La sindrome dell’ovaio policistico, PCOS, è il disturbo endocrino più comune nelle donne in età riproduttiva.
Spesso si osservano in queste donne tratti esteriori delle manifestazioni che sottendono alla patologia dal punto di vista endocrino, abbastanza tipici e descritti, poi, con una prevalenza di un abitus caratterizzato da sovrappeso e segni di aumentata produzione di androgeni e, quindi, con peluria, acne e seborrea.
Si tratta di una patologia complessa, che influisce in misura molto significativa sulla salute e la qualità di vita della donna. In essa si intrecciano fattori genetici, ormonali, ambientali e comportamentali.
I criteri utilizzati per la diagnosi sono diventati nel tempo più accurati, consentendo di definire con maggiore precisione clinica quattro fenotipi con caratteristiche riproduttive, metaboliche e psicologiche differenti.
Questi fenotipi sono stati ben descritti nel 2019 da Garima Sachdeva e collaboratori e confermati dalle ultime linee guida internazionali ESHRE:
– fenotipo A, PCOS classica: iperandrogenismo + disfunzione ovulatoria + ovaie policistiche. Presenta un maggiore rischio metabolico, un maggiore accumulo di grasso bianco viscerale e una maggiore resistenza all’insulina;
– fenotipo B, PCOS senza ovaie policistiche: iperandrogenismo + disfunzione ovulatoria;
– fenotipo C, PCOS ovulatoria: iperandrogenismo + ovaie policistiche;
– fenotipo D, PCOS non iperandrogenica: disfunzione ovulatoria + ovaie policistiche.
L’adolescenza è la fase della vita in cui la diagnosi è più complessa, perché i criteri della PCOS includono normali eventi fisiologici che si verificano durante la pubertà.
Con l’avanzare dell’età, la sindrome evolve da malattia riproduttiva a disturbo maggiormente caratterizzato in senso metabolico.
Insieme ai disturbi metabolici, fra cui la resistenza all’insulina e anomalie del dispendio energetico, la PCOS è riconosciuta come un importante fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari in età avanzata.
Inoltre, ci sono prove di un clustering a livello famigliare delle caratteristiche endocrine e metaboliche della malattia. Anche la dieta e l’obesità sembrano contribuire al fenotipo.
Nel prossimo articolo affronteremo i complessi meccanismi fisiopatologici alla base della patologia.













