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“La Venere dei Terremoti” di e con Roberto Azzurro

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Positano Teatro Festival: 9 agosto omaggio alla scrittura di Manlio Santanelli

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Positano Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello.

Domenica 9 agosto, ore 21,00, al Teatro Giardino di Via Pasitea, omaggio alla scrittura di Manlio Santanelli, uno dei più importanti drammaturghi contemporanei, con il monologo “La Venere dei terremoti”, divertente storia di un amore impossibile diretto ed interpretato da Roberto Azzurro. Lo spettacolo si colloca nell’ambito della progettualità di Azzurro relativa alla parola scritta che diventa parlata, dunque alla letteratura che diventa teatro. L’incontro tra il Narratore e il protagonista della storia Luigi Impagliazzo avviene sotto gli occhi degli spettatori, mentre un caleidoscopio di immagini verbali, come fuoriuscite dalla psiche del protagonista, lo investono e lo rivestono di continuo.

Ortensia T
“La Venere dei terremoti”
di Manlio Santanelli
interpretato e diretto da Roberto Azzurro

Il cimento amoroso di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati raccontato da Roberto Azzurro
“Dopo anni di frequentazioni con il teatro e la narrativa di Manlio Santarelli – scrive Roberto Azzurro – decido di portare in scena ‘La Venere dei terremoti’, sfida davvero audace, trattandosi di un lungo racconto nato per la pagina scritta, la cui storia, sottotitolata come ‘Il cimento amoroso’ di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati, si svolge a Napoli, tra le impervie e suggestive strade di una città vivace e coinvolgente, così come suggestiva e allo stesso tempo coinvolgente è la scrittura che l’autore utilizza per questo racconto. Iperboli linguistiche da montagne russe, costruzioni sintattiche da fuochi d’artificio. Un racconto di parole spericolate, di acrobazie verbali, di atmosfere reali eppure oniriche. Di immagini di donne vagheggiate, di musiche e immagini familiari e sconosciute, accorate e pericolose. Un piccolo viaggio nella suggestione del racconto come forma di comunicazione, la più antica, la più contemporanea, la più rischiosa, la più seducente. Il racconto si snoderà attraverso la parola che si fa senso e suono e immagini verbali che a tratti ci lasceranno intravedere il protagonista della storia, il vivace eppur malinconico Luigino Impagliazzo, proiettandoci quasi nella sua testa, nella sua immaginazione, a tu per tu con il turbolento circo colorato e un po’ folle che si scatena nella psiche di un piccolo uomo innamorato di una fin troppo bella ‘femmina’”.

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