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La natura del tempo

tempo

La natura del tempo è complessa e va vista da diverse prospettive.

Nella fisica classica è un flusso assoluto e lineare, inarrestabile e uniforme.

Ma la teoria della relatività di Einstein lo ha ridefinito come una dimensione relativa, intrecciata con lo spazio, che si piega sotto l’effetto della velocità e della gravità.

In fisica, la “freccia del tempo” è legata all’entropia e all’irreversibilità dei processi naturali: il passato non torna e il futuro è aperto.

Dal punto di vista psicologico e filosofico, il tempo è anche un’esperienza soggettiva: un flusso di memoria, percezione e coscienza, che si contrappone alla concezione oggettiva della scienza.

Ma allora: che cos’è il tempo massonico?

E che relazione ha con quel tempo “reale” che misuriamo con orologi e calendari?

Qual è il tempo che dedichiamo alla Libera Muratoria, e quanto pesa nella nostra vita?

C’è sempre tempo?

Si può recuperare?

È tempo perso?

Quando un uomo o una donna entrano in Massoneria, urlano un patto fatto col tempo stesso. Ogni ora spesa, ogni tornata, ogni lavoro simbolico diventa una stretta al Tempo.

Non è solo “tempo libero”: è tempo consacrato, distillato, messo a disposizione della Luce e della fratellanza. È un investimento esoterico, un’offerta.

Nel tempo massonico, il minuto non è banale: una pausa di riflessione, il silenzio, uno sguardo. In esso si radica la convinzione che ogni gesto, anche piccolo, possa essere eterno nel cuore dell’iniziato. Ecco perché, nel Tempio, non si parla di ore ordinarie: si parla di Momenti, e chi vi entra lo sa.

Ma lo sguardo dell’iniziato conosce una verità aspra: non esiste un tempo reale che sia perfetto e lineare per dedicarsi sempre alla Massoneria. Il tempo “umano” è pieno di vincoli: lavoro, famiglia, impegni, distanze. È relativo.

Ma è anche terreno su cui seminare.

C’è un tempo per studiare, un tempo per costruire, un tempo per trasmettere. E c’è un tempo in cui si è “fuori tempo”: quando non hai più quelle energie, quando le ferite della vita ti remano contro, quando la stanchezza ingrassa l’anima.

Ma occorre avere il coraggio di dirlo: fuori tempo non è peccato, è condizione! Non bisogna colpevolizzarsi, ma cercare vie per recuperare.

Un giorno, guardando indietro, ti accorgi che hai lasciato tornate vuote, meditazioni interrotte, silenzi non pronunciati.

E pensi:

Ho sprecato ore in inutili distrazioni.

Ma ecco la verità, un Massone che ha percorso un cammino più lungo scopre che non è mai tempo perso. Ogni passo, anche sbagliato, ha formato la pietra interna. Ogni dubbio ha temprato la volontà. Ogni assenza ha insegnato la mancanza come stella guida.

Il tempo massonico non è lineare. È circolare, ciclico, riversa su di sé gli errori e le rinascite.

Puoi recuperare. Puoi tornare. Puoi riallacciare le catene, rialzare il compasso, spezzare il pane delle presenze ritrovate.

Non è facile, perché il tempo ordinario scorre veloce, e la vita ti calpesta i sogni. Ma il tempo massonico agisce da sottofondo, è il respiro costante che mai si spegne.

I latini dicono:

Tempus fugit.

Il tempo fugge.

Eppure, in Massoneria, c’è un “tempo che resta”.

Tempus edax rerum

Time that devours all thing

Il tempo divora tutto.

Ma la memoria, il simbolo, il sacrificio rimangono pietre inestinte del nostro cammino iniziatico.

Michelangelo disse una volta:

Il tempo è breve, l’arte eterna.

Così, la via che percorriamo non deve essere valutata in anni, ma in intensità, coerenza, luce.

Non voglio nascondervi che la strada è dura. Ci sono momenti in cui ti chiedi se hai fatto bene a scegliere questo cammino esigente. In quei momenti, il tempo sembra punirti, tirarti sotto.

Il mondo chiama, la vita chiama. Ma chi è Massone dentro sa: non sono giorni persi quelli in cui hai ascoltato, piuttosto che corso. Non è tempo perso il silenzio, perché in esso la voce del G∴A∴D∴U∴ parla più chiara.

E quando, dopo molti anni, in un giorno qualsiasi, guardandoti allo specchio dici:

No, non è stato tempo perso

senti che non menti.

Perché non importa quanto fragile sia stato il passo, importa che tu abbia continuato.

Perché riuscire a dire

ho servito, ho amato, ho cercato la Luce

è l’unica misura che conta.

Il vero Massone sa che non c’è fine al cammino, che anche il tempo più oscuro è seme che germina. E così, mentre la vita consuma giorni e stagioni, il tempo massonico continua, intessuto come una trama invisibile che attraversa il profano e il sacro.

Ecco perché quella strada intrapresa tu la conosci. Non per pretesa di dominio sul tempo, ma per fedeltà verso il “tempo che ti ha scelto”.

E ogni istante che dedichi, anche in ritardo, non è mai sprecato.

Ad meliora.

Verso cose più grandi.

Sempre!

Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.