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Il COMICON delle memorie perdute

COMICON - ph Libera Gigli
COMICON - ph Libera Gigli

Tra Batman, Cavalieri medioevali e Beyblade: che cosa rimane dello stupore del fanciullino nelle voci di chi c’era

Come mi ero promesso ho fatto un secondo giro al COMICON; la possibilità di poter dedicare un pochino più di tempo ai particolari, mi permette di approfondire alcuni settori che avevo lasciato in sospeso o mi avevano suscitato perplessità.

Lo ammetto, ho voluto rivedere “Leologia”, come avrà ben capito chi ha letto il mio primo articolo adoro questo autore e l’ironia con cui ha presentato la sua vita, giocando con il concetto di stratigrafia e i suoi studi da geologo, mi ha strappato più di un sorriso; riuscire a vederla con maggior tempo a disposizione me l’ha fatta godere molto di più.

"Leologia" - ph Libera Gigli
“Leologia” – ph Libera Gigli

In generale, mi sembra che il lato fumetto sia stato curato ottimamente, l’ho sinceramente trovato il migliore della fiera.

Passo avanti e, questa volta, noto un percorso un po’ più nascosto, decido di prenderlo e così risolvo il “mistero” delle ludoteche cui accennavo nello scorso pezzo: alcune erano poste in un’area secondaria, e potevano passare inosservate alla massa.

Successivamente, all’esterno, trovo altri tavoli dedicati al gioco, sempre poco visibili, a mio avviso.

Il mio cuore da giocatore piange per questa scelta, posso sicuramente comprenderla ma comunque non la approvo, soprattutto in considerazione di ciò che è adesso l’area game: un mercato che per quanto sia bello da vedere, grazie alle esposizioni studiate ottimamente, è composto da tutta da roba che più o meno si trova online senza problemi, con una proposta di titoli per quanto validissimi, abbastanza diffusi e basilari.

Questa zona è l’unica che potenzierei al COMICON che, è riuscito bene. Le potenzialità per mettere su qualcosa di simile alla Play di Bologna ci sono, purtroppo, così, potrebbe rischiare di rimane un bel mercato ma facilmente sostituibile da Internet.

Volendo capire meglio che cosa ne pensassero gli ospiti, ho provato a fare qualche domanda.

Incappo, così, in un veterano del festival di nome Luigi, qui con i suoi due bambini. Gli chiedo di aprirsi.

Sono venuto per la prima volta al COMICON 18 anni fa portato da mio fratello. Ero felicissimo! Potevo per la prima volta vivere un mondo di cui ero già appassionato da tempo!

Ricordo benissimo l’emozione a stare in un posto dove c’era tutta gente che condivideva le mie stesse passioni!

E questo mi ha portato a tornare ogni anno, e l’emozione è aumentata ad ogni edizione. Prima era una fiera di veri appassionati, adesso trovo troppi ragazzini che vedono un cartone animato e si sentono esperti di anime.

Ritornerei alla vecchia location; Castello Sant’Elmo aveva un qualcosa di magico ed era bellissimo cercare le vecchie serie manga o il fumetto che ti mancava. Oggi, per me, ci sono troppe grandi case editrici e pochissimi stand che vendono fumetti vecchi.

Praticamente, da ragazzo appassionato di fumetti a padre di famiglia, non è cambiato nulla nel mio modo di vivere il COMICON, perchè comunque riesco a venire anche da solo, quando invece porto i bambini cambia tutto; se da un lato sono contentissimo di trasmettere le mie passioni, ed è splendido vedere che anche loro sono felicissimi di stare qui, dall’altro, con loro il tempo sembra dilatarsi e se quando sono da solo in un giorno riesco a vedere quasi tutta la fiera, con loro non riesco a visitare non più di un paio di padiglioni.

Le mie emozioni sono le stesse del primo giorno alla fiera di 18 anni fa. Ogni volta che entro con mio fratello dico sempre la stessa frase: “il COMICON è sempre bello!” L’entusiasmo è il medesimo, ritorno ad essere il ragazzo spensierato che ero allora.

È un mondo fantastico e, aggiungerei, “pulito”, perché, nonostante la moltitudine di persone, si sta sempre bene al COMICON, in qualsiasi modo tu ti presenti.

Dopo quest’ultima battuta e qualche chiacchiera con i piccoli, il cui entusiasmo traspare da ogni parola, ci salutiamo.

Mi avvicino alle ludoteche esterne e fermo quello che mi sembra un collaboratore, per farmi raccontare la sua esperienza.

