Home Territorio ‘La leggenda del pescatore che non sapeva nuotare’

‘La leggenda del pescatore che non sapeva nuotare’

676
La leggenda del pescatore che non sapeva nuotare


Download PDF

In scena dal 30 marzo al 9 aprile al Teatro Studio di Roma

Riceviamo e pubblichiamo.

Al Teatro Studio Uno di Roma dal 30 marzo al 9 aprile in scena ‘La leggenda del Pescatore che non sapeva nuotare’ della compagnia Il Carro dell’Orsa, uno spettacolo originale di Agnese Fallongo, nato da una raccolta di interviste fatte dall’autrice a persone anziane del centro-sud Italia, appartenenti alla generazione della prima metà del ‘900. In scena Domenico Macri, Eleonora De Luca, Teo Guarini, Agnese Fallongo diretti da  Alessandra Fallucchi.

Protagonista è la generazione dei nostri nonni, della seconda guerra mondiale, dei mestieri fatti con le mani, della terra e del mare. Storie che si mescolano con le leggende popolari e che, semplicemente, meritano di essere ascoltate.

Lo spettacolo vede avvicendarsi sul palco quattro personaggi che raccontano al pubblico le proprie ‘storie di vita’, una crasi tra realtà e leggenda popolare. Mamozio, Maria, Reginella e Arturo: due uomini e due donne che racchiudono tutte le vicende più commoventi e più divertenti raccontate dalle persone intervistate nei differenti paesini italiani.

Un pescatore calabrese che non sa nuotare; un pizzaiolo romano nella Garbatella degli anni 40’; una ragazza madre che sogna di ballare lo swing in una Sicilia devastata dal dopoguerra ed una signora napoletana che racconta la leggendaria storia della sua famiglia.

Naufragare in questo passato, che non è poi così passato, rappresenta un ottimo punto di partenza per rispondere ai dubbi e gli interrogativi delle generazioni più giovani. Il pubblico è chiamato ad abbandonarsi alle acque di una saggezza popolare che sembra ormai sbiadita ma che è invece ancora viva e colorata, come le persone intervistate.

Al centro dello spettacolo l’elemento musicale che fa da fil rouge tra un racconto e l’altro tramite canti popolari e polifonici, musiche dal vivo e strumenti tradizionali. La musica assume una funzione poetica per dare voce a quelle emozioni che spesso, proprio come accade in una serenata, non riusciamo ad esprimere solo a parole.

Spiega Agnese Fallongo:

Mi capitava spesso, sia per lavoro che per diletto, di girare per paesini italiani quasi sconosciuti, parliamo addirittura di borghi di 1000, 200, 80 abitanti. Durante questi viaggi mi accadeva di conoscere persone molto semplici, nell’accezione più genuina del termine, ma con storie incredibili, leggende da manuale, insomma, vite da raccontare.

Più di una volta avevo sentito l’esigenza di voler scrivere questi racconti ma mi sembrava come di perderne la magia abbassando lo sguardo sul foglio bianco, distogliendo quindi l’attenzione dagli occhi di queste persone così ‘felliniane’ che mi stavano regalando i loro ricordi.

Un giorno ho quindi deciso di cominciare a documentare il tutto con un semplice registratore, niente video, solo voci dal sapore antico, come fossero dei cantastorie.

Nel giro di un anno ho raccolto moltissimo materiale gelosamente conservato nel mio pc nella cartella ‘Storie di Vita’ con tanto di foto e file audio di tutte le persone incontrate in questo arco temporale. Si tratta per lo più di gente anziana, che svolge ‘mestieri in via di estinzione’ come pescatori, contadini, artigiani oppure semplicemente persone incontrate sul lungomare, nella taverna del paese, nel bar della piazza.

‘La leggenda del pescatore che non sapeva nuotare’ dal 30 Marzo al 9 Aprile
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 Torpignattara, Roma

Ingr. 10 euro. tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21:00; Dom ore 18:00

Prenotazioni 

Per info:
3494356219 – 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

Print Friendly, PDF & Email