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La senologia del Mediterraneo: medici, stampa, istituzioni a confronto



Interessante convegno sulla senologia oncologica all’IRCCS Fondazione ‘Pascale’ di Napoli

Si è concluso ieri mattina, 5 ottobre 2019, alle 13:30, presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione ‘G. Pascale’ in Napoli, il secondo corso di aggiornamento afferente alla tematica della senologia oncologica sotto molteplici ambiti prospettici, promosso dal Comitato Scientifico composto dai dottori E. Esposito, C. Siani, M. G. Tortoriello e R. Tortoriello, quest’ultimo nella qualità di Presidente.
L’evento, ‘La senologia del Mediterraneo’, articolato in diverse sessioni nei giorni 4 e 5 ottobre, ha concretizzato l’obiettivo di creare un dialogo interattivo e sinergico tra i cittadini e le istituzioni. Quindi, non soltanto un fine formativo degli appartenenti al settore, personale medico e paramedico, bensì la trasmissione di informazioni basilari e di rilievo in merito alla complessa tematica affrontata.

Le sessioni di lavoro che si sono svolte nella giornata del 5 ottobre hanno interessato tematiche come le News in Senologia e la Qualità della vita; sessione quest’ultima suddivisa in due parti: la prima afferente agli accessi venosi e all’alimentazione e al cancro; la seconda ha riguardato in particolar modo la Psiconcologia e cancro della mammella, il caregiver in Senologia e il complementare ruolo delle associazioni e, infine, Informazione ed educazione in Senologia, in sinergia con il ruolo svolto dalla Stampa.

Impeccabile padrone di casa è stato il dr. Raffaele Tortoriello, nella sua qualità di Presidente del Congresso, ma soprattutto per la professionalità e l’alto spessore umano con cui ha trattato le difficili e complesse tematiche affrontate. Ad accompagnarlo, la gentile ed elegante dott.ssa Giglio che ha assunto il prezioso ruolo di moderatrice dell’evento.

Nell’ottica dell’approfondimento abbiamo quindi avvicinato il dr. Tortoriello, ottimo professionista, specializzato in chirurgia oncologica.

Dr. Tortoriello, ci fa un bilancio di questo secondo convegno ‘La senologia del Mediterraneo’?

Il bilancio di questa due giorni è certamente positivo: le relazioni presentate sono state molto tecniche ma al contempo molto vive, originando una discussione e un dibattito di spessore e altamente informativo, sia per gli addetti ai lavori che per i cittadini intervenuti.

Ciò significa che quello che i tanti relatori hanno detto è arrivato chiaramente ai discenti, dimostrando che l’informazione scientifica non è per pochi, bensì per molti.

L’informazione è fondamentale in questo ambito: una cattiva informazione fa una cattiva medicina, ma una buona informazione fa certamente una buona medicina.

In merito al principio concettuale della prevenzione, cosa ci può riferire?

Certamente, la prevenzione è la nostra arma principale nella lotta contro il tumore; in questo caso al tumore mammario, ma ovviamente essa è diffusa per tutta la patologia neoplastica. Prima si individua e si agisce sulla lesione, e prima si riesce a ottenere una guarigione rapida e il ritorno in famiglia e al lavoro.

Il tumore alla mammella rappresenta tutt’ora un big killer. Abbiamo circa 52.000 nuovi casi all’anno.

Dottore, quando crede si possa organizzare un nuovo evento di tale portata?

Lo stiamo valutando e speriamo di concretizzarlo il prossimo anno, anche perché siamo in attesa di altre risultanze.

Quello appena terminato, non è stato il solito convegno in cui si è parlato e discusso di ciò che si sa, ma abbiamo cercato di portare delle piccole novità che, per essere ben trattate e affrontate, devono necessariamente essere standardizzate.

Pertanto, nel momento in cui saremo in possesso delle novità precitate, come ad esempio la tecnologia di intervento con il magnete, di cui abbiamo discusso ieri, avremo la possibilità e i mezzi di concretizzare un nuovo front office e spiegare a tutti cosa siamo in grado di offrire in questo ambito.

Parole, quelle del Dr. Tortoriello, che rappresentano una speranza viva e feconda per chi vive passivamente questa tipologia di patologia.

La mattinata ha visto interventi di alta portata professionale, quali quelli dei dottori E. Esposito, V. Turrà, V. Abbate, F. Schittulli, P. Aprea, E. Caputo, A. Palescandolo e P. Vallone.

La sintesi di ciò che è emerso dai precitati interventi confluisce in un unico principio generale e cogente: l’affidarsi, come paziente, a persone esperte e qualificate, richiedendo tutti i servizi che è possibile ottenere da team professionali altamente specializzati.

L’ultima sessione, quella concernente la Qualità della vita, ha visto al tavolo dei relatori due esponenti dell’Associazione LILT, i dottori F. Di Paola e O. Cusano che hanno ben evidenziato la rilevanza dell’attività svolta dai volontari in perfetta sinergia con il personale medico di ogni struttura ospedaliera, finalizzata a rendere il miglior servizio al paziente: filo conduttore l’amore per il prossimo e la volontà univoca di debellare questa malattia.

Al tavolo dei relatori, sono stati invitati anche alcuni esponenti della stampa, quali i dottori Gerardo Amendola, Giovanni Tortoriello e il Direttore Responsabile di ExPartibus Pietro Riccio.

Il dr. Gerardo Amendola ha sottolineato l’importanza di quanto i medici siano tenuti a informare adeguatamente i pazienti e di come la stampa stessa possa essere di aiuto in quest’attività fondamentale di conoscenza reale e tangibile.

Il dr. Giovanni Tortoriello ha evidenziato e rimarcato il valore della Carta di Perugia, fondamentale per gli addetti al settore, da cui si evince il principio di tutela dei diritti dei soggetti più deboli; ha inoltre parlato della differenza fra un’informazione che non viene effettuata e una che si concretizza positivamente, riscontrata con un feedback.

Poi è stata la volta del dr. Pietro Riccio che ha dichiarato:

Fondamentale è la possibilità di creare un punto di informazione a un pubblico più allargato; questo consentirebbe una maggiore capacità di diffusione della cultura della prevenzione e, quindi, l’arresto di diagnosi ritardate dovute alla reticenza di pazienti che non si affidano ad un medico.

Purtroppo, l’avvento del web ha concesso la “qualifica di emittenti d’informazioni” a tutti e ciò origina effetti gravosi come l’allarmismo e il complottismo.

Una ricerca effettuata dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha dimostrato che più dell’80% degli italiani non è in grado di distinguere una notizia vera da una cosiddetta fake – news.

Per arginare questo brutto fenomeno c’è la necessità di fare informazione di qualità, recuperando al contempo quella credibilità, che noi stessi ci siamo tolti.

I lavori si sono conclusi con un alto senso di soddisfazione etica, morale e professionale per tutti gli intervenuti; valori sociali fondamentali, legati da un unico filo conduttore: la prevenzione, la diagnosi tempestiva, le tecniche di intervento e il complementare supporto psiconcologico e alimentare, ma soprattutto l’amore smisurato per il prossimo.

I nostri complimenti vanno a tutti gli intervenuti, al Comitato Scientifico e al dr. Raffaele Tortoriello nella sua qualità di Presidente, per essere riusciti a trasmettere a tutti i presenti informazione, etica professionale, elementi formativi e feconda speranza.

Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".

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