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La Dama Spagnola e il Cavalier Romano: intervista a Barbara Napolitano

Barbara Napolitano - La Dama Spagnola e il Cavalier Romano - costumi di Giusi Giustino - foto Andrea Testa
Barbara Napolitano - La Dama Spagnola e il Cavalier Romano - costumi di Giusi Giustino - foto Andrea Testa

L’opera, in scena al Teatro di Corte di Palazzo Reale Napoli il 12 e 13 settembre, inaugura il Festival di Musica Barocca

Non poteva che essere la celestiale musica del geniale Alessandro Scarlatti, il più celebre e prolifico esponente della scuola musicale napoletana, di cui quest’anno si celebra il 300° anniversario della morte, a inaugurare a Napoli il Festival di Musica Barocca al Teatro di Corte di Palazzo Reale, con lo spettacolo La Dama Spagnola e il Cavalier Romano, in scena il 12 e 13 settembre 2025, ore 20:00.

L’operetta, prodotta dal Teatro di San Carlo in collaborazione con la reggia partenopea, come le altre due della rassegna – L’impresario delle Canarie (o Dorina e Nibbio) e Rosicca e Morano – vede giovani cantanti, strumentisti e ballerini impegnati nelle caratteristiche rappresentazioni comiche allestite nel Settecento proprio sullo stesso palcoscenico del Teatro di Palazzo Reale.

I testi sono di Nicolò Serino, la direzione dell’Orchestra da Camera di Napoli è di Enzo Amato, la regia di Barbara Napolitano, le coreografie di Nyko Piscopo, l’aiuto regia di Andrea Russo, i costumi di Giusi Giustino, le luci di Nunzio Perrella, mentre gli assistenti ai costumi sono Davide Manganella e Roberta Bevilacqua.

La Dama Spagnola e il Cavalier Romano - costumi di Giusi Giustino - foto Andrea Testa
La Dama Spagnola e il Cavalier Romano – costumi di Giusi Giustino – foto Andrea Testa

Con la collaborazione di Siria Bossone, Maria Cecio, Andrea Colicchio, Esther Dianor, Vincenzo Ferrara, Cristina Ferrazzano, Francesca Mariniello, Annika Ruggia, Gaia Sarnataro, Teresa Trocchia.

Interpreti Anastasiia Sagaydak, nel ruolo di Pericca, e Antimo Dell’Olmo, in quello di Varrone, e con Antonio Apadula e la partecipazione degli allievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo Cristian Alfieri, Immacolata Cafiero, Salvatore Junior Riccio, Giada Varone.

La Dama Spagnola e il Cavalier Romano - costumi di Giusi Giustino - foto Andrea Testa
La Dama Spagnola e il Cavalier Romano – costumi di Giusi Giustino – foto Andrea Testa

I fortunati spettatori potranno assistere a una messa in scena che esalterà appieno la maestria compositiva e la sublime profondità dell’Orfeo italiano che ha reso possibile il prodigio trasformativo dell’opera e della cantata in strumenti di elegante espressione spirituale e teatrale, strizzando, però, l’occhio alla contemporaneità, come ci dirà la stessa Barbara Napolitano.

Laureata in Antropologia culturale con specializzazione in Visualità e nuovi Media, si perfeziona come regista di eventi teatrali e musicali, insegnando anche Teorie e tecniche della Comunicazione al Conservatorio San Pietro a Majella e Cinematografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Autrice di narrativa, ha curato la regia televisiva di oltre trenta opere liriche per Rai Cultura. Non da ultimo, ha firmato la regia dello splendido documentario A proposito di Roberto De Simone, di cui abbiamo parlato sempre da questa stessa testata.

La Dama Spagnola e il Cavalier Romano segna il suo debutto assoluto alla regia teatrale nel “tempio della lirica”, il più antico teatro d’Europa ancora attivo, dove si sono esibiti i più grandi artisti di sempre.

E iniziamo a toglierci qualche curiosità sull’imminente rappresentazione.

Quando hai preso contezza che avresti diretto lo spettacolo, qual è stata la tua prima reazione? Emozione, trepidazione o ennesima spinta motivazionale verso una nuova stimolante sfida?

Entusiasmo. Il teatro è il gioco più serio del mondo. Ci vuole preparazione e leggerezza.

Ho avuto occasione di lavorare molte volte al San Carlo, per la TV o per l’Accademia di Belle Arti, e mi sono sempre sentita a casa.

