Come prepararsi alla definizione agevolata. Tutto quello che c’è da sapere per non sbagliare
In primo luogo, fate molta attenzione a valutare la possibilità di onorare gli impegni presi, aderire a una rottamazione, che poi non si riesce a pagare è molto deleterio, in quanto i giudici la considerano una sorta di accettazione del debito.
Se siete quasi sicuri di poterla onorare, un trucco da porre in essere è quello di dividere il debito in tante rottamazioni, un gruppo formato dalle cartelle più vecchie in modo da renderlo più conveniente di tutti, un altro gruppo di cartelle più recenti, ovviamente non c’è alcun limite alle rottamazioni che potete fare.
Perché dividere la rottamazione in questo modo? Perché se non riuscite a pagare, ad esempio, 2.000 euro al mese e avete suddiviso il tutto in 4 rottamazioni distinte da 500 euro, se siete in difficoltà potete pagarne solo una parte senza perdere tutto.
Quali sono i vantaggi della rottamazione quinquies
1. Azzeramento delle sanzioni, interessi ed aggi; si può ottenere orientativamente un risparmio dal 46% al 60%. Più vecchie sono le cartelle più risparmiate.
2. Tutte le rate sono uguali, non c’è la maxi-rata iniziale come le precedenti rottamazioni e il periodo di rateizzo è di 54 rate bimestrali in un arco temporale di 9 anni, prima scadenza a partire dal 1° luglio 2026.
3. Il tasso d’interesse per la rateizzazione delle cartelle esattoriali va dal 4% al 3%, rendendo più conveniente la definizione agevolata dei debiti fiscali.
4. La rata minima è di 100 euro
5. Possono aderire anche Comuni e Regioni che hanno autonomia in questo senso.
6. Rientrano tutti gli omessi versamenti ex art. 36 bis e 54 bis; quindi, sulle dichiarazioni presentate senza versare le imposte, tutti i ruoli dal 01/01/2000 al 31/12/2023. A questo proposito bisogna prestare attenzione guardando la data di esecutività del ruolo sulla cartella nel dettaglio degli addebiti, e non la data di notifica, che può essere di gran lunga superiore.
7. Rientrano i contributi previdenziali Inps derivanti da omesso versamento, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
Quali sono gli svantaggi della rottamazione quinquies
1. Perimetro di applicazione molto ristretto, sono esclusi gli accertamenti esecutivi e gli accertamenti INPS; rientrano, in pratica, soltanto le cartelle da omesso versamento.
2. Dare autonomia alle Regione e ai Comuni comporterà, in linea generale, la mancata adesione degli enti governati dalla sinistra, sempre contrari alle rottamazioni.
3. Il comma 16 per le multe auto limita l’applicazione della definizione agevolata ai soli interessi nel caso delle violazioni del Codice della strada.
4. Decadenza molto rigida; basta un giorno di ritardo per due rate anche non consecutive e si decade dai benefici, per cui, si consiglia l’addebito automatico delle rate.
5. Sono escluse le cartelle della rottamazione quater non pagate e quindi i decaduti
Quali sono le scadenze?
Bisogna presentare le domande entro il 30/04/2026.
La prima rata va pagata entro il 31 luglio 2026, la seconda entro il 30 settembre 2026 e la terza entro il 30 novembre 2026.
Le rate per gli anni successivi saranno il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027. La rata ultima per il massimo del rateizzo è del 31 maggio 2035.
Considerata la rata minima, al numero massimo di 54 rate bimestrali si potrà arrivare solo qualora l’importo da versare sia almeno pari a 5.400 euro, comprensivo degli interessi al 3%.
Gli effetti della rottamazione
1. Sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza.
2. Sono sospesi, fino alla scadenza della prima rata delle somme dovute a titolo di definizione, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di presentazione.
3. L’Agenzia delle Entrate non può effettuare nuovi fermi amministrativi e iscrivere ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla data di presentazione;
4. Non possono essere avviate nuove procedure esecutive, come pignoramenti presso terzi, vendite all’asta.
5. Non possono essere proseguite le procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo.
6. Il Contribuente non è considerato inadempiente ai fini di cui agli articoli 28ter e 48-bis del D.P.R. n. 602 del 1973.
7. È possibile ottenere il documento unico di regolarità contributiva, DURC.
Autore Giuseppe Marino
Giuseppe Marino, avvocato tributarista, dottore commercialista, giornalista pubblicista tributario.













