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‘L’Africa di Elena d’Orléans’ alla Biblioteca Nazionale di Napoli

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'L'Africa di Elena d'Orléans'


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Il 10 dicembre la presentazione del progetto di studio e catalogazione

Riceviamo e pubblichiamo.

Martedì 10 dicembre, ore 15:30, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli si terrà la presentazione del progetto di studio e catalogazione ‘L’Africa di Elena d’Orléans’.

Introduzione del Direttore Francesco Mercurio Interventi di Francesco Diozzi, Tommaso De Francesco, Ivano Adamo e Sergio Duraccio, coadiuvati da Spartaco Gippoliti.

In una città ricca di sorprese come Napoli può capitare di scoprire una collezione zoologica in una biblioteca. Accade alla Nazionale Vittorio Emanuele III, dove I libri della ‘Sala Africa’ sono circondati da animali tassidermizzati e trofei di caccia.

Per valorizzare il fondo e farlo conoscere ad un pubblico più vasto di quello dei soli addetti ai lavori, la Direzione della Biblioteca Nazionale ha stipulato nel 2017 un accordo con il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università Federico II affidando lo studio dei reperti agli zoologi Tommaso De Francesco, Ivano Adamo e Sergio Duraccio, che sono stati coadiuvati da Spartaco Gippoliti, esperto di mammiferi africani, della Società Italiana per la Storia della Fauna G. Altobello.

Afferma Francesco Mercurio, Direttore della Biblioteca Nazionale:

All’interno del Fondo Aosta, affissi alle pareti di due stanze di quello che era lo studio privato di Ferdinando II di Borbone, sono conservati, insieme ad un ricco patrimonio librario, fotografico, numerosi reperti etnologici, alcuni trofei di caccia frutto dei viaggi in Africa di Elena d’Orléans, hanno alto valore storico e scientifico e rientrano nel più ampio contesto delle esplorazioni geografiche italiane a cavallo tra il diciannovesimo e i primi decenni del ventesimo secolo.

Affidare ad un’équipe di esperti lo studio e la catalogazione dei reperti conservati nella biblioteca ha lo scopo di approfondirne la rilevante importanza zoologica e naturalistica e di aumentarne la fruibilità.

Il progetto rientra nella musealizzazione delle sale storiche del II piano della biblioteca.

I viaggi di Elena e del suo accompagnatore, il capitano dell’esercito Maurizio de Vito Piscicelli, non erano semplici battute di caccia, ma vere spedizioni scientifiche nella ricca documentazione conservata figurano i nomi di ben noti zoologi, antropologi e botanici del tempo che stavano contribuendo ad arricchire non solo le collezioni del Museo Zoologico napoletano ma anche di altre istituzioni scientifiche nazionali.

Gli esemplari del Fondo Aosta rappresentano la più diversificata collezione di ungulati africani presenti attualmente in Campania, tra musei e collezioni private, annoverando circa centocinquanta tra crani, teste montate, pelli e corna.

Tra questi esemplari spiccano, per rilevanza zoologica, l’unica pelle di asino selvatico nubiano presente in Italia, una testa montata di elefante africano, una pelle di giraffa di Rothschild, una significativa rappresentanza di ecotipi differenti di bufalo africano e di kobi, ed altre antilopi e gazzelle oggi assai rare in natura e poco rappresentate in altri musei di storia naturale italiani.

I reperti sono stati ordinati e numerati, gli esemplari sono stati analizzati e catalogati, selezionando le specie.

Di pari passo si è proceduto allo studio bibliografico delle opere edite dai protagonisti dei viaggi da cui son stati ricavati dati geografici utili a determinare, ove possibile, l’esatta provenienza degli esemplari e, più in generale, ad approfondire la conoscenza della distribuzione storica delle varie specie.

Al fine di rendere fruibile la collezione al grande pubblico sono stati realizzati dei pannelli esplicativi per ciascuna parete riportanti il nome scientifico e volgare delle specie e altre informazioni basilari.

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