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La Papessa – Parte 1

La Papessa

Sacerdotessa o Iside

Il Viaggio attraverso gli Arcani Maggiori prosegue approdando ai simboli e ai significati della seconda Lama: la Papessa, detta anche Sacerdotessa o Iside.

Lasciata alle nostre spalle l’energia del numero uno, indicante ‘l’iniziativa e l’intraprendenza, ci inerpichiamo tra i sentieri del due, che, non essendo più una singola unità, ci pone nelle condizioni di operare una scelta.

Decidere comporta, però, una precedente riflessione e ogni processo mentale ha bisogno di un tempo necessario alla ponderazione, allo studio atto a comprendere e raccogliere fonti, dati, elementi favorevoli all’una e all’altra possibilità, senza nulla tralasciare.

È chiaro che maggiore sarà la mole di dati, più alta sarà la probabilità che il tempo speso nel prendere quella decisione si allunghi a dismisura. Soprattutto se la scelta da compiere, necessita di vagliare ogni dettaglio.

La Papessa non rappresenta la scelta, piuttosto la fase di studio necessario alla comprensione. Essa è, dunque, carta statica esteriormente ma decisamente attiva sul piano intellettuale e su quello spirituale.

Siede all’Interno del Tempio, ma, cosa più importante, è il suo tenere in mano il Libro della Conoscenza, segreta poiché spesso viene rappresentato come chiuso.

Solo lei sa, solo lei decide a chi trasmettere dopo aver vagliato a setaccio ogni cosa, dopo aver soppesato e valutato non solo chi bussa alla porta del Tempio ma anche ciò che è giusto dire e dare in quel momento alla persona spinta fin lì dalla sete di conoscenza.

Talvolta non è possibile trasmettere tutto e subito, poiché chi decide di seguire il richiamo del nosce te ipsum, non sempre è pronto a vedere, sentire e sapere tutto ciò che riguarda se stesso, l’Universo e gli Dei.

Si può rimanere ciechi per il troppo buio come per l’eccessiva luce. Si può non essere pronti, poiché mancano le basi conoscitive per una comprensione completa e profonda, si può essere pronti ma non è ancora il tempo adeguato a sapere.

Altre volte, chi giunge al suo cospetto non è degno di conoscere i Segreti dell’Arte.

Infine, è bene sapere che nei percorsi Iniziatici il Segreto viene svelato solo dopo che l’individuo ha compreso. Il processo è esattamente inverso a ciò a cui ci ha insegnato il sistema d’istruzione odierno.

La Via dell’Arte Reale ti pone immediatamente di fronte all’enigma da decifrare. Sarà poi nostra cura dimostrare di essere all’altezza di ciò che questo compito richiede.

Solo a quel punto la Papessa parlerà e ci inviterà a oltrepassare il velo oltre il suo trono, su cui sono rappresentati delle melagrane, frutto infero per eccellenza.

Del resto, bastarono tre chicchi di questa meraviglia naturale per incatenare per sempre Persefone ad Ade.

La Papessa sta lì, dentro al Tempio ma seduta di fronte a una soglia. Quel due che la contraddistingue è, quindi, un chiaro riferimento alla capacità di attraversare i mondi. Quello esterno e quello interno, quello superiore come quello inferiore, quello profano e quello sacro.

La sua conoscenza le permette di navigare con disinvoltura i misteri di ognuno di questi regni. E di ognuno di essi conosce estensione, struttura, accessi e segreti.

Quel velo potrebbe anche essere un riferimento al velo che separava la parte del Tempio frequentata da tutti da quella accessibile solo ad alcune specifiche figure.

La figura femminile della Sacerdotessa si erge a protezione di questo passaggio, tra le due colonne, tra pavimento a scacchi e volta stellata, in equilibro tra le due strade, senza sceglierne una in particolare ma mantenendosi al centro, elemento di fondamentale importanza per ogni “Uomo di Desiderio”.

La Sacerdotessa, in una lettura, rappresenta una figura femminile, avanti negli anni e saggia. Discreta e non invadente, un’amica fedele che sa quando e come intervenire e quando tacere senza giudicare ma condividendo la sua conoscenza in modo da aiutare chi ne ha bisogno in quel momento.

