In scena a Napoli dal 22 al 25 gennaio e dal 30 gennaio al 1° febbraio
Riceviamo e pubblichiamo.
Al Teatro Bracco di via Tarsia a Napoli si prepara un appuntamento che promette di scuotere certezze linguistiche, convenzioni sociali e, soprattutto, il rassicurante perimetro del cosiddetto politically correct.
Da giovedì 22 a domenica 25 gennaio e da venerdì 30 gennaio a domenica 1° febbraio, con repliche il giovedì e venerdì alle ore 21:00, il sabato alle 19:30 e la domenica alle 18:30, nello spazio diretto da Caterina De Santis, va in scena ‘Se Potrei’, spettacolo scritto e diretto da I Ditelo Voi, ovvero Francesco De Fraja, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante.
Il titolo, volutamente scorretto, è già una dichiarazione d’intenti: una piccola, grande ribellione che parte dalla lingua per arrivare a interrogare il presente.
In un’epoca dominata dalla comunicazione rapida e globale, il trio comico sceglie di ribaltare le regole partendo proprio dall’italiano, smontando il condizionale come simbolo di un sistema più ampio di norme, limiti e ipocrisie.
Una provocazione che non teme di urtare la sensibilità dei puristi, né di giocare con l’irriverenza come strumento di riflessione. Lo spettacolo si articola attraverso sketch, improvvisazioni e giochi teatrali che costruiscono una satira tagliente e consapevole, capace di mettere alla berlina i dogmi del linguaggio contemporaneo e l’ossessione per una correttezza spesso solo di facciata.
La risata diventa così veicolo critico, occasione per affrontare temi attuali senza rinunciare alla leggerezza, ma nemmeno alla profondità.
I Ditelo Voi, forti di un percorso artistico che attraversa decenni e linguaggi, si confrontano con la stand-up comedy, filtrandola però attraverso la propria cifra stilistica: personaggi scomodi e grotteschi, gag imprevedibili, un dialogo costante con il pubblico e una comicità corrosiva che non concede sconti.
Tre personalità distinte che sul palco si fondono in un unico flusso comico, dando vita a un vero e proprio three-man-show, in cui la sfrontatezza diventa cifra poetica e la sincerità, anche quando è sferzante, si trasforma in gesto teatrale.
‘Se Potrei’ è, in definitiva, un invito a immaginare il cambiamento senza timori reverenziali: rompere le regole, mettere in discussione i dogmi e, magari, farlo ridendo. Perché se davvero si potesse cambiare qualcosa, forse bisognerebbe iniziare proprio da lì.













