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Il bipolarismo dell’Europa sui migranti



Non è più il Mediterraneo “la tomba” dei migranti o per lo meno non quel pezzo di mare su cui affaccia la nostra penisola. La crisi riguarda l’intera Europa e l’emergenza più grave riguarda la Grecia e l’Ungheria.

L’isola di Lesbo sta scoppiando e proprio per questo nei giorni scorsi sono state messe a disposizione navi per i migranti affinché possano arrivare ad Atene, essere identificati e partire per il nord dell’ Europa. È questa la loro meta adesso: l’ordinato e florido nord europa, che per questi migranti in fuga dalla guerra rappresenta la possibilità di avere un futuro migliore.

Ma, indipendentemente dalle opinioni strettamente politiche, ciò che forse dovrebbe far riflettere  è l’atteggiamento bipolare dell’Europa di fronte ad uno degli esodi più imponenti che la storia ricordi. Dall’iniziale chiusura europea con a capo Germania e Francia che si sono rifiutate di aiutare l’Italia in piena crisi sbarchi, quando il Mediterraneo inghiottiva ogni giorno esseri umani, si è arrivati alla proposta delle quote (come se questi uomini fossero merce da dover ricollocare) ed infine alla quasi totale apertura che vede Frau  Merkel su tutti i principali quotidiani e siti internet sfoggiare sorrisi, abbracci, selfie coi nuovi arrivati, propagandando l’inusitata accoglienza tedesca.

È indubbio riconoscere la grande utilità dell’apertura perpetrata dalla Germania, dalla Francia, dalla Danimarca, dalla Svezia…stati economicamente più forti che hanno la possibilità di offrire migliori condizioni d’inserimento a queste persone che non desiderano nient’altro che avere una vita normale in un paese libero. Ma, accanto al falso buonismo, forse motivato dalla fame di consensi in vista di nuove elezioni, troviamo anche del vero Altruismo: quello dei tanti tedeschi e svedesi che si sono offerti di ospitare nelle loro case i migranti, quelli che si sono presentati alle frontiere, nonostante le minacce di arresto ricevute dalla polizia, con le proprie autovetture per offrire e questi uomini un aiuto non solo fisico ma anche psicologico, un gesto di accoglienza per dar loro il benvenuto nella loro nuova patria.Gesto importante è stato anche quello della manifestazione che venerdì si è svolta in tutta Italia: la marcia degli uomini e delle  donne scalzi, migliaia di persone che in molte città della penisola hanno sfilato per le strade scalzi per far sentire il loro appoggio ai migranti, “per essere un po’ come loro” e stimolare l’attivazione di migliori politiche di accoglienza e integrazione. Il culmine dell’evento si è avuto a Venezia dove la marcia ha raggiunto la mostra del cinema.

Ovviamente c’è sempre il rovescio della medaglia: alcune parti del mondo politico europeo ma anche una fetta di cittadini comunitari si sono fatti espressione di sentimenti di astio, spesso fomentati da visioni populiste dettate dalla profonda crisi economica che l’intero mondo occidentale sta attraversando. Nella nostra penisola l’esempio più lampante viene dai sostenitori della Lega Nord, che con il loro segretario Matteo Salvini non hanno mai fatto mistero della loro avversione verso politiche di integrazione, “lo Stato dovrebbe occuparsi prima dei tanti italiani disoccupati piuttosto che pensare a questi nuovi arrivati”. A questo si aggiunge sicuramente l’idea che il diverso sia un nemico pericoloso, quello pronto a farti del male, a scipparti, a violentarti e da cui bisogna tenersi alla larga. Il pregiudizio colpisce ancora di più coloro che provengono dal medio oriente visti come “affiliati dell’Isis”; stiamo assistendo al ripetersi dello  lo stesso atteggiamento di chiusura che all’epoca delle Torri gemelle molti americani assunsero nei confronti degli afgani. Il caso che più ha fatto discutere è sicuramente quello della giornalista freelance Petra Laszlo, che in un video che ha fatto il giro del mondo, viene ripresa si  mentre mette lo sgambetto e da  un calcio a due migranti che fuggivano dopo aver sfondato il cordone della polizia. Con la lettera pubblicata nei giorni successivi la giornalista si è scusata, spiegando di essere ancora sotto shock per l’accaduto che è stato motivato più dalla paura di essere travolta dalla folla dei migranti. L’accoglienza è un dovere oltre che un diritto che dovrebbe essere esercitato e corrisposto nei confronti di ogni essere umano.

Autore Monica De Lucia

Monica De Lucia, giornalista pubblicista, laureata in Scienze filosofiche presso l'Università "Federico II" di Napoli.

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