Home Rubriche Ambula ab Intra Il Carro – Parte 3

Il Carro – Parte 3

Il Carro

Il numero sette e il suo significato esoterico

Abbiamo iniziato questo cammino parlando di numeri e, in questo caso specifico, non possiamo esimerci dall’approfondimento di questa particolare cifra da sempre annoverata tra quelle facenti parte di tutte le Tradizioni Iniziatiche, Spirituali e Religiose insieme al numero tre.

Partendo dai Pitagorici, che consideravano i numeri come elementi fondanti del Cosmo, il sette era considerato parallelo al concetto di Verginità, poiché non generato da alcuna moltiplicazione tra i primi dieci numeri e non generante alcun altro numero se utilizzato come operatore nella medesima operazione.

Il sette, in effetti, è l’unico ad avere questa caratteristica a differenza del sei, che è il risultato della somma e della moltiplicazione dei primi tre numeri.

A causa, dunque, di questa sua natura, i Pitagorici lo consacrarono ad Atena (Minerva), la Dea della Sapienza nata già adulta e armata, dalla testa di Zeus.

Il sette, per la scuola di Crotone, rappresenta la mente pura, la legge geometrica impersonale e il Kairos, ovvero il momento opportuno che regola le grandi transizioni biologiche e i cicli della vita umana.

Il sette, di conseguenza, rappresentava la mente pura e la Saggezza Divina.
Sarà per questo ritroviamo proprio Minerva all’interno dei Templi di alcune delle più antiche Società Iniziatiche?

Va poi aggiunto che i Pitagorici operavano un distinguo tra i numeri pari e quelli dispari e, in questo caso, essendo il sette un numero dispari, esso veniva annoverato tra i numeri maschili.

I numeri dispari erano considerati limitati, perché se divisi a metà, lasciano sempre un punto o un resto centrale che chiude la forma, rappresentando, così, l’ordine, il bene, la luce e il maschio.

I numeri pari, invece, erano considerati infiniti o incompleti, perché la loro divisione lascia uno spazio vuoto in mezzo, un passaggio che continua a dividersi senza fine. Rappresentano il disordine, il male, l’oscurità e la femmina.

Il sette è anche il numero di pianeti conosciuti nell’antichità a cui l’Alchimia, come sappiamo, associava, appunto, sette metalli.

In alcuni testi sono sette anche le fasi della Grande Opera:

• Calcinazione;
• Sublimazione;
• Soluzione;
• Putrefazione;
• Distillazione;
• Coagulazione;
• Tintura.

Un altro aspetto legato all’Alchimia è il famosissimo acronimo VITRIOL, composto da sette lettere e, conseguentemente, da sette parole che creano una delle più famose massime alchemiche.

Dai sette giorni della Creazione, ai sette doni dello Spirito Santo, passando per i sette Sacramenti e i sette Sigilli del Libro dell’Apocalisse, arriviamo fino in Oriente con i sette Chakra e i sette passi compiuti dal Buddha alla sua nascita. Anche in questo caso, dunque, ci troviamo di fronte a un simbolo universale: il numero.

Nel sistema cabalistico il numero sette è associato alla Sephira di Netzach, la Vittoria, concetto molto vicino ai significato basilari dell’Arcano da noi analizzato. Analizzando gematricamente questa Sephira vedremo che il valore numerico del suo nome è 148, stesso valore della parola ebraica Ma’agalah, che indica la via, la traccia, la rotta e anche il solco lasciato dalle ruote di un carro. Interessante coincidenza.

Altro parallelismo fortemente simbolico è quello con la parola Moznayim, che vuol dire bilancia. Settima Sephira e settimo segno zodiacale quindi connessi tra loro attraverso il valore gematrico.

Connessione non riscontrabile con l’Arcano Maggiore, però, in quanto il segno della Bilancia, legato alla lettera semplice LAMED, viene associato all’Appeso, XII Lama.

A proposito di Gematria e Kabbalah il sette è connesso alla lettera Zayin, considerata il perno attorno a cui ruota la bilancia, nonostante la lettera sia connessa esotericamente ai Gemelli. Comunque un segno d’Aria.

Per Saint-Martin, il sette è numero dell’Uomo, poiché, come creatura, possiede in sé il principio divino, matematicamente corrispondente al tre, numero del ternario, e il quattro, rappresentante la materia.

Nell’Islam il pellegrino compie sette giri rituali (Tawaf) attorno alla Kaaba a La Mecca, specchiando il passaggio dell’anima attraverso i sette cieli cosmici dell’astrologia tradizionale.

Abbiamo, infine, due testi che, per eccellenza, mostrano le connessioni tra il numero sette e molti elementi del microcosmo come del Macrocosmo, rispettivamente il Sepher Yetzirah e il De Occulta Philosophia.

Nel primo caso, rintracceremo il collegamento tra le lettere doppie dell’Alfabeto Ebraico, i sette pianeti e i sette orifizi presenti nella testa dell’essere umano con i loro relativi organi.

Nel secondo caso vedremo aggiunta anche la connessione Iatromatematica tra organi e pianeti.