Introduzione
Sappiamo già come le prime 22 Lame sono state oggetto di numerosi studi, partendo da Court de Gébelin, che vede in essi il perduto Libro di Thot, e passando per Eliphas Lévi, a cui dobbiamo il principale lavoro di associazione con le 22 lettere dell’alfabeto ebraico.
tutti gli esoteristi più famosi si sono cimentati con lo studio dei Tarocchi, evidenziando, in special modo, i riferimenti Cabalistici, Astrologici, Magici, Simbolici, Archetipici degli Arcani Maggiori.
Diverso destino hanno avuto gli Arcani Minori, considerati meno profondi, che sono stati e sono ancora adesso maggiore oggetto di studio per chi intende il mazzo come un mezzo di conoscenza occulta delle trame del destino personale.
Solo un gruppo esoterico, per quel che ne so, si è occupato in maniera dettagliata di trovare una collocazione esoterica ai Minori e quel gruppo fu l’Hermetic Order of the Golden Dawn nella persona di Samuel Liddell Macgregor Mathers che, nel suo ‘Book T’, ha racchiuso tutti i collegamenti astrologici e cabalistici secondo la visione dell’Ordine da lui fondato.
Iniziando una disamina più dettagliata possiamo constatare che questa parte del mazzo è suddivisa in quattro semi:
• bastoni;
• coppe;
• spade;
• denari;
Ognuno di questi semi ha un numero di 14 carte. 10 di esse sono numerate progressivamente dall’Asso in poi e, successivamente alla decima, avremo le cosiddette carte di Corte:
• fante o paggio;
• cavaliere;
• regina;
• re.
Com’è possibile apprezzare vi è una ridondanza del quattro, a sottolineare, a mio avviso, il legame tra i minori e il mondo in cui ci troviamo, rappresentato, appunto, da tale valore simbolico, come dimostrato da questa breve lista di parallelismi:
• 4 stagioni;
• 4 direzioni;
• 4 elementi;
• 4 le arti liberali del Quadrivio;
• 4 i venti principali;
• 4 fasi lunari (4×7=28);
• 4 sono le membra del corpo;
• 4 sono anche i fiumi infernali e quelli del Gan Eden.
Ma cosa lega questi Arcani Minori all’Alchimia? Il fatto che ogni seme sia connesso a uno dei quattro elementi o, meglio, Radici della Cosmogonia Empedoclea.
Avremo, dunque:
i bastoni legati al fuoco;
le coppe legate all’acqua;
le spade legate all’aria;
i denari o pentacoli legati alla terra.
Il senso di queste relazioni risiede nel legame tra il seme e l’elemento:
i bastoni alimentano il fuoco;
la coppa contiene l’acqua;
la spada fende l’aria;
il denaro è il frutto del lavoro della terra.
Il Mazzo Rider-Waite-Smith, concepito da membri della Golden Dawn proprio per illustrare il legame tra Arcani e mondo Magico, Cabalistico e Alchemico mostra come anche le quattro carte di Corte abbiano un legame con gli elementi.
Qui la questione si complica:
• Il fante sarà legato al fuoco, elemento più vivace tra i quattro allo stesso modo delle azioni, dei comportamenti e della mente del paggio, ancora giovane e inesperto ma pieno di spirito e volontà di agire prima di riflettere.
• Il cavaliere sarà connesso all’aria, elemento mobile, leggero, attivo, maschile, concetti che facilmente possono essere legati alle attitudini di un cavaliere.
• La regina, essendo donna, avrà chiaramente un legame con l’acqua, ed entrambi lo avranno con il piano emotivo.
• E, infine, il re, stabile sul suo trono rimanderà alla stabilità della terra.
Ma è chiaro che il re di bastoni, appartenente a un seme connesso al fuoco avrà un’energia diversa dal re di spade o dal re di denari, nonostante il legame con la stabilità della terra.
Quindi avremo una sorta di miscellanea di elementi declinabile in questo modo:
• fante di bastoni: fuoco – fuoco;
• fante di spade: fuoco – aria;
• fante di coppe: fuoco – acqua;
• fante di denari: fuoco – terra.
Alla qualità caratteriale si aggiunge quella dell’elemento e ciò vale per ogni figura quindi avremo:
• cavaliere di bastoni: aria – fuoco;
• cavaliere di spade: aria – aria;
• cavaliere di coppe: aria – acqua;
• cavaliere di denari: aria – terra;
• regina di bastoni: acqua – fuoco;
• regina di spade: acqua – aria;
• regina di coppe: acqua – acqua;
• regina di denari: acqua – terra;
• re di bastoni: terra – fuoco;
• re di spade: terra – aria;
• re di coppe: terra – acqua;
• re di denari: terra – terra.
Infine, alcuni testi legano le carte appartenenti a un certo valore al corrispondente valore sephirotico, collocandole, quindi, in luoghi specifici lungo l’Albero della Vita. Ad esempio, i bastoni, legati al fuoco, vengono collegati al primo mondo Cabalistico, Atziluth; qui, come sappiamo, esiste un Albero della Vita in cui l’asso di bastoni sarà associato a Kether, prima sephira, il due di bastoni al Chokmah, seconda sephira, il tre di bastoni a Binah, terza sephira, e via dicendo. Lo stesso vale per gli altri semi di cui fornirò un dettagliato elenco di associazioni.
Ricordiamo anche che:
• 4 sono i mondi cabalistici;
• 4 sono le lettere che compongono il Nome Divino.
Diconseguenza avremo dunque la possibilità di compiere un parallelismo fra tutto ciò:
• Bastoni -Y od – Fuoco – Atziluth;
• Coppe – He – Acqua – Briah;
• Spade – Vav – Aria – Yetzirah;
• Pentacoli- He – Terra- Assiah.