Mi chiamo Emanuele Di Pietro e sto collaborando come dimostratore e facilitatore in ludoteca per la caccia al tesoro. Vengo al COMICON dalla prima edizione.

I tavoli per noi erano 24 da 4 persone e, con l’afflusso che abbiamo avuto, erano tendenzialmente pieni. Se avessimo avuto una visibilità superiore parecchia gente sarebbe rimasta in piedi.

Per me hanno fatto benissimo anche a dividerla in due, lato kids per i più piccoli e lato adulti per giochi più impegnativi.

L’innovazione che per me merita un plauso è quella del Game Gam, un concorso di game design dove il vincitore vede il suo gioco pubblicato, un appuntamento atteso dagli addetti al settore, il cui organizzatore è Luca Coppola.

Spero che l’anno prossimo avremo più visibilità e considerazione oltre che un tempo clemente come quest’anno, dato che giochi da tavolo e acqua piovana non vanno d’accordo.

Personalmente, potenzierei il lato modellismo dei wargame e la cultura ludica, proprio perché in Campania ci sono veri e propri maestri.

Lasciato Emanuele, passo all’area videogioco e, gironzolando un po’, a un certo punto mi chiedo se sia capitato dentro in un film della DC: di fronte a me vedo uno stand con all’interno dei figuranti e scenografie semplicemente bellissime! Leggo “Gotham Shadow”.

Il loro lavoro di ricostruzione scenica è eccezionale, devo saperne assolutamente di più: mi avvicino ad un uomo vestito eccellentemente da Batman e iniziamo a chiacchierare, perchè sono assolutamente incantato di fronte alla cura del loro stand e dall’attenzione ai particolari così elevata.

Purtroppo è impossibile rendere la bellezza di questo allestimento senza vederlo di persona! Io stesso mi sento come se parlassi al vero Batman.

Batman - ph Libera Gigli
Batman – ph Libera Gigli

Siamo l’associazione culturale “Gotham Shadow” e ricostruiamo con la massima cura le ambientazioni, i veicoli, i costumi del mondo DC, Batman in particolare, e ne interpretiamo i personaggi.

Nella vita di tutti i giorni siamo scenografi e costumisti di professione, c’è chi è freelance o chi, come me, lavora in un posto preciso, ad esempio io lavoro al teatro dell’Opera di Roma.

L’associazione è nata nel 2012 e subito abbiamo avuto un riscontro positivo. Siamo attivi a tutte le principali fiere del settore come Lucca, Napoli, Roma, Bari, oltre che gli eventi ufficiali organizzati da Warner per la promozione di tutto ciò che è collegato a Batman.

Ne approfitto per ringraziare l’affetto di questa città e non per piaggeria ammetto che il calore che sentiamo qui è unico!

Batman - ph Libera Gigli
Batman – ph Libera Gigli

Confesso che aver parlato con Batman è stata per me un’emozione, quindi continuo il mio giro e mi porto allo stand dei Beyblade: e vorrei dare voce a questa novità che mi ha colpito.

I responsabili si chiamano Gianluca e Andrea, rispettivamente delle associazioni Progetto Odissea e Miracle Blade Potenza.

Gianluca spiega:

Il Beyblade è un gioco che sta prendendo piede dall’inizio del 2025 anche con competizioni, quindi abbiamo deciso di portarlo al COMICON per farlo conoscere meglio, organizzando partite dimostrative e tornei, e sembra sia particolarmente piaciuto.

Sono letteralmente scontri tra trottole composte da un cricchetto, una punta e una lama.

A disposizione si hanno tre serie di questi elementi intercambiabili. Ci si può scontrare su diversi campi utilizzando combinazioni di elementi per formare la propria trottola più adatta al momento.

Considerando lo studio del meta e del deck, c‘è un 60 – 70% di abilità, il resto è fortuna. L’utenza ha risposto alla grande, non ci aspettavamo questi numeri! Un consiglio: se avete voglia di sfogare lo stress, tirate le trottole!

Progetto Odissea e Miracle Blade Potenza - ph Libera Gigli
Progetto Odissea e Miracle Blade Potenza – ph Libera Gigli

Andrea aggiunge:

Ultimamente, le attività hanno avuto una grande espansione, non solo a Napoli ma in tutt’Italia.

È molto bello vedere che molte persone vengono anche da lontano con le loro trottole, passando da noi e lasciando, per due minuti, ogni pensiero, potendo così tornare per qualche attimo bambini. Alla fine vince il divertimento!

