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La Giustizia – Parte 2

La Giustizia

Il Simbolismo della Bilancia

Focalizzarci su questo aspetto della carta ci permetterà di approfondire dettagliatamente il collegamento con il segno zodiacale della Bilancia a cui tale Arcano viene chiaramente connesso, nonostante le incongruenze cabalistiche di cui parleremo in seguito.

Settimo segno sulla ruota zodiacale, esso appartiene all’elemento aereo, collegamento rimarcato dalla presenza della spada impugnata dal personaggio della carta nella sua mano destra.

Sappiamo, infatti, che gli esoteristi da un certo punto in poi hanno collegato i semi degli Arcani Minori agli Elementi e la Spada ha a che fare con l’Aria e, tra le altre cose, con il piano mentale, logico, razionale e con la capacità di comunicare.

Essendo la Bilancia un segno maschile vista la sua appartenenza all’elemento aereo, essa rappresenterà di conseguenza, il domicilio diurno del suo pianeta Dominante: Venere.

Inoltre, è bene sapere che nel suo spazio trova esaltazione il pianeta Saturno, che, con la sua austerità, la dice lunga relativamente al carattere profondo di una Bilancia incarnante la più alta evoluzione della sua energia zodiacale, assolutamente in linea con i significati radicati nell’Arcano Maggiore che stiamo approfondendo.

Questo segno appare in cielo quando comincia la stagione autunnale e, di dunque, farà parte, insieme ad Ariete, Cancro e Capricorno, dei cosiddetti segni Cardinali, ovvero coloro i quali danno inizio alle stagioni e, quindi, gli individui nati sotto questi astri saranno sempre quelli che daranno l’impulso affinché le cose si avviino.

La settima casa è quella in cui si entra in relazione con l’altro, tentando di mantenere in costante equilibrio e con senso della misura (Saturno), la vita interiore con quella esteriore, come anche la propria identità in relazione a quella altrui.

In questo gioco di equilibri si manifesta l’energia della Bilancia.

Anticamente, il segno della Bilancia e quello dello Scorpione erano un’unica cosa. Esiste anche un legame con il segno della Vergine.

La Dea Astrea, rappresentante la Giustizia, che, dalla tradizione, viene associata all’ultimo segno menzionato, tiene in mano una bilancia.

L’equilibrio che qui si ricerca è dinamico e mai statico, riflette su ciò che si è dato e ciò che si riceverà in proporzione a quanto ci si è sacrificati con un senso di equità che va acquisito con l’esercizio della ragione e la profonda e onesta riflessione, anzitutto su noi stessi, ma anche sugli altri. Non siamo isole.

Pesare ciò che si è fatto e dato e farlo con criterio, vuol dire anche prendersi del tempo per pesare ciò che si poteva dare e non si è dato, ciò che si poteva fare e non si è fatto.

Probabilmente, verremo anche interrogati su questo, quando il nostro cuore verrà pesato durante la psicostasia. Dovremo avere l’anima più leggera di una piuma, attributo di Ma’at, la Giustizia.

Esiste un’altra figura che la Tradizione occidentale lega all’utilizzo della Bilancia ed è San Michele Arcangelo, festeggiato, tra le altre cose, il 29 settembre, cioè nel momento dell’anno in cui si è pienamente sotto il segno di cui sto scrivendo.

Nella Iatromatematica la Bilancia corrisponde alla zona lombosacrale e ai reni, organi doppi che bilanciano l’equilibrio idrico del nostro corpo.

Un dettaglio spesso molto trascurato è che uno dei due piatti che compongono la bilancia tenuta in mano da Astrea sembrerebbe poggiare sul ginocchio della Dea e questo potrebbe essere un caso o l’indizio di uno specifico messaggio e, cioè, che veniamo valutati sempre meglio rispetto a quanto effettivamente dovremmo essere.

L’Infinito ha piena coscienza della nostra imperfezione e della continua lotta che i piani superiori e quelli inferiori intraprendono per accaparrarsi la nostra Anima. Cerchiamo di esserne consapevoli.

Veniamo ora alle dolenti note.

Se per le prime carte si avevano riferimenti tutto sommato chiari a ipotetici collegamenti con le lettere dell’alfabeto ebraico, qui le nostre certezze cominciano a vacillare, questo perché il segno della Bilancia è attribuito dal Sepher Yetzirah alla lettera Lamed, settima tra le lettere semplici evidentemente.

La Lamed è la dodicesima lettera, il suo valore è 30 e occupando questa posizione, di solito, non viene associata all’Arcano della Giustizia, nemmeno se operiamo la sostituzione di posizione che, a suo tempo, fu fatta dalla Golden Dawn.

Di solito, se la Giustizia viene mantenuta in ottava posizione si tende ad associarla alla Chet o alla Teth; questo dipende dalla posizione che faremo occupare al Matto.

Tale multiforme ambiguità sarà una figura sempre più presente lungo il nostro viaggio e ciò non significa certo che sarà meno valido, solo un po’ più nebuloso.

Autore Ercole H. Fiandro

Ercole H. Fiandro, esoterista, pittore, poeta.