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‘Il re di Napoli’, di Nicholas Tolosa, alla Fondazione San Gennaro

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'Il re di Napoli' di Nicholas Tolosa.


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L’opera sarà collocata in modo permanente nella basilica di San Gennaro Extra Moenia facente parte del percorso musealizzato delle catacombe di San Gennaro

Riceviamo e pubblichiamo.

Entra a far parte della collezione Fondazione San Gennaro di Napoli un’opera dell’artista Nicholas Tolosa, che rivisita in chiave pittorica il busto argenteo del santo patrono realizzato il 1305 da tre artisti d’Oltralpe e custodito nella Cappella del Tesoro di San Gennaro.

Il dipinto, di importanti dimensioni, 200x300cm circa, e dal titolo ‘Il re di Napoli’ sarà collocato in modo permanente nella basilica di San Gennaro Extra Moenia all’interno del quartiere Sanità, facente parte del percorso musealizzato delle catacombe di San Gennaro.

Una storia fatta di devozione e fede. Una storia antica, quella del busto reliquiario di San Gennaro che si mescola alla “pietās” popolare che si rivolge al Santo con l’appellativo di “faccia gialla” per una sorta di maggiore filiazione, vicinanza e devozione.

Nicholas Tolosa attraverso la sua opera ripercorre non sono la storia della città di Napoli ma soprattutto del suo popolo. Una interpretazione in chiave contemporanea del busto reliquiario, che diventa nella ricerca dell’artista una vera e propria icona che emerge dalla superficie nera attraverso un gioco di vuoti e di pieni, di variazioni impercettibili di colore bianco e di grigi che virano in tonalità più intense per degradare e scomparire nel nero dello spazio pittorico.

Nicholas Tolosa è interprete di una lettura storica importante, come la storia della devozione a San Gennaro, la sua è una lettura consapevole e nello stesso tempo travolgente di sentimenti.

L’opera realizzata con fedeltà nei confronti della sua ricerca, diventa una testimonianza concreta di come ancora oggi quella devozione è più viva che mai.

Attraverso pochi ed essenziali segni l’artista costruisce la composizione scenica. La mitra del Santo, realizzata dai maestri orafi provenzali con elementi in oro e argento, assume nell’opera di Tolosa una forma essenziale, circoscritta, che incornicia il capo e tutto il volto del Santo. Sulla mitra pochi segni, come a voler decodificare non l’esatta raffigurazione presente sul busto, ma il riverbero della luce e la potenza cromatica dell’oro e dell’argento.

Il volto del Santo è costruito attraverso un elemento che caratterizza la ricerca dell’artista, gli occhi allungati a forma di sferoide che con pochi segni e linee emergono dalla superficie nera per “esplodere” in tutta la loro profondità e forza.

Nicholas Tolosa interpreta il volto del Santo ‘Faccia Gialla’ restando fedele alla sua ricerca di figurazione, e non rinuncia ad una interpretazione contemporanea dell’affettuoso nome rivolto al Santo, per fare ciò utilizza un gioco di vuoto e di neri, di presenze bianche e di assenze di colore che emergono con più forza nelle vicinanze del naso e degli zigomi per poi assorbirsi nel contorno occhi e sulla fronte.

Se la mitra incornicia il capo, il risvolto del vestito del Santo intorno al collo è l’elemento quanto più vicino alla versione scultoria. Nicholas Tolosa semplifica quelle forme geometriche impreziosite da pietre preziose, e nella sua lettura interpretazione stilistica diventano forme geometriche realizzate nelle tonalità dei grigi e dei neri, che si adagiano su una superficie di tonalità più chiara.

L’opera di Nicholas si colloca in una precisa ricerca di un linguaggio dell’essenziale, che supera le frivolezze dell’immagine per presentarsi nelle sue forme più essenziali. L’utilizzo di una tavolozza cromatica che racchiude poche variazioni cromatiche va in questa direzione fatta di necessario ed imprescindibile ritorno ad un ordine concreto capace però di trasmettere, come in pochi sanno fare, con pochi segni la pienezza del messaggio visivo.
Roberto Sottile

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