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Interventi di informazione – formazione Piano Lavoro Sicuro Toscana

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Lavoratrici cinesi


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Dichiarazione dell’Ass. Saccardi

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Nell’ambito del Piano Lavoro Sicuro, varato dalla Regione nel 2014 e in vigore fino al dicembre 2020, verranno attuati anche interventi formativi – informativi volti a innalzare la sicurezza sul lavoro e rivolti a tutte le figure della “filiera” della prevenzione.

Lo stabilisce una delibera presentata dall’Assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta.

Commento dell’Assessore Stefania Saccardi:

Con il Piano Lavoro Sicuro abbiamo ottenuto ottimi risultati. Tante le imprese che in questi ultimi anni si sono messe in regola, pagando anche le sanzioni.

Con questa delibera vogliamo fare un ulteriore passo avanti, e contribuire ad accrescere quella cultura della sicurezza che è fondamentale per una reale prevenzione, che coinvolga tutte le figure interessate.

Solo se tutti vengono informati, formati e responsabilizzati adeguatamente si può parlare di un’effettiva sicurezza sul lavoro.

Il Piano Lavoro Sicuro fu varato sul territorio della ASL Toscana centro in seguito all’incendio del 1° dicembre 2013 in una impresa a conduzione cinese del macrolotto di Prato, in cui persero la vita sette lavoratori, e prorogato poi fino al 31 dicembre 2020.

Grazie al forte incremento dell’attività ispettiva, che dal 1° settembre 2014 al 31 agosto 2019 ha consentito di ispezionare più di 13.000 imprese a conduzione cinese, si è registrata una tendenza delle imprese stesse a mettersi in regola. Una tendenza che però risulta ancora fragile, perché non ancora sufficientemente accompagnata da un processo di effettiva responsabilizzazione degli addetti.

Per questo la Regione ha ritenuto opportuno affiancare agli interventi repressivi azioni formative – informative, volte a incidere sugli aspetti culturali, con l’obiettivo di arrivare ad una sempre maggiore interiorizzazione della cultura della sicurezza sul lavoro e della legalità.

La delibera approvata incarica quindi la ASL Toscana centro di mettere in campo interventi formativi – informativi, avvalendosi del Polo per la formazione, SAFE, e coinvolgendo anche le parti sociali. Questo, senza l’impiego di risorse aggiuntive rispetto a quanto già stanziato dalla Regione Toscana per il Piano Lavoro Sicuro, e per un tetto massimo di 200.000 euro.

Le attività dovranno innalzare la cultura della sicurezza e sensibilizzare verso la messa in atto di “comportamenti sicuri”, da parte di tutti i soggetti che hanno un ruolo nella “filiera” della prevenzione. Per questo la delibera individua sette target di riferimento a cui rivolgere la formazione: a partire dal datore di lavoro, dalle figure della prevenzione aziendale, fino ai lavoratori dipendenti, autonomi, ai professionisti, agli studenti, ecc.; dando indicazioni sulle partnership e prevedendo che le attività siano realizzate dal SAFE e dalle ASL anche in collaborazione con le parti sociali, i comitati paritetici, gli ordini e i collegi professional e l’INAIL.

Piano lavoro sicuro: i risultati
Nel corso del primo triennio, settembre 2014 – marzo 2017, si è registrato un miglioramento, passando da un 15,9% mensile di aziende in regola nel primo mese ad un 55,7% dell’ultimo mese, con una percentuale media di regolarità nel triennio pari al 40,1%.

Nella prima fase del Piano, settembre 2014 – marzo 2017, sono state verificate 8.257 imprese. Nel corso della “fase 2”, 1° maggio 2017 – 31 marzo 2019, sono state ispezionate 4.802 imprese. Sono stati incrementati anche i controlli sulle irregolarità di tipo amministrativo: il 47,4% delle imprese è risultato in regola al primo controllo e la percentuale di ottemperanza alle prescrizioni si è mantenuta sui valori della fase precedente.

La terza fase, avviata in aprile 2019 e che si concluderà a fine 2020, prevede di controllare complessivamente nel biennio circa 3.500 imprese; nei primi cinque mesi, 1° aprile – 31 agosto 2019, ha consentito di ispezionare 691 imprese. Nel corso di questi primi mesi della terza fase si è registrata una riduzione delle notizie di reato, 25,3% rispetto al 32,6% della fase 2 e 54,8% della fase 1, e si è confermata la propensione all’ottemperanza alle prescrizioni e al pagamento delle sanzioni.

Dall’avvio del Piano, 1° settembre 2014, al 30 giugno 2019 sono state comminate sanzioni per un importo complessivo di €16.855.000,00.

Piano per la sicurezza sul lavoro
L’unione fa la sicurezza

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