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Il microbiota

Il microbiota

Si tratta dei microrganismi – batteri, funghi, archeobatteri e protozoi – e dei virus che vivono e colonizzano uno specifico individuo e quello umano si definisce come «l’insieme dei microrganismi che, in maniera fisiologica, o talvolta patologica, vivono in simbiosi con il corpo umano».
La maggiore concentrazione di tali organismi si ha nel tratto intestinale, anche se tutto il corpo, però, tranne il cervello e il sistema circolatorio, secondo recenti stime, ospita un totale di circa 38.000 miliardi di batteri-

L’influenza del microbiota nella regolazione del metabolismo e di alcune funzioni è attualmente oggetto di studi scientifici e supportata da evidenze scientifiche

Si consideri che è stato scoperto anche un impatto del microbiota sugli stati psicologici per via dell’influenza sull’asse ipotalamo – ipofisi – surrene e sulla regolazione di un neuro ormone legato al tono dell’umore come la serotonina.

Inoltre. altra caratteristica del microbiota umano è il ruolo nello sviluppo del sistema immunitario durante la prima parte dell’infanzia e su quella che oggi si ritiene causa primaria di molte patologie come l’infiammazione.

Da uno stato di equilibrio chiamato eubiosi si può, quindi, passare alla condizione contraria di disbiosi. È a quest’ultima che si deve l’aumentata incidenza di patologie metaboliche, cardiovascolari, infiammatorie, neurologiche, psichiche e oncologiche dette “malattie del progresso”.

Per spiegare il come il microbiota supporta l’organismo umano è opportuno introdurre il concetto di microbioma.

Il microbioma

Il termine microbioma indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere e se si considera il microbioma umano, tali geni codificano per alcune molecole che il corpo non riesce a produrre autonomamente.

I numeri lasciano stupiti: il 99% della nostra componente genetica deriva dai batteri, come se fosse un secondo genoma. Questo ci permette di considerare il microbiota quale organo accessorio con funzioni endocrine capace di fornire un ampio numero di composti fondamentali al funzionamento degli organi umani.

Tra le azioni attribuite al microbiota sappiamo che favorisce la digestione degli alimenti, protegge l’apparato cardiocircolatorio, contribuisce alla sintesi di vitamine essenziali, come, ad esempio, l’acido folico, le vitamine del gruppo B e la vit. K.

Un’altra funzione svolta dal microbiota intestinale è la regolazione della motilità intestinale o peristalsi. I batteri contenuti nel lume intestinale, infatti, stimolano le cellule nervose intestinali, favorendo il naturale meccanismo di contrazione e rilassamento del colon durante la digestione.

Infine, il microbiota intestinale, interagendo con il sistema immunitario, impedisce la crescita di tanti microrganismi dannosi.

I fattori che influenzano il microbiota

Il microbiota nelle prime fasi di vita è costituito da pochi microrganismi, essenzialmente quelli ereditati dalla mamma con il parto. Il tipo di parto, naturale o cesareo, influenza la sua composizione.

Dopo la nascita, il microbiota cambia, diventando più sensibile ad agenti esterni, come l’alimentazione e i farmaci. Questi microrganismi danno inizio alla colonizzazione dell’intestino, aumentando poi di numero con l’allattamento e lo svezzamento.

Il microbioma intestinale del bambino comincia, così, a svilupparsi, fino a quando, intorno ai 2 – 3 anni, inizia a subire delle trasformazioni che lo portano ad assomigliare sempre più a quello di un adulto, caratterizzato da una struttura molto complessa, composta da un numero elevato di microrganismi che coesistono in equilibrio tra di loro.

Negli anziani il numero e l’abbondanza dei microrganismi contenuti nell’intestino diminuisce, minacciando la preziosa condizione di “eubiosi”. Questa riduzione è spesso associata a cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita che sopraggiungono con l’avanzare dell’età: il calo di appetito, le difficoltà nella masticazione, l’assunzione di farmaci e la riduzione dell’attività fisica possono essere fattori associati a questi modifiche.

Altri fattori che influenzano il microbiota intestinale di un individuo sono l’alimentazione, lo stress, l’uso di medicinali, come, ad esempio, quelli a base di cortisone, gli inibitori di pompa protonica – i farmaci usati per gastriti, ulcere, reflusso gastroesofageo o semplicemente abusati come protettori -, gli antibiotici, la scarsa attività fisica, le infezioni, le allergie, il fumo e l’alcol.

Per mantenere un microbiota intestinale sano è importante rispettare delle buone abitudini alimentari, dieta varia e bilanciata, e seguire uno stile di vita sano , fare attività fisica, avere una buona qualità del sonno.

Una dieta ricca di frutta, verdura, fibre e cereali – frumento, riso, mais, avena, farro -, e un consumo moderato di alimenti di origine animale – pesce, carne bianca, latticini, uova – è associata a un microbiota intestinale con una maggiore biodiversità e, al tempo stesso, fornisce le sostanze ideali per la proliferazione di batteri buoni, come ad esempio i Lactobacilli e i Bifidobatteri.

Autore Altiero Biello

Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.