Di tanto in tanto nella grande chiesa di architettura gotica o nei chiostri, in quello maiolicato delle Clarisse o in quello dei Frati Minori, si avverte la presenza di uno spirito.
Potrebbe essere quello di Sancha, che fu tumulata nel monastero il 28 luglio 1345. Sono molti, infatti, a credere che da quel giorno la regina vaga mesta e insicura, con il capo chino, mani giunte e con un abito lungo che la copre completamente.
Cammina senza sosta e, solo raramente, si ferma e rivolge lo sguardo al cielo. Si tramanda che chi la incrocia in quel momento vede il suo volto completamente bagnato dalle lacrime e il suo sguardo terrificante. La leggenda vuole che chiunque abbia avuto la sfortuna di disturbare la sua preghiera sia deceduto istantaneamente.
Altri ritengono, invece, che il fantasma che si aggira nel perimetro del monastero sia quello di Giovanna I d’Angiò. La regina di Napoli fu fatta assassinare dal cugino Carlo di Durazzo, usurpatore del trono.
I suoi sicari la uccisero il 12 maggio 1382 nel castello di Muro Lucano. Non si conosce il luogo di sepoltura della sovrana. Le cronache indicano il sacrario della sagrestia di Santa Chiara. Non fa parte del mondo delle apparizioni e dei fantasmi l’inspiegabile fenomeno che riguarda il Cristo della Chiesa del Carmine. È, comunque talmente carico di mistero che val la pena citarlo in questo contesto.
Il 17 ottobre del 1439, Pietro di Castiglia, fratello di Alfonso d’Aragona, con la sua bombarda, detta messinese, fece sparare una grossissima palla contro la Chiesa del Carmine: il proiettile sfondò l’abside, dirigendosi verso il crocifisso.
Tutti pensarono che lo stesso fosse andato distrutto e, invece, i napoletani constatarono che la statua era prodigiosamente intatta e che Cristo aveva la testa piegata come se avesse voluto schivare il colpo: Gesù aveva gli occhi rivolti al cielo e il suo capo era privo della corona di spine.
Il giorno dopo, mentre Pietro dava l’ordine di sparare ancora una volta con la messinese, un colpo nemico partito dal campanile della chiesa gli recise di netto la testa. La bombarda ‘assassina’ si chiamava la pazza. Il fatto accadde durante la guerra mossa dagli Aragonesi agli Angioini per togliere a costoro il possesso di Napoli.
Dopo la morte del fratello, Alfonso fece ritirare le sue truppe, che si erano accampate sulle rive del fiume Sebeto, all’incirca dove ora si trova il Borgo Loreto, e tolse l’assedio alla città partenopea.
Il 2 giugno del 1442 gli Aragonesi espugnarono Napoli, passando per lo stesso acquedotto in disuso e attraversando il medesimo pozzo utilizzato nel 536 dal bizantino Belisario per conquistare la nostra città. La tradizione orale popolare ha tramandato che il pozzo fosse quello che si trovava al centro dei ‘Chiostri di Santa Patrizia’, fondati nel duecento e abitati da monaci basiliani.
Il primo atto che Alfonso volle fare all’indomani della conquista della città fu di recarsi al Carmine per venerare il Crocifisso. In segno di penitenza e per ottenere il perdono divino per il sacrilego atto compiuto dal fratello, il re diede inizio alla costruzione di un tabernacolo per accogliere il crocifisso miracoloso.
L’opera fu ultimata dopo la morte di Alfonso e, solo il 26 dicembre del 1459, poté diventare la dimora del crocifisso. Da quel giorno, il tabernacolo resta coperto tutto l’anno e l’immagine viene svelata solo il 26 dicembre per restare visibile per otto giorni, cioè fino al 2 gennaio.
Autore Altiero Biello
Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.













