Un viaggio tra le memorie del patriziato frentano e i fasti del Toson d’Oro
In questi ultimi scorci d’agosto, la bellissima città di Vasto (CH) ha accolto la visita, in veste sia privata che accademica, del Conte Prof. Gionata Barbieri, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Presidente dell’Accademia di Arnau Roger di Napoli.
Noto esperto di diritto nobiliare, numismatica, araldica e ordini cavallereschi, il professor Barbieri è legato al capoluogo frentano da radici storico-familiari particolarmente profonde.
Egli, infatti, è discendente diretto di figure che hanno segnato la storia locale e nazionale: da don Venceslao Majo, Conte del Sacro Romano Impero e Presidente della Repubblica Vastese del 1799, al figlio di quest’ultimo, Ireneo, noto per essere stato fraterno amico nonché scopritore del genio poetico di Gabriele Rossetti.
Il retaggio del Conte Barbieri si intreccia, anche, con il Barone Giulio d’Anelli, ed è impreziosito dall’eredità della casa comitale e magnatizia d’Ungheria Trivelli, oltre che da quella dell’illustre famiglia Leone.

Il Conte Barbieri mancava da Vasto da ben trent’anni. Questo ritorno ha rappresentato, dunque, un’occasione oltremodo propizia per riscoprire e ammirare nuovamente le straordinarie testimonianze artistiche e culturali che adornano l’elegante “Atene degli Abruzzi”.
Particolarmente densa di emozione è stata la visita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, il più antico tempio del centro storico, vero e proprio scrigno di opere d’arte che narrano la secolare storia religiosa della città.

Tra le navate dell’edificio trova solenne collocazione il monumento funebre del suo avo, don Venceslao Majo: una raffinata e imponente opera scultorea realizzata in marmi policromi nel 1811.
La chiesa, inoltre, custodisce reliquie di eccezionale valore, tra cui spiccano la Sacra Spina del Cristo e il corpo di San Cesario.
La prima, conservata all’interno di un prezioso simulacro nella cappella a lei dedicata, giunse in dono al Marchese Francesco Ferrante II d’Avalos da Papa Pio IV in occasione del Concilio di Trento, per poi essere traslata a Santa Maria Maggiore alla fine del Cinquecento.
Le spoglie di San Cesario, collocate invece nella suggestiva cripta sotterranea, furono donate nel 1695 dal Marchese di Pescara e del Vasto, don Cesare Michelangelo d’Avalos.
L’agiografia e il culto del santo sono visceralmente radicati nella devozione popolare vastese; a lui è peraltro dedicato un pregevole sonetto composto nella seconda metà del Settecento dal medico e accademico Francesco Leone, anch’egli antenato del professor Barbieri.
Ad arricchire questo momento di raccoglimento e memoria è stato il cordiale incontro con il parroco, il Rev. don Domenico Spagnoli, indiscussa guida pastorale e punto di riferimento culturale per l’intera comunità.
Durante il suo soggiorno, il Presidente Barbieri ha avuto il raro privilegio di assistere dalla prima fila alla Rievocazione Storica in costume dell’investitura del Collare dell’Ordine del Toson d’Oro.

La manifestazione, giunta alla sua trentesima edizione e salutata da un’entusiastica partecipazione di pubblico, commemora la storica giornata del 24 ottobre 1723.
In quella data, Vasto divenne il palcoscenico di un evento diplomatico e nobiliare di risonanza europea, ospitando la solenne consegna del prestigioso Collare al Principe romano Fabrizio Colonna, su mandato diretto dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo.
Si trattò di un atto geopolitico di inestimabile portata, con cui la corte asburgica di Vienna riaffermava i vincoli di fedeltà con l’alta aristocrazia italiana preunitaria, richiamando sulle sponde dell’Adriatico delegazioni, alti prelati e un sontuoso consesso di nobili provenienti da tutto il Centro-Sud Italia, uniti sotto l’egida del Sacro Romano Impero.
Dominus incontrastato dell’evento fu il Marchese e Principe Cesare Michelangelo d’Avalos. Agendo quale Commissario Regio e braccio esecutivo dell’Imperatore, il d’Avalos investì direttamente il Colonna nella magnifica cornice del proprio Palazzo.
Gran Conestabile del Regno di Napoli e fine diplomatico, egli diede prova del suo immenso potere feudale orchestrando un’accoglienza sfarzosa e un cerimoniale minuzioso, tale da confermarlo dignitario capace di dialogare alla pari con le massime corti del continente.
In questo grandioso teatro politico, un ruolo di assoluta preminenza istituzionale fu ricoperto da don Giulio d’Anelli, Barone di Brittoli e Carpineto, il quale, nella veste di Mastrogiurato di Vasto, rappresentò il vitale anello di congiunzione tra la comunità cittadina e l’ordinamento imperiale.
Toccò proprio al d’Anelli – avo del Conte Barbieri – compiere il gesto formale, gravido di peso politico, della consegna delle chiavi della città al Principe Colonna: un’azione che non intendeva affatto simboleggiare una sottomissione, bensì la fiera e orgogliosa partecipazione della civitas vastese che, nell’accogliere i grandi della Terra, rivendicava la propria dignità e i propri secolari privilegi civici dinnanzi all’Europa.

Questo straordinario spaccato di storia settecentesca continua a vivere grazie all’instancabile lavoro dell’Associazione “Amici del Toson d’Oro”, curatrice del fastoso corteo che attraversa il centro storico.
In tale cornice, Gionata Barbieri ha avuto il piacere di intrattenersi con alcune personalità di spicco: il signor Antonio Petruzzelli, tra i padri fondatori dell’Associazione e membro del direttivo della Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone, Manuel Giorgetti, attuale Presidente del sodalizio succeduto al compianto Valter Marinucci, e diversi esponenti della giunta comunale.
L’illustre ospite ha elogiato senza riserve ogni dettaglio della rievocazione, apprezzando, in particolar modo, la figura del Mastrogiurato interpretante l’avo Giulio d’Anelli, oltre al momento topico della consegna del Collare dal balcone principale di Palazzo d’Avalos.
Vivissima ammirazione è stata espressa per l’intrattenimento curato da musici, mangiafuoco, trampolieri e dai talentuosi sbandieratori.
Plauso anche alle interpretazioni attoriali dell’edizione di domenica 23 agosto: dall’attore Simone Montedoro nei panni del Principe Colonna, allo stesso Antonio Petruzzelli che ha prestato il volto al Marchese d’Avalos.

Un apprezzamento speciale è stato infine riservato alla sartoria e costumeria teatrale “Polvere di Stelle” di Vasto, un’eccellenza dell’alto artigianato, che ha curato i magnifici costumi d’epoca.

A coronamento della sua permanenza, il Conte Barbieri ha incontrato il Prof. Paolo Calvano, insigne storico locale e componente del direttivo della Pro Loco vastese.
I due studiosi si sono lungamente intrattenuti in una proficua disquisizione, scambiandosi aneddoti sulla storia del territorio, sulle antiche casate locali e sulle loro storiche dimore, conversazione che ha fatto da preludio a una dotta e piacevole visita alla Chiesa dell’Addolorata.
In conclusione, il ritorno del Presidente dell’Accademia di Arnau Roger in quel gioiello incastonato nella Costa dei Trabocchi si è rivelato non solo un affascinante e commovente tuffo nel passato della propria storia familiare, ma costituisce, già da ora, un promettente terreno fertile per l’avvio di future e proficue collaborazioni in ambito culturale.













