo, noto una buona notizia. Le visite possono  essere prenotate anche dalle farmacie e dalle parrocchie del proprio comune di residenza(cosa c’entrano le parrocchie con le visite in ospedale? Mah).

Va bene. Sono contenta. Mi preparo ed esco di casa. Le parrocchie mi dicono che non ne sanno nulla. Le farmacie? Non tutte sono abilitate. Mi sembra giusto, non si può mica avere tutto dalla vita. Mi danno il nome di una delle farmacie del mio paese che offre tale servizio. La raggiungo. Entro ma c’è una fila enorme. I dottori sono tutti impegnati a vendere i loro prodotti ad anziani che non riescono a capacitarsi che il medicinale è quello di sempre, è stata solo cambiata la grafica della scatola (no duttò, nun è chell c’a usav na vot!). Aspetto pazientemente (si fa per dire) il mio turno. Chiedo cortesemente  alla dottoressa di prenotare  la visita dermatologica al Policlinico nuovo di Napoli.  Mi guarda con una faccia che dice “cosa vuole questa alle 10 del mattino con una folla simile”? Ovviamente mi risponde che provvederà subito. Prende la ricetta (quella che mi ha prescritto il mio medico di base  5 giorni prima, dopo aver atteso anche lì il mio turno per circa un’ora) e si mette a telefono. A telefono? Scusi, ma a telefono non rispondono! Starà mica componendo gli stessi numeri che ho provato a chiamare io due ore prima? Non lo so. Anzi, non voglio saperlo. Prova, riprova. Niente. Non rispondono. “Signora se vuole, può lasciarmi la ricetta, riproverò più tardi”. Non mi sembra il caso. So che non risponderanno e non voglio dare tutto questo disturbo.

Prendo la ricetta. Torno a casa. Faccio un ultimo tentativo. Oh mio Dio, mi hanno risposto! Incredibile! Sono quasi emozionata! Fornisco i miei dati alla gentilissima e pazientissima impiegata dell’ufficio prenotazioni la quale mi informa che il primo posto utile per il dermatologo è a dicembre. Dicembre? Ho capito bene? Ma stiamo appena agli inizi di ottobre!  Penso che la visita è abbastanza urgente, non posso attendere tutto questo tempo. Così demordo.  Apro la rubrica di casa. Telefono alla famosa dermatologa con studio privato nei pressi di casa mia. L’appuntamento è fissato per il giorno dopo alle ore 16.30. Che sollievo! L’onorario della dottoressa? E’ di soli 70 euro….

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