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La Mascotte dell’Universiade

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Universiade

Parthenope giovane ginnasta con gambe squamate che le permettono di correre, saltare, ballare proprio come atleta

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa Universiade Napoli 2019.

La Mascotte, un portafortuna in campo, rappresenta la cultura del paese ospitante le Universiadi. Nella memoria collettiva la Mascotte raffigura un’immagine festosa, di gioia, simbolo di una comunità che condivide valori comuni, legati al territorio, e tra questi lo sport.
La Mascotte si rivolge ad un pubblico in cui l’immaginario è preponderante, inserendosi pienamente nel mondo del fantasy, della giovinezza e del fanciullesco.

La scelta per l’Universiade Napoli 2019
Per la 30^ Summer Universiade è stata scelta come mascotte la sirena Parthenope, simbolo di Napoli, che si intreccia con la leggenda, la storia e la mitologia.
Le sirene erano figure mitologiche la cui essenza è legata al mar Tirreno, in particolare alle coste della Campania Felix, e rappresentano da sempre un elemento controverso e al tempo stesso affascinante: creature marine che con il loro canto ammaliante attiravano i naviganti di passaggio nel tratto marino che va dall’antica Palinuro al Litorale Domizio per legarli indissolubilmente a quel territorio.

Se quindi la Mascotte è un simbolo insito e rappresentativo del luogo che la ospita, la sirena è la creatura leggendaria che certamente può al meglio racchiudere le peculiarità di tutta la Campania.

La sirena risponde anche alla volontà di portare l’Universiade estiva in Campania, la necessità di guardare oltre la narrazione tipica: così, come per i naviganti, anche per la presente edizione dei giochi, la sirena rappresenterà l’attrattore privilegiato.
I colori della Mascotte di questa Universiade, chiamata appunto Partenope, riprendono la voglia di far festa: è un simbolo che parla e si rivolge ai bambini, ai giovani e a tutti gli sportivi.

Partenope, l’idea ispiratrice dell’artista

L’idea nasce dal desiderio di trovare un legame ideale fra la storia della Campania e le Universiadi, e dalla volontà di rendermi utile come artista per la mia Regione.

Nella mitologia greca le tre sirene, disperate per la fuga di Ulisse, si lasciano morire e le correnti trascinano due di esse in Campania: a Napoli approda Parthenope, sull’isolotto di Megaride che costituisce il primo nucleo della città di Napoli. La mia sirena quindi parte dal mito e dalla storia ma ha uno sguardo diretto verso il futuro. Si trasforma in una giovane ginnasta e la sua coda di pesce si apre in due gambe squamate che le permettono di correre, saltare, ballare proprio come un atleta. Una figura gioiosa che esalta i valori di fratellanza e pace cui si ispirano i giochi olimpici.
Indossa una canotta e ha capelli colorati con i 5 colori delle Universiadi.

Melania Acanfora
Pittrice

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