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Inseminazione delle nuvole. Pioggia artificiale senza limiti?

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Inseminazione delle nuvole


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Il miglioramento del clima conseguito con il cambio delle tecnologie energetiche, dello stile di vita e del mutamento di industria e agricoltura, richiede molti anni ed è molto costoso. Meglio provvedere con l’intervento nel cielo

Se pensavamo di avere sentito quasi tutto in merito alle possibilità dell’inseminazione artificiale, ci siamo sbagliati.
La tecnica non è propriamente finalizzata alla sola procreazione di esseri umani favorita dalla capacità scientifica di fecondare future mamme, poiché oggi è possibile inseminare artificialmente anche le nuvole, così da ottenere pioggia quando e laddove necessario.

L’inseminazione delle nuvole, o Cluod Seeding, è una tecnica per indurre le precipitazioni con iniezioni di particelle chimiche tramite aerei, razzi, droni o dispositivi di diffusione terrestri, che sfruttano le correnti ascensionali, ed è utilizzata in vari Paesi del mondo per la lotta globale alla siccità.

Sostanze quali cloruro di sodio, il comune sale da cucina, cloruro di calcio, ioduro d’argento, innescano precipitazioni liquide e, quando la temperatura è al di sotto dello zero, nevose.

Altre sostanze utilizzate sono lo ioduro di potassio, l’anidride solforosa e l’anidride carbonica congelata, ma lo ioduro d’argento è la più utilizzata per le rilevanti proprietà di reazione.

Le nuvole, principalmente composte da minuscole goccioline di acqua, o cristalli di ghiaccio se le temperature sono inferiori al punto di congelamento, una volta iniettate all’interno con particelle la cui struttura è simile al ghiaccio, attirano le goccioline d’acqua, che iniziano a raggrupparsi intorno ad esse e, raffreddandosi, divengono ‘grappoli’ troppo pesanti per rimanere in aria, cadendo poi a terra sotto forma di acqua oppure neve.

L’inseminazione delle nuvole è applicata per aumentare le risorse idriche, rifornendo laghi, fiumi, dighe e combattere la siccità; prevenire i disastri naturali riducendo i danni da grandine; migliorare la qualità dell’aria provocando la precipitazione di inquinanti atmosferici.

Diversi sostenitori la ritengono efficace, in grado di aumentare le precipitazioni del 10 – 15%, e la World Meteorological Organization, organismo delle Nazioni Unite per l’osservazione su stato e comportamento dell’atmosfera terrestre, della sua interazione con la terra e i mari, del tempo e gli effetti sul clima, e la conseguente distribuzione delle risorse idriche, informa che:

Il Rain Enhancement, o miglioramento della pioggia, noto anche come Cloud Seeding, offre una fonte sostenibile di acqua dolce migliorando le precipitazioni da nuvole specifiche in determinate condizioni.

Questa tecnologia può aumentare le precipitazioni di una specifica nuvola fino al 25% in condizioni ottimali.

La tecnica è utilizzata da Stati Uniti, India, Cina, Francia, Emirati Arabi Uniti, mentre l’Italia, dopo alcune applicazioni di prova effettuate negli anni 90, sta considerando l’applicazione in Sicilia per la stimolazione artificiale delle piogge.

Il Cloud Seeding è stato proposto al Governo regionale della Sicilia da Giuseppe Catania, Deputato FDI all’Assemblea Regionale Siciliana e Vicepresidente della Commissione Attività Produttive, con l’annuncio riportato su La Sicilia:

Tra le misure previste per contrastare la siccità in Sicilia sia utilizzata anche la stimolazione artificiale delle piogge, tramite la tecnica del “cloud seeding”.
https://www.lasicilia.it/politica/anche-in-sicilia-linseminazione-delle-nuvole-contro-la-siccita-la-richiesta-del-deputato-catania-fdi-al-governo-schifani-2148171/

La manipolazione delle nubi è indubbiamente più economica rispetto ad altre strategie di contrasto alla siccità, come la desalinizzazione, ad esempio, il complesso processo chimico per rimuovere sali e altri minerali dall’acqua rendendola potabile.

Katja Friedrich, studiosa di scienze dell’atmosfera all’Università del Colorado a Boulder, in un articolo su ‘Le Scienze’ di febbraio 2023, pone un quesito:

Non c’è dubbio che l’inseminazione delle nuvole funzioni, ma la domanda è: quanta pioggia produciamo davvero?
https://www.lescienze.it/news/2023/02/10/news/siccita_precipitazioni_inseminazione_nuvole-11310769/

Considerando l’alluvione del 16 aprile scorso a Dubai, sorge il dubbio che la causa sia proprio la pioggia artificiale, con 142 millimetri di acqua piovana in 24 ore corrispondenti alle precipitazioni di un anno e mezzo.

Da decenni gli Emirati Arabi ricorrono al Cloud Seeding e, nei due giorni precedenti all’alluvione, gli aerei da semina hanno effettuato sette missioni, come conferma Ahmed Habib, meteorologo specialista del National Centre of Meteorology degli Emirati, in un’intervista all’agenzia statunitense Bloomberg.

Pertanto, è appropriato chiedersi quando produrla e come controllarla.

Gli Emirati Arabi, infatti, stanno finanziando un progetto per l’applicazione di Intelligenza artificiale basato su algoritmi in grado di prevedere con precisione, quali saranno le condizioni meteorologiche che giustificheranno l’inseminazione delle nuvole.

Curiosità a proposito di anidride carbonica anch’essa utilizzata allo scopo…

Da un lato l’eccesso della sua produzione da parte delle attività umane è cruciale per il cambiamento climatico, che provoca effetto serra in conseguenza alle emissioni da combustioni fossili quali carbone, petrolio, gas naturale e deforestazione incontrollata, aumentando la concentrazione di CO₂ nell’atmosfera e conseguente riscaldamento globale.

Dall’altro lato la CO₂ viene immessa nelle nuvole per provocare la pioggia che mantenga un adeguato stato atmosferico, producendo piogge e nevicate programmate per non devastare le risorse idriche del pianeta.

In questo confronto è auspicabile che il male e il bene immesso dall’uomo nel ciclo naturale, perpetuatosi in milioni di anni, non generino alterazioni tali da provocare disordine allo spontaneo stato di equilibrio, con nervose e drammatiche reazioni.

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Autore Adriano Cerardi

Adriano Cerardi, esperto di sistemi informatici, consultant manager e program manager. Esperto di analisi di processo e analisi delle performance per la misurazione e controllo del feedback per l’ottimizzazione del Customer Service e della qualità del servizio. Ha ricoperto incarichi presso primarie multinazionali in vari Paesi europei e del mondo, tra cui Algeria, Sud Africa, USA, Israele. Ha seguito un percorso di formazione al Giornalismo e ha curato la pubblicazione di inchieste sulla condizione sociale e tecnologia dell'informazione.