Il mio soprannome è “Solo fortuna”, quindi sicuramente l’alea ha un ruolo importante, comunque è necessaria anche una certa dose di abilità, soprattutto nel tiro e nella posizione.

È stato un vero boom! Un successo! Tirate le trottole! Sempre! Fatele girare! Ovviamente le trottole!

Qualche altra battuta con questi simpaticissimi ragazzi, poi il mio giro continua. Dopo solo pochi metri la mia attenzione viene attirata da uno stand dove ci si esercita con spade vere, seppur con tutti i crismi della sicurezza.

Mi faccio presentare il Presidente, Marco de Filippo, che chiarisce:

Lo scopo dell’associazione è lo studio e la ricostruzione di quell’arte marziale che è la scherma storica europea, il periodo di cui ci interessiamo va dal XIV al XVI secolo.

Il COMICON è un’ottima vetrina, dove poter mostrare agli appassionati e ai semplici curiosi i risultati delle loro ricerche.

A differenza di quanto si immagini, in Europa lo sviluppo delle arti marziali era floridissimo, Paesi come la Germania, l’Italia, la Francia e la Spagna non solo sviluppavano dei sistemi locali, ma poi i maestri avevano molti scambi tra di loro.

Lo studio delle armi era molto vasto, nulla da invidiare a quelle più conosciute dell’estremo Oriente.

Gli stili erano molti, basti pensare che utilizzare la spada con un brocchiero, una rotella, una cappa o un pugnale, erano modi di combattere completamente diversi. Le cose cambiavano ancor di più se si fosse in armatura o meno, in un duello, in battaglia, in strada o a cavallo.

Anche il combattimento a mani nude era ottimamente rappresentato e ampiamente studiato. La stessa scherma moderna è l’ultimo passaggio di un processo durato 2500 anni.

La ricostruzione filologica di queste discipline deriva dal fatto che ho una formazione universitaria da storico e un dottorato di ricerca. Riusciamo a riallacciare i legami con il passato tramite lo studio di codici, documenti, cronache, oltre che portare tutto in pratica con quella che si chiama “archeologia sperimentale”, ovvero testare sul campo se quello che leggiamo nei testi antichi possa veramente trovare un riscontro pratico, evitando l’anacronismo anche solo concettuale, tentando di vedere le cose non con l’occhio moderno ma con quello di un uomo dell’epoca.

Ovviamente, è impossibile ricostruire tutto al 100%, fosse solo per salvaguardare la propria incolumità, ma cerchiamo di avvicinarci il più possibile.

Esistono testi sull’argomento, io stesso ho avuto l’onore di pubblicare il primo trattato sull’argomento, specificatamente sull’area napoletana, oltre che altri. A breve, ritornerò con alcune belle novità.

Faccio questo a tempo pieno e collaboro attivamente con esperti in archeologia e professori e studiosi sull’argomento.

Nei combattimenti, oltre che al lato scientifico teorico, c’è anche quello pratico, ci esercitiamo nella scherma storica sportiva moderna, ovvero le tecniche utilizzate in un contesto agonistico e con protezioni attuali.

Questa è la diciottesima edizione del COMICON a cui partecipiamo. In passato abbiamo portato più il lato di ricostruzione storica in costume, ma, da qualche anno, veniamo solo con il lato sportivo moderno, avendo la possibilità di far provare alle persone la nostra disciplina in modo assolutamente sicuro.

Vi invito a visitare il nostro sito, www.rosaespada.com, e scoprirete un mondo che, probabilmente, non vi sareste mai aspettato.

La Compagnia della Rosa e della Spada - ph Libera Gigli
La Compagnia della Rosa e della Spada – ph Libera Gigli

Lascio lo stand e, dalla rigorosa ricostruzione storica passo alla fantasy: l’area Neverland è carina anche per la bellezza del posto: l’angolo del laghetto di Fasilides è veramente incantevole e vedo molta gente ferma a riposare e a volte imbastire un improvvisato pic nic.

Gironzolando per la zona, mi ritrovo nuovamente di fronte agli stand di gente vestita abiti medioevali, che combatte con spadine di gommapiuma.

C’è un uomo che sta indossando una pesante armatura, mi sembra un po’ più adulto e chiedo se sia possibile scambiare due chiacchiere: comincia così uno scambio di battute quasi surreale con una persona che, se non fosse per la spada finta, sembrerebbe uscita dal film Excalibur.

Sono incuriosito da questo Cavaliere e mi avvicino per avere dettagli.

