La via dell’Anima

La via dell’Anima

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La via dell'anima
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Di dove “risieda” lo spirito e a quale “dimensione” appartenga è privilegio di pochi eletti saperlo: soltanto i puri e i prescelti illuminati ne possono saggiare la conoscenza.

Se gli uomini si rendessero conto dell’eterna similitudine dell’acqua e del fuoco e dell’inesistenza della loro ingannevole diversità; se solo attingessero dai colori predominanti presenti in natura i codici della loro origine cosmogonica, allora sì, forse, l’umanità sarebbe orientata verso una spiritualità più sentita e profonda.

Il reale discernimento sarebbe alla portata di più individui, ma ciò, almeno per ora, è soltanto una mera utopia.

La natura primordiale vela con i suoi misterici segreti la “Divina Identità” e tutto, nella sua eterna contrapposizione fra moltitudine e unità, resta latente sotto “l’umido e il secco bruniano”. L’Uomo, incatenato alla sua stessa materia, si autolimita nel suo nucleo esistenziale e decide “inconsapevolmente”, ma in modo svilente e deludente, di non guardare al di là del suo naso, privandosi della possibilità di conoscersi ed entrare in un meccanismo multidimensionale che gli farebbe varcare la porta stretta della conoscenza.

L’unione sinergica di due anime che decidono, al di là dello spazio e del tempo, in un livello dimensionale sconosciuto ai molti, di incarnarsi a nuova vita e amarsi, possono, se costanti e autentici, generare un nuovo piano infinito e così agganciarsi a quello universale.

Il tempo, che ha valenza solo ed esclusivamente per la parte fisica dell’Uomo, incide molto sul suo sviluppo, in considerazione delle scelte spirituali e materiali dello stesso.
A seconda della prevalenza delle une sulle altre, egli scrive la sua storia nel mondo, finalizzata all’adempimento di un programma che egli stesso ha redatto, ma che per legge “aurea“, ha dovuto dimenticare.

Tutto ai suoi occhi si presenta come ex novo, ma in realtà, nella dimensione dello spirito, ogni cosa ha una valenza diversa e ben precisa da quella terrena.

Nulla si rivela, ma tutto si intuisce, se non si abiura la propria origine primordiale.

Né per logica o per intelletto, ma soltanto con la pura intuizione si può perseguire una nuova via per l’anima.

Frastornato e soggiogato dai rumori assordanti che egli stesso produce, l’Uomo non dà ascolto al vibrato originario, che proviene dalla natura stessa e, così facendo, perde una delle chiavi per aprire il portale della Conoscenza.

Impiega il suo tempo a complicarsi l’esistenza terrena, con invenzioni macchinose e perverse, che nulla hanno di attinente con lo spirito. Vittima del suo stesso inganno, egli crede di sapere e conoscere, perché condotto da qualcuno, che altro non è che un falso maestro, ad adottare una metodologia per interpretare codici e comprendere scritti di livello superiore.

Nulla di più assurdo ed errato. Il codice lo si decodifica soltanto con l’intuito e non certamente con la logica o con pseudo suggerimenti. La comprensione, invece, di scritti superiori, non avviene attraverso la sola lettura: essa in realtà è soltanto il mezzo; il cum prendere è in assoluto, merito dello “spirito intelligente“, che per mezzo dell’antico respiro, riesce a trasmettere la conoscenza.

È a questo punto, quindi, che si apre un nuovo varco, la via dell’Anima, che può condurre ad infiniti mondi e a percorrere Luce nella Luce.

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Antonio Masullo

Autore Antonio Masullo

Avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli.
Autore di tre romanzi, “Solo di passaggio”, “Namastè” e “Il diario di Alma”.
Prevista per il 2017 la pubblicazione del suo nuovo romanzo.