Incontrarmi con le figure centrali del Teatro e condividere pensieri e racconti con Giusi Giustino, per citare, tra gli altri, solo la famosa e bravissima costumista, è stata un’esperienza che conserverò tra i ricordi più cari.

Soprattutto la magia delle prove a Vigliena, un luogo sospeso per me nello spazio e nel tempo, animato dalle maestranze e dalla musica di pianoforti e voci che si inseguono.

Sei perfettamente a tuo agio nell’incrociare e rivisitare linguaggi differenti, varie arti e diversi media come possibilità di eternare, ma su quale aspetto, anche al di fuori dell’ordinario, hai scelto di incentrare la tua narrazione di un’epoca fervente per non tradire l’intimità del sentimento a cui il compositore palermitano tende?

Questa domanda è bella tosta. Intanto perché non sono del tutto convinta che la missione di una messa in scena non sia anche quella di tradire, non tanto il compositore, ma quello che il pubblico si può aspettare.

Il gioco delle parti nella tensione amorosa, la schermaglia, il comico, che la stesura dell’intermezzo prevede, sono tutti rigorosamente rispettati.

 Alle coreografie di Piscopo ho chiesto di assecondare il ritmo della passione, ma anche di aiutare la leggerezza.

Il maestro Enzo Amato, che dirige l’orchestra, ha contribuito molto, con i suoi preziosi consigli, a non allontanarci dal senso del Barocco in musica, che dà il titolo a tutto l’evento.

In scena, a presentare la serata, ci sarà un giovanissimo Alessandro Scarlatti generato per finta dall’Intelligenza artificiale, che, in realtà, sarà un giovane attore in carne ed ossa, a sostenere di essere stato creato per sottrarre all’oblio Pericca e Varrone, gli innamorati dell’opera, per metterli in scena in modo che piaccia al pubblico di oggi più che a quello di ieri. Qual è l’intento registico di questo escamotage? Rimanda ad altro?

L’intermezzo, già di per sé, vuol portare gioco in scena: giocheremo nel tempo e nel mondo del Barocco, impaginando con le note pure una presunta modernità.

L’AI è un abusatissimo strumento nel mondo dell’audio/video, su tutte le piattaforme digitali.

Mi divertiva invertire il senso stesso dell’artificio, consegnando, invece, un uomo in carne ed ossa, e sostenere che si tratti di un prodotto dell’AI.

Soltanto il teatro può consentire questa inversione di sensi, mostrarti qualcosa di autentico dicendoti che è falso.

Questa premessa sarà raccontata a sipario chiuso con una proiezione che attraversa pure l’attore/Scarlatti.

In tutto il racconto, già pieno di doppi sensi e giochi di parole, si proporranno con una serie di elementi, scherzi e contaminazioni, termini e modi propri dei linguaggi appartenenti ai nativi digitali che si mischiano a quelli di Pericca e Varrone.

A dimostrazione del fatto che, pur cambiando le parole e le tecnologie, l’umanità è mossa sempre dallo stesso bisogno di amare ed essere amata.

Barbara Napolitano - La Dama Spagnola e il Cavalier Romano - costumi di Giusi Giustino - foto Andrea Testa
La Dama Spagnola e il Cavalier Romano – costumi di Giusi Giustino – foto Andrea Testa

Trama

Alessandro Scarlatti ricreato dall’Intelligenza artificiale racconta cos’è l’intermezzo e chi sono Pericca e Varrone. Il sipario si apre su Pericca, dama di compagnia di Sofonisba, che ne piange la scomparsa. Varrone arriva a confortarla dicendole che i suoi timori sono infondati perché la sua padrona è salva.

Alla lieta notizia Pericca decide di ricompensarlo facendogli dono di un prezioso orologio che diventa a sua volta protagonista di scambi comici, fraintesi e doppi sensi. Comincia così un corteggiamento che avrà luogo tra salotti e feste da ballo, sottoponendo Varrone a numerose prove di amore e fedeltà, che hanno come ultimo scopo quello di accordargli la mano di Pericca.

Interessante la parte musicale soprattutto perché il repertorio comico fu poco frequentato da Scarlatti. All’ascolto ne risulta una partitura raffinata ed elegante, coinvolgente, accattivante e, a volte, anche sensuale. Tutti elementi che riescono a fugare quei residui dubbi sull’autenticità scarlattiana di questa musica.

A rendere unica l’occasione di questa messa in scena due imperdibili danze inserite tra primo e secondo atto, e tra secondo e terzo.

I biglietti dello spettacolo La Dama Spagnola e il Cavalier Romano sono acquistabili online su Vivaticket.

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.