È la fede, la casa ed il Tempio. È il Sapere acquisito tramite un lavoro di ricerca e studio, la meditazione, l’intuizione spirituale.

A differenza del Papa, che rappresenta la Religione, e, quindi, una struttura rigida di cui egli è a capo e a cui adattarsi, la Papessa è la spiritualità che nasce spontaneamente dall’interno e si propaga verso l’esterno in maniera naturale.

Il Libro Sacro essa rappresenta la lettura del testo sacro e, in questo frangente, è bene ricordare come le prime due parole della Torah, che lei tiene in mano, inizino proprio con la lettera Beth. È la Madre, come Iside. È la donna con esperienza, saggia, anziana, la buona consigliera a cui rivolgersi.

La lettera collegata a questo Arcano è, dunque, la seconda dell’alfabeto ebraico, la Beth. Si tratta di una lettera doppia che il Sepher Yetzirah collega alla Luna; ecco spiegato perché il costante richiamo simbologico al satellite terreste che, anticamente, rappresentava l’argento alchemico.

Nell’astrologia medica questo astro era associato al cervello e potrebbe essere anche questo un interessante richiamo al significato di studio e riflessione contenuto da questa Lama.

Le lettere doppie hanno la caratteristica di poter essere pronunciate in due differenti modalità e questo permette loro di essere associate a coppie di valori opposti anche simbolicamente.

Nel caso della Beth, essa sarà collegata a vita e morte. Iside era a conoscenza dei segreti della vita e della morte, non sarebbe stata in grado, altrimenti, di ridare per un attimo la vita ad Osiride e concepire così Horus.

La lettera è l’evoluzione del geroglifico rappresentante la casa ed è questo il suo significato letterale. In tal caso vediamo come l’Arcano abbia al suo interno i simboli di un Tempio che, da sempre e da tutti, è considerato la Casa di Dio.

Beth viene anche accomunata a una grande potenza creatrice, essendo la prima della parola Bereshit, e a un contenitore.

In effetti, l’Arcano ne presenta diversi:

• il Tempio “contiene” il Divino;
• la Donna è il Tempio della Vita, la “contiene” e la nutra;
• la Sacerdotessa “contiene” la Conoscenza e la Spiritualità;
• il Libro Sacro “contiene” la Parola di Dio;
• la Casa “contiene” la famiglia.

In alcune versioni del Sepher Yetzirah la Lettera Beth è associata a Saturno e non alla Luna, ma in tutte all’occhio destro. Sarebbe stato molto interessante se l’occhio fosse stato il sinistro, poiché, in questo modo si sarebbe abbracciata, in maniera complementare, anche la simbologia egizia, dato che, in essa, l’occhio sinistro è connesso a Horus, alla Luna, alla ricettività, alla cura e alla rigenerazione.

È pur vero, però, che la Luna in Occidente raffigura l’astro femminile per eccellenza ed è più semplice legare questo pianeta alla simbologia della Carta che stiamo approfondendo.

Lungo i sentieri dell’Albero della Vita, secondo alcune interpretazioni, la lettera in esame indica il sentiero verticale che collega Chesed a Chokmah. Per comprendere meglio questo aspetto bisogna soffermarsi su un dettaglio.

I sentieri dell’Albero della Vita sono ventidue, così suddivisibili:

• tre orizzontali, come tre sono le lettere madri;
• sette verticali, come sette sono le lettere doppie;
• dodici obliqui, come dodici sono le lettere semplici.

Compreso questo, potremo proseguire più agevolmente nello studio di tali parallelismi. Esiste un’altra interpretazione, non appartenente alla Kabbalah “ortodossa”, dove la Beth viene associata al sentiero obliquo che lega Kether a Binah.

Di quest’associazione è responsabile la Golden Dawn, che ha creato un suo schema basandosi sugli studi e da loro compiuti. Personalmente, però, ritengo più sensata la prima collocazione.

Autore Ercole H. Fiandro

Ercole H. Fiandro, esoterista, pittore, poeta.