Sono Gianluigi Brugo e sono il Presidente di Soliptica, associazione di circa 100 soci, che, da 13 anni, porta avanti campagne di gioco di ruolo dal vivo. Nella vita reale sono un funzionario assicurativo, un lavoro di grande responsabilità e impegno.

Il gioco di ruolo dal vivo è una sorta di teatro interattivo. Da un lato c’è un’organizzazione che crea storia, scenografie, costumi, tutto come se fosse un film, e poi ci sono i giocatori che interagiscono con questa storia ma senza un copione, in maniera aperta, secondo la loro volontà. Unico limite: il regolamento di gioco. La storia, poi, prosegue secondo il giocato, quindi non è prevedibile.

Alcuni nostri soci sono con noi dall’inizio. Pochi mesi fa abbiamo fatto un sondaggio per sapere che cosa rappresenti l’associazione per i nostri soci, e la maggior parte ha risposto “una specie famiglia”: speriamo di essere una buona!

Oltre che essere la mia valvola di sfogo, è pure un modo per stare con gli altri in un progetto. Qui si impara a lavorare insieme, a crescere, si apprendono nuove esperienze gli uni dagli altri; molti qui acquisiscono competenze che serviranno nel quotidiano, alcuni addirittura, trovano anche sbocchi lavorativi.

Il COMICON ci permette di autofinanziarci, inoltre incontriamo persone positive, quelle che chiamiamo “perle”, che poi si uniscono. Anche solo vedendo come combattono con le spade e con quale approccio si avvicinino, capisci molto.

Personalità narcisistiche potrebbero trovare l’ambiente attraente, tuttavia, dato che qui non ci si limita a indossare bei costumi, ma soprattutto a creare un’atmosfera sana e con grandi sinergie, tali individui si troverebbero ben presto in un contesto per loro inadatto e poco interessante, andando via spontaneamente. Il vestito non è mero esibizionismo ma un mezzo per mantenere la coerenza scenica e la sospensione di incredulità nella storia vissuta.

Ora
non puoi vedere il nostro ruolo sociale e culturale, oggi è principalmente promozione e autofinanziamento. Lo sforzo è quello di creare un contesto associativo sano, ma in gioco vengono affrontati e simulati temi importanti come il razzismo, la politica, il tradimento, il voler emergere a tutti i costi.

Una vera e propria palestra di vita ma in piena sicurezza, perché, per quanto coinvolgente, tutto è solo simulazione. Poiché è un gioco, ogni contrasto o inimicizia, deve rimanere nel gioco e non deve essere portato nella vita vera. Qui si impara anche a cedere la scena a favore di altri, così da mettere da parte personalismi ed egoismi e costruire una cosa comune. Importante è l’inclusione: qui si viene accettati per quel che si è, fin quando, ovviamente, si rispetta l’altro.

Incentiviamo l’inclusione, la diversità e l’apertura, anche a provare come si gioca in altre associazioni: direi che è proprio il contrario di annullarsi in un unico contesto omogeneo.

Il mio invito è quello di provare questo fantastico mondo, non interessa in quale associazione: mettetevi in gioco e superate i vostri limiti!

Dopo la chiacchierata con il Presidente, la mia attenzione viene attirata da un gruppo di giovanissimi soci, Carmela, Alfredo e Marina, due studentesse e un insegnante di liceo. Soddisfo la mia curiosità di sentire anche la loro opinione e chiedo il perchè siano qui con Soliptica e cosa portino di essa normalmente con loro.

Carmela dice:

Per aiutare l’associazione, è la mia indole, adoro il gioco di ruolo dal vivo e credo che il COMICON sia il posto migliore per condividere con gli altri questa passione.

L’associazione mi ha insegnato a gestire diversi contesti e la capacità di adattamento e di problem solving; per esempio, proprio a questa fiera ci si interfaccia con moltissime persone, tutte con diverse personalità e, così, si sviluppa una versatilità necessaria per approcciare le diverse interazioni.

Alfredo aggiunge:

Anche a me piace diffondere il più possibile l’hobby e dare una mano al gruppo.

Il gioco di ruolo è un modo per sviluppare la propria indole creativa tramite il gruppo scopro di più su me stesso ed esercito questo “muscolo creativo” che mi permette di trovare un po’ più di ottimismo e di luce nella vita di tutti i giorni.

Spero di crescere all’interno del nostro contesto e di far trovare anche gli altri soci sempre più a loro agio.

Marina conclude:

Essere soci, a un certo punto, fa nascere il desiderio di condividere le attività della nostra realtà e trovare anche nuove persone che, come noi, possano sentirsi bene accolte nel mondo del LARP.