E, di seguito, per ogni mondo e relativo Albero della Vita avremo:
• Assi – Kether;
• Due – Chokmah;
• Tre – Binah;
• Quattro – Chesed;
• Cinque – Gevurah;
• Sei – Tipheret;
• Sette – Netzach;
• Otto – Hod;
• Nove – Yesod;
• Dieci – Malkuth.
E gli Arcani Maggiori? Rientrano nello schema dell’Albero della Vita, poiché 22 sono i sentieri che collegano le Sephirot e a ogni sentiero è associata una delle 22 lettere dell’alfabeto ebraico. Di conseguenza, chi ha pensato che gli Arcani Maggiori fossero in qualche modo connessi con le 22 lettere fece un passo ulteriore, associando ciascuna lama dei Maggiori a uno dei sentieri dell’Albero Sephirotico.
Proseguendo…
L’idea che esistano degli elementi da cui origini ogni cosa all’interno dell’Universo è un concetto che ha investito tutti gli ambiti di Sapere dell’Antichità e che ritroviamo sia in Occidente che in Oriente con qualche piccola variazione.
In Occidente, il primo a parlarne fu Empedocle, che, influenzato anche dai Pitagorici, vide nei quattro elementi classici le Radici da cui nascono tutte le cose che ci circondano attraverso una combinazione di essi.
Sempre secondo il filosofo greco, ciò che permette alle radici di fondersi e miscelarsi tra loro è l’amore mentre ciò che li disgiunge è l’odio. Egli parla di questi due concetti come di vere e proprie forze attrattive e repulsive. Anche la nostra Istituzione parla di Amore ed Unione.
Relativamente agli elementi, il De Occulta Philosophia ci insegna che ess, mutando, si trasformano l’uno nell’altro; il medesimo concetto lo ritroviamo in Oriente con la dettagliata descrizione del ciclo di creazione e del ciclo di controllo dei cinque elementi presenti nella filosofia taoista.
Anche i metalli, secondo i testi alchemici hanno il potere di tramutarsi l’uno nell’altro. Questo spiega perché gli Alchimisti ci dicono di poter trasformare il piombo in oro; si tratta di un processo che, secondo loro, avviene già in Natura, loro non forzano nulla, semplicemente lo accelerano attraverso la conoscenza e l’applicazione delle Leggi della Natura.
Inoltre, questo ci fa capire come si tratti di una trasformazione graduale; il piombo non diventerà direttamente Oro, ma dovrà subire dei processi che lo trasformeranno nei vari metalli, giungendo, infine, all’ambita meta.
Per comprendere meglio ogni elemento dobbiamo soffermarci sul fatto che ognuno di essi presenta delle qualità che lo caratterizzano e lo mettono più facilmente in relazione con alcune radici – in senso Empedocleo – anziché altre.
Il Fuoco è secco e caldo. Il secco astringe e il caldo eleva, ciò rende questo elemento leggero, attivo e maschile, proprio per la sua naturale capacità di ascendere.
L’Acqua, al contrario, sarà fredda e umida. L’umido porta un’espansione e sarà, dunque, una qualità contraria al secco, mentre il freddo porta a una precipitazione e a una conseguente discesa. Queste caratteristiche la connoteranno come elemento femminile, passivo e pesante, quindi, con la naturale propensione a discendere.
Del resto, se guardiamo le fiammo di un falò vedremo che tenderanno naturalmente verso l’alto; se la medesima osservazione la compiamo con l’acqua noteremo che scivolerà sempre verso il basso e avendo una capacità di adattamento dipendente dallo stimolo esterno, se messa in contenitori di varie forme assumerà la forma esterna, se la temperatura varierà modificherà il suo stato da solido a liquido, fino a quello aeriforme.
Si tratta, però, sempre di stimoli esterni e non di capacità intrinseche dell’Acqua che, comunque, tenderà sempre a precipitare, basti pensare alla pioggia.
L’Aria sarà calda come il fuoco e ciò la rende capace di entrare in relazione con esso ma anche umida, qualità che le permette di comunicare con l’Acqua. Questo elemento sarà attivo e maschile, di conseguenza leggero come il Fuoco, pur arrivando fino a un certo punto di ascensione.
La Terra, infine, avrà come qualità quella secca che le consente di simpatizzare con il Fuoco e la freddezza che condivide con l’Acqua. Rappresentando graficamente tutte queste informazioni avremo come risultato ciò che viene illustrato nei Diagrammi presenti nel testo alchemico Sylva Philosophorum, scritto nel XVII sec. da Cornelius Petraeus.
Essi mostrano anche la posizione che occupa l’uomo all’interno del Creato in rapporto con gli elementi di cui stiamo discutendo. Noterete come gli elementi “leggeri” vengano sempre rappresentati in alto e quelli “pesanti” in basso.
Un altro dettaglio non di poco conto è l’utilizzo di figure geometriche come il triangolo e il quadrato, che mostrano graficamente concetti esoterici importanti e profondi.
Un diagramma, in particolar modo, mostra la costituzione della pietra filosofale, il procedimento per ottenerla è scritto in basso nella figura che cita un altro testo alchemico fondamentale ovvero il Rosarium Philosophorum:
Fai un cerchio da un uomo e una donna, ricavane un quadrato, e dal quadrato un triangolo: fai di ciò un cerchio e avrai la pietra dei filosofi.
Un simile procedimento è stato illustrato da Michael Mayer nel suo Atalanta Fugiens.













