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La fragilità

Fragilità da social media

A tutti noi è successo almeno una volta di avere dei comportamenti sproporzionati, delle reazioni improprie scatenate da una frase o un commento all’apparenza banali e che invece, improvvisamente, risvegliano emozioni negative, di rabbia, di vergogna, di frustrazione.

Sono i “tasti dolenti”, condensati emotivi e psicologici, strettamente collegati ai vissuti della nostra infanzia, esperienze dolorose che possono riemergere andando ad influenzare negativamente le relazioni con noi stessi e gli altri.

Tutti abbiamo delle fragilità, dei “nervi scoperti”, ma imparare a gestirli è possibile. Oggi ancor di più questo discorso impatta i giovani, le nuove leve.

Sui social, dove si spende larga parte della vita adolescente, successo e prestazione si traducono in corpi, sorrisi, vestiti e sogni, che devono rispecchiare il filtro implacabile della perfezione. E non solo i social proiettano aspettative e promesse di luminosi futuri.

Angosciati dalle nuove metriche del fallimento, ragazzi e ragazze si scoprono più fragili che mai e, se un tempo si confrontavano con lo spettro della colpa, ora vivono lo spettro dell’inadeguatezza.

Ai labirinti in cui si perdono, i ragazzi rispondono con diverse modalità di evasione, comunque fallimentari, di cui sono inconsapevoli maestri. Esse uniscono in un pericoloso filo invisibile gli adolescenti ipervestiti a chi si denuda su Onlyfans, le nuove babygang ai bulli 2.0; chi abbandona la scuola e chi sceglie il ritiro sociale fino al caso più estremo del suicidio.

Fughe e labirinti vanno visti con occhi consapevoli e non possono essere liquidati con regolette, ma scardinati da un insegnamento fondamentale, che vale per noi adulti quanto per loro, quello dell’amore.

Eppure, gli adolescenti sono il ponte con il nostro futuro che incombe. Adolescenza deriva dal latino adolescentia, dal verbo adolesco (crescere), vuol dire incominciare a crescere e rappresenta quel periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta caratterizzata da uno scenario di cambiamenti radicali e profondi, che coinvolgono i molteplici aspetti, fisici, cognitivo e psicologici del giovane.

In questo passaggio, gli adulti si ritrovano ad essere spettatori attoniti di una vera e propria crisi dei figli, che assumono sovente atteggiamenti conflittuali e ribelli.

In questo cambio di rotta difficile da gestire, accompagnato da sentimenti di impotenza, i genitori disorientati si trovano ad essere spettatori di comportamenti ostili e di sfida difficili da tollerare. Non riconoscono più i loro “bambini”, sentendo di non avere più il controllo e temendo che la situazione possa sfuggir loro di mano.

I figli iniziano a mettere le distanze, a chiudersi nella propria stanza, a vagare per casa con le cuffie, ad evitare le conversazioni, a parlare poco di sé e delle loro cose se non per gli aspetti di ordinaria amministrazione o per fare richieste, e quando si rivolgono agli adulti, spesso è per criticare, sfidare, disubbidire e attaccare anche in modo aggressivo.

Quando entrano nell’adolescenza si legano di più ai loro coetanei, ma diventano anche più propensi ad assumere con loro posizioni conflittuali. Nella scuola media e in quella superiore, l’attrito sociale e le emozioni ferite spesso diventano parte del gioco in questo passaggio, con il rischio di causare uno stress emotivo intenso sia per gli adolescenti stessi che per gli adulti che si prendono cura di loro.

Torniamo ai social e agli effetti sui giovani. Negli ultimi anni, i social network sono diventati una presenza costante nella vita degli adolescenti.

Piattaforme come Instagram, TikTok, Facebook e Snapchat offrono spazi per l’espressione di sé e la condivisione di esperienze. Tuttavia, l’uso eccessivo e non regolamentato di questi strumenti può avere conseguenze negative significative sul benessere psicologico e relazionale dei giovani.

Uno degli effetti più preoccupanti è l’aumento dei livelli di ansia e depressione. Gli adolescenti sono costantemente esposti ad immagini idealizzate e vite apparentemente perfette, che possono portare a sentimenti di inadeguatezza e bassa autostima. La pressione di conformarsi a standard irrealistici può essere schiacciante e finire con farli  sentire insoddisfatti della propria vita.