Per me due sono le cose principali, una sicuramente è la creatività: pensare ai mondi fantastici mi aiuta a superare i momenti di stanchezza della mia normale giornata; inoltre, sono importanti le persone che ho conosciuto in associazione, oggi amici con cui ci supportiamo reciprocamente.

Saluto il trio, ma solo per parlare con un’altra socia, Paola Scotti.

Sono qui perché sono assolutamente innamorata di questa associazione, l’ho conosciuta nel 2019 al COMICON e, all’epoca non conoscevo il gioco di ruolo; in seguito le persone, il loro calore, il modo in cui crescono insieme, mi hanno spinto a rimanere, e, oggi, ricopro un ruolo di responsabilità nell’associazione, essendone responsabile della comunicazione e vicepresidente.

Credo che nel mondo LARP si incontrino persone veramente squisite, di cuore, con un’enorme abnegazione, tutto il nostro lavoro è volontario e gratuito, lo facciamo solo per aiutarci gli uni con gli altri in un progetto comune.

Ringrazio Paola e vado verso il “ring”, una sorta di arena quadrata delimitata da corde, dove la gente si sfida ad una simil scherma con le spade in plastazote.

Il responsabile e arbitro è un uomo probabilmente sopra i trent’anni, che si presenta come Alessandro Alvino. Ne approfitto per una chiacchiera anche con lui. E mi narra la sua “storia ludica”.

Ho cominciato a giocare ai GDR quando avevo 16 anni, 22 anni fa. Ho quindi frequentato molti ambienti associativi, posso dire di aver visto molte realtà anche LARP, e proprio l’esperienza al COMICON per me è stato l’evento principale che mi ha portato più a stretto contatto con questo mondo.

Mentre affrontiamo la vita di tutti i giorni chiusi in determinati ruoli, ognuno che partecipa al COMICON può essere quello che vuole. Mi spiego. Non credo che esista “il lavoro importante”, credo, semplicemente, che di avere un’occupazione che mi piace e, allo stesso tempo, ho le mie passioni; l’una non dovrebbe mai cancellare l’altra.

Soprattutto, la fiera è socialità. Penso sia un’occasione unica in cui puoi incontrare persone di ogni ambiente ed estrazione e parlare con loro.

Soliptica è una comunità formata da tante persone che possono contare l’una sull’altra, se sto qui a combattere nell’arena per più di un’ora, so che molti verranno a chiedermi il cambio per farmi riposare e che, comunque, si preoccuperanno di non farmi stancare troppo.

Questo non avviene solo nel contesto delle fiere, io so che posso contare su di loro anche fuori dal mondo associativo, in maniera del tutto disinteressata.

Per me è importante non smettere mai di scoprire cose nuove, mettersi in gioco e cercare chi abbia le stesse passioni.

Ciò che ci accomuna è che possiamo sentirci un po’ soli tra le nostre quattro mura o sul lavoro, ma esiste un mondo che condivide le stesse passioni, fatto di persone che ci vogliono scoprire esattamente per quello che siamo e per i quali non dobbiamo essere null’altro che noi stessi. Non smettete mai di cercare!

Approfittando che siamo nell’arena, chiedo di poter giocare un po’ a questa scherma particolare. Alessandro accetta e presto incrociamo le lame.

Soliptica - ph Libera Gigli
Soliptica – ph Libera Gigli

Se in quell’associazione, come hanno detto molti, si impara gli uni dagli altri, sicuramente anche io, con quel combattimento, ho lasciato il mio insegnamento, ovvero come prendere un sacco di colpi con stile.

E anche questa giornata di COMICON finisce. Tornando indietro vedo il carosello di colori e stranezze assortite che in questa dimensione “fuori dallo spazio e dal tempo”, mi appaiono come le cose più normali che ci possano essere.

Negli occhi dei ragazzi che girano con tanta energia e gioia, posso scorgere qualcosa che in me diventa un ricordo lontano, malinconico, come quando dopo anni passi sulla spiaggia dove conoscesti i primi amori.

Spero che questi ragazzi possano sognare ancora a lungo, stupirsi, godere dei suoni e colori di questa fiera, poiché un giorno si sveglieranno e saranno grandi, sicuramente più responsabili, capaci e saggi, però… quel pizzico di magia che si respira in quest’aria di festa… ebbene, un po’ mancherà.

Autore Ambrogio Di Renzo

Ambrogio Di Renzo, Biologo per errore. Strassivendolo per necessità. Per diletto giocatore. Tutto curiosità.