La direzione dell’Anima
Il nostro viaggio giunge finalmente al suo settimo approdo e affronta simboli e significati a esso connessi.
Dopo aver affrontato la scelta e l’unione degli opposti con la carta degli Amanti, con il Carro perseguiamo la nostra decisione e direzione, ma ci rendiamo conto che non è semplice mantenerci in linea con le nostre scelte.
Ciò lo si evince dalle due sfingi poste di fronte all’osservatore. Esse mostrano caratteristiche e posizioni opposte, che lasciano intendere il loro interesse a intraprendere strade diverse e la conseguente difficoltà del conducente nel mantenimento di un cammino senza deviazioni, verso la meta.
Da ciò si deduce la necessità di una volontà ferrea da trasmettere alle due sfingi che, sedute, attendono si manifesti senza ulteriori indugi che porterebbero il cocchio fuori controllo.
La complessità della guida di questo mezzo di trasporto è dettata anche e soprattutto dal fatto che, se osserviamo con attenzione il conducente, egli non guida attraverso le redini ma tiene in mano una bacchetta magica.
Lo sfondo della carta è caratterizzato dal colore giallo, che sappiamo già essere un richiamo all’azione, allo stesso modo in cui la posizione frontale del conducente parla molto chiaramente al consultante.
La direzione dello sguardo è uno degli indizi più importanti; nei Tarocchi troviamo personaggi che guardano verso destra, direzione simbolicamente connessa al futuro; personaggi che guardano verso sinistra, direzione connessa al passato.
È possibile, inoltre, trovare anche personaggi che ci danno le spalle e che, in qualche modo, ci suggeriscono che il loro obiettivo si trova altrove, nel tempo e nello spazio.
Abbiamo, infine, personaggi che, come in questo caso, ci osservano direttamente: il Mago, il Carro, la Giustizia, sono tutte carte che ci chiedono di non essere spettatori passivi ma uomini e donne di Desiderio e di Volontà.
Quest’Arcano, dunque, si spoglia in parte dei significati tradizionali di mera vittoria, per abbracciare un profondo percorso di realizzazione spirituale e psicologica, che porterà colui che guida il carro ad allontanarsi dalla città che ha alle spalle.
Preso nel suo significato più semplice e superficiale vuol dire proprio partire e distanziarsi dal luogo, dal lavoro, dalla situazione in cui ci si trova per approdare a una nuova relazione, una nuova città, un nuovo impiego. In questo senso la Vittoria si tramuta nel raggiungimento di un obiettivo sia esso concreto, intellettuale o spirituale.
Il Carro ha una struttura in pietra, quindi muoverlo rappresenta un “lavoro” importante e imponente allo stesso modo in cui risulta complesso mantenere sempre costante il fuoco alchemico della decisione, la direzione del nostro vivere e la coerenza delle decisioni a cui aggrapparsi saldamente per poter procedere alla giusta velocità verso il raggiungimento della nostra realizzazione.
In tutto questo, colui che conduce il Carro si trova al di sotto di una copertura riccamente decorata da molteplici stelle e indicante la protezione dall’alto. Questo è un altro dei significati tradizionali della carta.
Da valutare con attenzione sono pure alcuni elementi del vestiario del personaggio principale il quale indossa una cintura e una veste ricca di riferimenti zodiacali e porta all’altezza del petto un quadrato luminoso.
Anche le sue spalline a forma di Luna risultano essere molto particolari in quanto possiedono due differenti espressioni.
Personalmente, ritengo che questo Arcano sia evidentemente la prosecuzione della carta degli Amanti dove abbiamo deciso di superare il dualismo a favore di un’unità non semplice da governare e che, in un attimo, può svanire dando il via alle Sfingi, le quali, separandosi, percorrerebbero strade in antitesi.
Anche in questo caso notiamo una disposizione triangolare dei personaggi. In una lettura i suoi significati sono quelli di trionfo, vittoria, buona salute, successo. La conquista della propria vittoria e/o del proprio successo avviene grazie a un’incrollabile forza di volontà.
Come già scritto, la carta rappresenta il controllo inteso come capacità di guidare e far convergere le proprie istanze interiori siano esse emozionali, intellettuali e spirituali. Nonostante l’impegno necessario, il successo arriva velocemente.
È anche carta di spostamenti e, quindi, di viaggio, spesso più dal punto di vista fisico che spirituale.
Se dovesse uscire al rovescio, simboleggerebbe perdita di controllo, mancanza di direzione, aggressività repressa o, al contrario, un blocco totale dovuto all’incapacità di conciliare spinte opposte. Può indicare che si sta correndo troppo o che si è fuori strada.
La determinazione ricorrentemente descritta parlando della carta in questione, rappresenta il segreto del personaggio che guida il carro.
Quest’aspetto appena descritto è molto interessante se visto in rapporto con la lettera ebraica che le si assegna, ovvero la Chet, a sua volta connessa al segno del Cancro.
Tale punto nodale ci fa comprendere quanto complesso sia lo spirito di quest’animale zodiacale, spesso tacciato scioccamente d’inconsistenza e poco carattere.
Quarto segno sulla ruota zodiacale appartiene all’elemento acqueo, formando, insieme a Scorpione e Pesci, la Triade di quest’elemento. Segno d’energia femminile e notturna, rappresenta il domicilio unico di uno dei due luminari dell’astrologia: la Luna.
Appare in cielo quando la stagione estiva è al suo esordio e, di conseguenza, farà parte, insieme ad Ariete, Bilancia e Capricorno, dei cosiddetti segni Cardinali.
La sua casa, la quarta, rappresenta, anzitutto, le radici, la famiglia, la Patria e i sentimenti profondi. Segno lento, profondo, legato al passato, è la rappresentazione della gestazione e del nutrimento ed essendo legato alla Luna ha a che fare con la crescita graduale e ciclica.
In questo segno Venere è in Esaltazione, mentre sono in Esilio pianeti come Saturno. Cangianti come i vari volti della Luna sono il segno dell’amore incondizionato. Anticamente si credeva che, attraverso le stelle che compongono la costellazione, si incarnassero le anime.
La Iatromatematica lo fa corrispondere al seno e allo stomaco. La lettera ebraica connessa al segno e alla carta, secondo quanto detto e specificamente nella visione della Golden Dawn, è la Chet, lettera semplice il cui valore è otto come la parola Amare, Ahav, e nodo o gruppo, Eged.
Vi è anche la parola Dad, che ha il medesimo valore e che vuol dire “seno”, parte del corpo legata come detto, al segno del Cancro.
Lungo le vie dell’Albero della Vita la lettera Chet corrisponde al sentiero, Cineroth, che collega la Sephirah Binah, l’Intelligenza/Comprensione, la Grande Madre, a Tiphereth, la Bellezza/Armonia, il Sé spirituale.
La lettera Cheth richiama l’idea di una barriera protettiva. Il Carro stesso agisce come una fortezza mobile, o un guscio – non a caso è associato al segno zodiacale del Cancro – che protegge l’anima nel suo viaggio di discesa dello spirito nella materia e viceversa.
La lettera Chet offre ulteriori riflessioni se si considera che essa inizia la parola Vita ma, allo stesso tempo, ha una parentela con la parola “peccato”, che, nella sua accezione originale, non prevede una connotazione strettamente negativa quanto, piuttosto, il non aver raggiunto un obiettivo.