Secondo la psicologa Cecilia Amico

i social media sembrano avere effetti, sia positivi che negativi, sulle abilità sociali degli adolescenti.

Gli adolescenti possono sviluppare una vera e propria assuefazione ai social network, manifestando sintomi simili a quelli delle dipendenze da sostanze, come l’irritabilità e l’ansia quando non possono accedere ai social, che può interferire con le attività quotidiane, come lo studio e le interazioni familiari, creando un ciclo di isolamento e alienazione.

Come sottolinea l’esperto di psicologia Vittorino Andreoli

i media, i social network soprattutto, sottopongono questa generazione di adolescenti a stimoli che diventano addirittura più forti del normale sviluppo biologico.

Paradossalmente, mentre i social media sono progettati per connettere le persone, possono anche portare ad un maggiore isolamento, facendo prediligere le interazioni online a quelle faccia a faccia, riducendo le abilità sociali nel mondo reale.

Questa emarginazione può essere aggravata dal cyberbullismo, un problema serio che colpisce in molti. Le piattaforme social possono essere utilizzate per diffondere voci, minacce e insulti, causando danni emotivi profondi.

L’uso eccessivo dei social media può anche avere effetti negativi sul rendimento scolastico. La costante necessità di controllare le notifiche può distrarre dai propri studi, portando ad un calo delle prestazioni accademiche.

Inoltre, i social media spesso promuovono la condivisione di informazioni superficiali e non verificate, influenzando negativamente la capacità di sviluppare un pensiero critico e di valutare le fonti di informazione.

Anche la salute fisica può risentirne. L’uso dei social media prima di dormire può interferire con il riposo. La luce blu emessa dagli schermi può disturbare il ritmo circadiano, portando a problemi di insonnia. Inoltre, il loro uso prolungato può contribuire ad uno stile di vita sedentario, aumentando il rischio di obesità e altri problemi di salute fisica.

I genitori possono adottare diverse strategie per aiutare i loro figli ad usarli in modo più sano e responsabile. È importante definire limiti di tempo giornalieri o settimanali per l’utilizzo dei social media e stabilire restrizioni su determinate applicazioni o siti web. Questo aiuta a promuovere un equilibrio tra la vita online e offline.

Aprire un dialogo con i figli in merito ai social media e ai loro rischi è fondamentale. Spiegare come funzionano, i pericoli associati e come proteggere la privacy e la sicurezza online può fare una grande differenza. È importante che i figli sappiano di poter parlare con i genitori se incontrano problemi o hanno bisogno di aiuto.

Senza invadere la privacy, i genitori dovrebbero monitorare l’uso dei social media dei loro figli. Questo può includere la verifica degli account social, la revisione dei messaggi e dei post condivisi online e la supervisione delle amicizie.

Incoraggiare i ragazzi a partecipare ad attività sportive, culturali o di volontariato può aiutare a sviluppare abilità sociali e a ridurre il tempo trascorso sulla rete. Queste occupazioni offrono opportunità di socializzazione nel mondo reale e promuovono il benessere emotivo.

I genitori dovrebbero essere consapevoli del proprio uso dei social media e dei messaggi che trasmettono online. Evitare di condividere informazioni personali e di diffondere messaggi negativi o comunque offensivi è essenziale per dare il buon esempio. Guidare i figli a un uso critico e responsabile dei social media e della tecnologia è cruciale. Ciò include insegnare loro a valutare le fonti di informazione e a riconoscere i contenuti inappropriati.

Concordare orari in cui utilizzare Internet, come evitarlo durante i pasti o nelle ore serali, può contribuire a creare una routine equilibrata e a migliorare la qualità del sonno. Adottando queste strategie, i genitori possono aiutare i loro figli a sviluppare abitudini sane e a sfruttare al meglio le opportunità offerte dai social media, riducendo al contempo i rischi associati.

In conclusione, mentre i social media offrono numerose opportunità di connessione e apprendimento, è essenziale che gli adolescenti e i loro genitori siano consapevoli dei potenziali rischi. Promuovere un uso equilibrato e consapevole dei social media può concorrere a mitigare gli effetti negativi e a sfruttare al meglio le opportunità offerte da queste piattaforme.

Autore Massimo Frenda

Massimo Frenda, nato a Napoli il 2 settembre 1974. Giornalista pubblicista. Opera come manager in una azienda delle TLC da oltre vent'anni, ama scrivere e leggere. Sposato, ha due bambine.