Home Rubriche Pensieri di un massone qualsiasi In Massoneria conta il sistema non solo il singolo

In Massoneria conta il sistema non solo il singolo

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Melagrana in Massoneria


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La Massoneria è via “attiva” per eccellenza, percorso di libertà, dove interiorità e socialità si incontrano nella sintesi superiore della partecipazione operativa all’edificazione del Tempio della Virtù. Vale a dire, in primis, di noi stessi.

Ognuno di noi, per il solo fatto di sedere tra le Colonne, possiede una dignità speciale. Tutti siamo chiamati a far parte di un Sistema intimamente connesso. La Loggia è un organismo vivente che trae linfa dall’apporto di ogni Fratello e Sorella. Non ci sono panchine o carriere da realizzare, c’è solo tanto lavoro da fare, prima di tutto per se stessi e poi, a ricaduta, per gli altri.

La parola responsabilità in Massoneria assume essa stessa le valenze di un “simbolo”, sostantivo che come è noto deriva dal verbo greco “sin-bàllo” che significa mettere insieme, unire in nome di un ordine ed un’armonia superiore, in opposizione all’azione avversa del “dià-bàllo” cioè quella di separare ciò che è unito, da cui trae origine il termine “diabolico”, inteso letteralmente come forza nefasta di disgregazione, sempre attiva nel nostro microcosmo e nel teatro del mondo.

Certamente viviamo una fase caratterizzata dall’obnubilamento dei nostri corpi sottili, dal trionfo del materialismo, dalla prevaricazione della quantità sulla qualità. I nostri occhi, i nostri sensi, la nostra volontà sono tutti proiettati all’esterno.

Siamo sordi e ciechi: apparentemente e “razionalmente” svegli – agli occhi del mondo – ma in realtà “addormentati” anche durante lo stato di veglia. Non sappiamo ascoltare la nostra interiorità.

Quando la palpebra del nostro terzo occhio, quello capace di scrutare i difetti e i paesaggi della nostra anima, è pesantemente serrata non riusciamo a vedere e a percepire i nostri veri bisogni e ad ascoltare empaticamente l’altro.

Senza “sentire” non possiamo pensare e, di conseguenza, non possiamo scegliere ed agire rettamente per il nostro stesso bene. Questo è il pericolo di cui dobbiamo avere coscienza e che dobbiamo fronteggiare.

Non solo: l’epoca è caratterizzata da stress, depressioni e nevrosi palesi o striscianti che fiaccano il nostro carattere. Spesso non riusciamo ad uscire dal recinto auto-assolutorio delle “buone intenzioni”, sovente condite da false promesse nei confronti di noi stessi.

Il Cammino iniziatico, calato come è oggi in un mondo oscuro che rema contro ogni Via di Risveglio e dove l’essere umano è considerato pura “merce”, richiede grande volontà e passione, costanza e perseveranza, inesauribile pazienza e salde doti morali che ci possano aiutare a non vacillare di fronte agli inevitabili insuccessi.

Faccio quindi richiamo alla possibilità che l’immersione costante nella vita di Loggia, che la “lenta cottura” prodotta dalla continua opera di spoliazione dei metalli, dalla meditazione dei simboli, dalla pratica del silenzio, dalla percezione della poesia dei rituali – poièsis in greco vuol dire “fare”, nel senso creativo del termine -, dallo scambio tollerante e partecipato con il gruppo, dalla dimensione sacra evocata ed invocata dal Rito, possa condurre ad un rapporto più equilibrato con se stessi, con la Società, con la Natura in una dimensione di vita sottratta alla follia del tempo e del mondo.

La nostra presenza qui, anche solo come lettori di queste pagine, pur nelle difficoltà e nell’inquietudine, testimonia che abbiamo comunque scelto di ascoltare e forse aderire a quel richiamo esoterico così mirabilmente tratteggiato dai versi di Franco Battiato:

Questo secolo oramai alla fine, saturo di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà.

Il metodo a cui mi sono formato, e che cerco di seguire sia nella vita quotidiana che nell’impegno iniziatico, è un approccio sistemico che si sostanzia in quattro parole: ascoltare, sentire, pensare e agire.

Tra pochi mesi, a gennaio attraverso la sacralizzazione del Rito, nelle molteplici Massonerie che abitano la scena latomistica nazionale e internazionale, si trasferiranno i poteri, rendendo regolari e operative le cariche di Loggia.

Esotericamente non si può non osservare che questo mese è dedicato a Giano, dio delle soglie e dei ponti, materiali e immateriali, degli inizi, delle nascite, dei passaggi di stato, e non a caso delle iniziazioni ai Misteri che, come scriveva Ovidio

già esisteva quando si separarono i quattro elementi per dare forma alle cose.

Da soli non si va da nessuna parte. La Loggia è un sistema vivente, individuale e collettivo, come rappresentato dal simbolo della Melagrana, e soggetto alle Leggi tracciate dal G.A.D.U. prima della nostra manifestazione nello stato d’Essere di Uomini. Tali Leggi, ripetutamente violate da ognuno di noi, sono state continuamente ribadite da Grandi Iniziati e Maestri spirituali nel corso della storia.

Tutti ci indicano, con parole diverse, la stessa strada: abbandonare l’illusione dell’ego narcisistico e competitivo, uscire dall’inferno della molteplicità e “scegliere” la forza centripeta e unificante della cooperazione, dell’armonia e dell’amore. I nostri nemici siamo noi stessi, non chi abbiamo accanto.

Qualcuno ha detto:

Ricordati che sei venuto qui perché hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso. Sii grato dunque a tutti coloro che te ne forniscono l’occasione.

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Hermes

Autore Hermes

Sono un Massone qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.