Il Simbolismo della Spada
Sono stati scritti interi tomi sul significato esoterico di questo strumento, non pretendo, quindi, di poter essere esauriente in un singolo articolo, ma proverò a parlarvi dei punti principali.
Come scritto nel precedente articolo, la spada è uno dei quattro Arcani Minori, associato all’Aria fra i quattro elementi e a tutto quello che, a sua volta, viene connesso a questa Radice, come la chiamerebbe Empedocle.
La spada è strumento ambivalente per molti motivi. Anzitutto può difendere come offendere; ciò comporta una responsabilità notevole per chi la impugna, non a caso, anticamente, era posseduta e maneggiata solo da alcune classi sociali, spesso aventi a che fare con la Cavalleria.
Non è un dettaglio da poco, poiché il Cavaliere giura di fronte a Dio di proteggere deboli e indifesi, di essere uno scudo contro il male.
Nonostante ciò, sappiamo bene che questo strumento, come tutti quelli inventati dall’uomo, viene usato con malvagità anche quando è stato pensato per migliorare la nostra vita.
Questo dovrebbe farci riflettere sul dualismo insito dentro noi e sulla tristemente grande capacità di pervertire ogni cosa se non abbiamo una bussola morale e una profonda comprensione spirituale a guidarci.
Manovrata da mani inesperte la spada può offendere anche chi la usa in quel momento, provocando ferite anche potenzialmente mortali.
Tutte queste ambivalenze ci permettono di comprendere meglio come le spade, nei Tarocchi, siano sempre connesse alla mente e alla capacità di comunicazione.
L’intelletto è in grado di concepire idee maestose, nobili, utili e lo stesso può trasformare anche l’invenzione più utile, seria o banale, in qualcosa di estremamente pericoloso per sé e per gli altri.
È sempre stato così, sin dalla scoperta del fuoco. Un coltello posso usarlo per tagliare il pane o per uccidere qualcuno.
Nel lontano Oriente esiste uno scritto, ‘Katsujinken’, ovvero la spada che dona la vita, che parla, in maniera filosofica e strategica, di questo profondo dualismo nella spada, che, di per sé, non fa altro che riflettere il quello insito nella mente di chi la maneggia.
Ecco, un altro aspetto della spada è che la sua superficie, se lavorata in un certo modo può “riflettere”, esattamente come la mente.
La posizione in cui viene impugnata da Astrea è difensiva. Ella, infatti, ci mostra la parte piatta non la parte tagliente, un ulteriore invito probabilmente a guardarsi allo “specchio” per comprendere realmente ciò che meritiamo.
La capacità di taglio, quindi di scissione, è un altro elemento che lega la spada alla mente, dato che quest’ultima è in grado di “scindere” le informazioni, “tagliarle”, renderle essenziali mentre viaggia verso il “centro” delle cose.
In mano alla Giustizia ci ricorda di rimuovere ciò che non serve e anche che è possibile ricevere una “pena commisurata alle ingiustizie perpetrate”. Per il Cavaliere e l’Iniziato, che, in alcuni percorsi, collimano nella medesima figura, la spada al fianco è un costante “memento” al proprio Giuramento e al fatto che bisogna quotidianamente impegnarsi a “tagliare” il superfluo andando all’essenza delle cose, all’essenza di se stessi.
In un mondo come il nostro, dove è facilissimo perdersi tra forme, inganni e illusioni artificiali, il simbolo della spada e il senso di certi cammini prende ancora più forza e significato.
Tagliare con cognizione di causa ci permette di distinguere il falso dal vero, di “rimuovere” ciò che fa del male, allo stesso modo in cui un medico utilizza un bisturi. È la moralità e la competenza di chi guida lo strumento a fare la differenza.
Altro aspetto duale della spada è il fatto che portando l’elsa verso l’alto vedremo che assumerà la forma di una croce latina. Questo è un costante richiamo alla preghiera e al lavoro interiore per il Cavaliere.
Nella tradizione magica le lame hanno una specifica funzione, le nostre Sorelle Streghe possiedono diversi pugnali rituali come l’Athame o il Bolline con impieghi specifici.
Il primo, con lama a doppio taglio e manico nero solitamente, serve a dirigere le energie, tracciare cerchi di protezione o bandire energie negative; il secondo, con manico bianco, ha la funzione di un coltello da lavoro utilizzato per raccogliere erbe, incidere, tagliare gli ingredienti necessari all’incantesimo che si vuole portare avanti.
Le Coven possiedono, inoltre, spade rituali, elementi presenti pure in altre forme iniziatiche. Badate bene, la capacità di riflessione della spada può essere anche utilizzata per accecare il nemico e, quindi, anche noi stessi, altra interessante ambiguità.
Inoltre, la forma della lama non è sempre retta; talvolta, infatti, troviamo spade o pugnali “serpentiformi”, chiamati qui in Occidente spade fiammeggianti e in Oriente ‘Keris’, in special modo nella zona delle Filippine.
Anche in questo caso non possiamo non citare San Michele Arcangelo, che, in quanto Comandante delle Milizie Celesti non può non essere raffigurato con una Spada nell’atto di decapitare il male.
Attenzione, però, a non fare confusione.
Spada e Pugnale, pur provenendo dallo stesso principio, hanno valenze esoteriche, attribuzioni e usi differenti, seppur sovrapponibili in alcuni casi.
Altro dettaglio interessante è che la bilancia possiede principalmente un asse orizzontale, mentre la spada così come tenuta in mano dalla Giustizia è, a tutti gli effetti, un asse verticale.
La Giustizia, per essere tale deve stare al centro di questi due elementi, entrambi maschili abbiamo visto, ma tenuti in mano da una figura femminile. Questo dovrebbe fare riflettere tutti coloro i quali sono ancora convinti che certi percorsi sono solo per uomini.
Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza e ci ha creati uomini e donne. Se siamo a sua immagine e somiglianza questo vuol dire che Dio ha in se sia i caratteri del Maschile che i caratteri del Femminile.
Essi si esprimono fisicamente, mentalmente e spiritualmente in forme diverse e complementari semplicemente perché, nella sua Infinita Saggezza, Egli ha fatto in modo che avessimo bisogno dell’altro per completarci, integrarci ed evolvere, conoscendo quella parte che si trova in noi e che possiamo imparare a comprendere solo attraverso chi è altro da noi.
Torno a dire, quindi, che lo scopo dei percorsi iniziatici è anche quello di realizzare le Nozze Chimiche e non potrei mai conoscere estensione e profondità del mio Femminino Sacro se non lavorassi a stretto contatto con chi lo incarna; allo stesso modo, non sarei in grado di gestire il Maschile Sacro se non avessi accanto individui che lo rappresenta.













