Home Territorio La ricerca ISG attraversa la storia: da Benedetto XIII all’era dell’IA

La ricerca ISG attraversa la storia: da Benedetto XIII all’era dell’IA

300 anni di ISG

L’Istituto celebra i 300 anni tra storia e innovazione: Vectra 3D e digital pathology rivoluzionano diagnosi e cura grazie a medicina di precisione e terapie personalizzate

Riceviamo e pubblichiamo.

Tre secoli fa Papa Benedetto XIII volle un luogo dedicato alla cura e all’innovazione. Da allora l’Istituto Dermatologico San Gallicano, ISG, non ha mai smesso di reinventarsi.

Ieri, durante l’evento celebrativo per i 300 anni dell’Istituto, la storia ha incontrato il futuro: un confronto emozionante tra clinica, ricerca e tecnologia per disegnare la dermatologia di domani.

Maria Concetta Fargnoli, Direttrice Scientifico ISG, aprendo i lavori, ha evidenziato:

La dermatologia sperimentale integra clinica, laboratorio e data science per traslare la scienza in benefici reali per i pazienti.

Livio De Angelis, Direttore Generale IFO, ha ricordato:

La nostra ricerca attraversa la storia e continua a generare valore per i pazienti e per la comunità scientifica.

Lorenzo Cerroni, dermatologo di fama internazionale del Medical University of Graz, ha sottolineato nella sua lettura magistrale, l’importanza di mantenere alta la qualità clinica e scientifica della dermatologia che è una disciplina pilastro della medicina moderna e multidisciplinare.

Oggi al San Gallicano la tradizione si traduce in numeri e innovazione: 120.000 prestazioni ambulatoriali di alta specialità, 99.000 indagini di laboratorio e circa 100 studi clinici attivi.

Gabriella Guasticchi, Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Farmaco del Ministero della Salute, ha sottolineato l’importanza degli studi e della collaborazione con i nostri IRCCS per la tutela della salute dei cittadini.

Giuseppe Navanteri, Responsabile Ingegneria Clinica e Tecnologie e Sistemi Informatici IFO, ha ricordato:

Nato nel 1725 per volontà di Papa Benedetto XIII, il San Gallicano fu da subito un laboratorio di idee e soluzioni moderne: l’architetto Filippo Raguzzini progettò spazi d’avanguardia per l’epoca, con attenzione all’aerazione e all’igiene.

Tre secoli dopo, la stessa vocazione continua a guidare l’Istituto, che oggi reingegnerizza i propri percorsi clinici e di ricerca, integrando tecnologia, intelligenza artificiale e medicina di precisione.

Enea di Domenico, ricercatore presso la Microbiologia e Virologia ISG, ha sottolineato:

L’Istituto rappresenta un riferimento, grazie alla presenza di piattaforme di metagenomica e di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione, per lo studio del microbioma nelle patologie cutanee; grazie a un team multidisciplinare dedicato al contrasto dell’antibiotico-resistenza, trasliamo i risultati in terapie mirate e in programmi di antimicrobial stewardship.

Il San Gallicano è anche un centro di riferimento per lo studio del lipidoma e per i modelli di cute 3D in laboratorio, strumenti che favoriscono test non invasivi e terapie personalizzate per l’acne, la dermatite atopica e la vitiligine.

Le nuove tecnologie, dal Vectra, che consente la mappatura tridimensionale del corpo e il monitoraggio evolutivo delle lesioni cutanee, alla microscopia confocale LC-OCT, fino alla digital pathology, stanno trasformando la diagnosi in un processo sempre più preciso, predittivo e personalizzato.

Il San Gallicano guarda avanti, dalla dermatologia rigenerativa ai modelli di cute 3D, tutto concorre a un obiettivo comune: curare la pelle come sistema vivo, complesso e in continuo dialogo con la persona.

Viviana Lora, dermatologa clinica ISG, ha evidenziato:

L’ISG rappresenta oggi un laboratorio di innovazione clinica e sperimentale che opera su 3 macro-aree: Tumori cutanei, melanocitari e non melanocitari; dermatologia infiammatoria e malattie rare; infezioni sessualmente trasmesse, inclusa l’infezione da HIV, attraverso tecniche di diagnosi non invasiva, chirurgia dermatologica rigenerativa, digitalizzazione della dermatopatologia e teleconsulenza integrata con algoritmi di intelligenza artificiale.

Livio De Angelis ha sottolineato:

Innovare significa ripensare ogni giorno i confini della cura, nel luogo dove ha avuto inizio la dermatologia del futuro, e che oggi ci chiama a proseguire questo percorso.

Maria Concetta Fargnoli ha concluso:

Un futuro che parla il linguaggio della ricerca traslazionale, dove la clinica incontra la data science, la biologia molecolare e la medicina personalizzata per rendere la pelle, e la persona, al centro di una nuova visione della salute.