Il senso del guardarsi dentro
Nel vasto e complesso tessuto tarologico che cerchiamo di districare poco a poco, l’Arcano Maggiore della Giustizia rappresenta uno dei nodi più stretti, freddi e rigorosi che tenteremo di studiare.
Questa carta non incarna la mera applicazione delle leggi umane, dei tribunali terrestri o dei codici penali transitori, anche se, per la mera divinazione, spesso solo a questo fa riferimento.
Al contrario, per l’esoterista riflette l’immutabile Legge Cosmica, il principio universale del Karma, l’equilibrio della Creazione e l’inesorabile simmetria tra causa ed effetto.
La Giustizia siede come guardiana della soglia (sì, un’altra). Ella, separa l’illusione del mondo fenomenico dalla realtà ultima dello Spirito e impone all’Iniziato una presa di coscienza totale, assoluta, necessaria affinché l’anima possa procedere nel suo cammino evolutivo senza portarsi dietro fardelli inutili o debiti irrisolti.
Il fatto che la sua collocazione numerica sia al centro di un dibattito esoterico secolare, che spacca le scuole di pensiero, è già stato oggetto del precedente articolo; di conseguenza, non mi dilungherò a riguardo, invitando il lettore a recuperare eventuali informazioni dimenticate o trascurate, perché ogni dettaglio contribuisce a una visione globale più ricca e completa.
L’iconografia classica della Giustizia mostra una figura femminile regale, ieratica, seduta su un trono di pietra posto tra due colonne, esattamente come altre figure già incontrate lungo il nostro cammino.
A differenza della Papessa, che custodisce i segreti dietro un velo, o dell’Imperatrice, simbolo per eccellenza della fecondità del mondo e di noi stessi, la Giustizia guarda lo spettatore direttamente negli occhi. Questo sguardo fisso è un invito, spesso scomodo, a porre le domande direttamente a noi stessi.
La Letteratura ci insegna che una domanda posta o meno al momento giusto, può decidere le sorti di una landa desolata, di un re ferito, e determinare la fine o meno di una ricerca che potrebbe durare tutta la vita senza portare ad alcun risultato. Tutto grazie ad una domanda.
Bisognerebbe, dunque, chiedersi che domanda ci pone la Giustizia.
I suoi attributi fondamentali sono due.
1. La Spada, nella mano destra: impugnata verticalmente, rappresenta il Verbo esecutivo, il potere decisionale, la logica e l’intelletto discriminante. La spada taglia via il superfluo, squarcia i veli dell’illusione e separa il vero dal falso. Opera senza farsi condizionare dall’emotività, dai sentimenti o dalle passioni personali.
2. La Bilancia, nella mano sinistra: sorregge i piatti tenendoli in perfetto equilibrio statico. Simboleggia la valutazione esatta dei meriti e delle colpe, la pesatura delle azioni umane richiamante la Psicostasia dell’antico Egitto, in cui il cuore del defunto veniva pesato contro la piuma di Maat. L’allineamento perfetto dei piatti dimostra l’imparzialità assoluta del verdetto divino.
Sul capo porta una corona, che simboleggia la sovranità dello spirito sulla materia, spesso decorata al centro con una gemma.
Senza cadere in commistioni sterili, è interessante notare la posizione centrale di questa pietra preziosa quadrata e dello stesso colore, apparentemente, della spada; quasi a ricordare che in quel punto del corpo sono presenti molte cose, sia in senso anatomico grossolano che sottile.
Vista la fitta rete di connessioni tra minerali e diversi aspetti energetici e occulti, sarebbe interessante quantomeno ipotizzare quale gemma si trovi incastonata in questa corona. Il Diamante, il Cristallo di Rocca, uno Zaffiro… mille possibilità, ma anche molte porte aperte verso la comprensione.
Dal punto di vista astrologico, l’Arcano della Giustizia è legato, in modo indissolubile, al segno zodiacale della Bilancia. Sebbene la Bilancia sia tradizionalmente governata da Venere è la potente influenza di Saturno a darle la sua reale spina dorsale esoterica. Saturno apporta la rigidità geometrica, il senso del dovere assoluto, il tempo che stringe e la freddezza logica essenziali per formulare un giudizio equo.
L’elemento Aria eleva la Giustizia al di sopra delle passioni viscerali o delle tempeste emotive, collocandola nel regno della mente superiore e delle leggi matematiche che governano la struttura stessa del cosmo.
Quando la Giustizia si manifesta in una lettura esoterica, il suo messaggio è perentorio, privo di sconti o sfumature: devi assumerti le tue responsabilità.
Per questo al dritto indica il trionfo della verità oggettiva, l’ordine ritrovato, la risoluzione equa di contese karmiche, burocratiche o legali.
Richiede autodisciplina, decisioni chiare prese con la testa e non con il cuore e integrità morale assoluta. È la conferma che raccoglierai esattamente ciò che hai seminato.
Di contro, al rovescio l’Arcano lancia un severo monito contro gravi squilibri interiori, pregiudizi radicati, intolleranza, bigottismo o ingiustizie subite o inflitte a terzi.
Spesso segnala un rifiuto ostinato di accettare le conseguenze materiali o spirituali delle proprie azioni passate o un tentativo fallimentare di ingannare se stessi.
Non bisogna, però, cadere nell’errore di considerare la Giustizia nei Tarocchi un arcano punitivo o minaccioso, bensì un faro di immensa stabilità e oggettività.
Essa ricorda all’essere umano che l’universo non è dominato dal caos, ma possiede un’intrinseca armonia matematica e spirituale, che non può essere piegata o corrotta dai desideri egoistici del singolo.
A questo punto, bisognerebbe chiedersi se certe pratiche di bassa Magia siano davvero tollerate da un Sistema così Elevato e Raffinato e cosa comporti all’Operatore un utilizzo senza criterio. È bene saperlo, dato che sono tutti maghi, streghe e cartomanti.
Attraverso l’uso sapiente della spada del discernimento e il mantenimento costante della bilancia dell’equilibrio interiore, ogni individuo è invitato a sintonizzarsi su questa frequenza cosmica superiore, diventando il giudice saggio, consapevole, distaccato e sovrano del proprio destino.
Post Fata Resurgo.













