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I dadi della Sirena

I dadi della Sirena

Vita di un Homo ludens partenopeo

Conosci una persona più in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.

Molti avranno sicuramente letto o sentito almeno una volta nella vita questo aforisma attribuito a Platone.

Sorpresa!

Sembra proprio che il nostro muscoloso filosofo non c’entri nulla: la più antica fonte in cui è stata trovata una frase simile è un opuscoletto stilato da un certo Richard Lingard nel 1670, dal titolo ‘A Letter of Advice to a Young Gentleman Leaveing the University Concerning His Behaviour and Conversation in the World’.

In un passo specifico si descriveva come gli uomini, anche in una sola ora di gioco, seppur in quel frangente si intendesse quello d’azzardo, rivelassero aspetti del loro carattere che non sarebbero stati manifesti nemmeno dopo, cito testualmente

seven years conversation.

E Platone?

Beh, negli anni 50 una rivista texana attribuì erroneamente la frase in testa, che, nel frattempo, aveva raggiunto il ragguardevole rango di proverbio, proprio al nostro ellenico filosofo, il quale, dopo più di duemila anni, per uno strano scherzo del destino è diventato, suo malgrado, il testimonial più famoso dell’importanza del gioco nelle nostre vite, citato ovunque, seppur erroneamente, si voglia sostenere tale tema.

In realtà, pur non essendo il padre del concetto espresso poc’anzi, l’ateniese già ben sapeva quanto fosse fondamentale ludĕre per quella strana specie di scimmia senza peli che siamo noi, come poi descritto nel 1938 da Huizinga, il quale parlava proprio di ‘Homo ludens’ nel suo omonimo libro.

Anche senza leggere questo gioiellino, ognuno di noi ha sicuramente esperienza diretta di quanto l’attività ludica sia stata importante nella propria vita fin dalla più tenera età, ad esempio nella socializzazione o anche nel rapporto con i propri familiari durante l’infanzia, rivestendo un ruolo cardine per la psicologia della persona, la tenuta della società e il più ampio contesto culturale e antropologico.

Andando oltre, ricordiamoci che anche gli animali giocano, quindi si può tranquillamente parlare di un fattore addirittura preculturale ed etologico; ma di come i bombi si divertano a giocare a palla sarà approfondito in un altro articolo.

Tornando a noi, perchè ho voluto scrivere un cappello introduttivo così lungo?

Per dare l’idea della vastità degli argomenti che si potrebbero incontrare disquisendo su questo campo, tuttavia proprio per tale ampiezza, in questa rubrica sarà meglio limitare un po’ i temi di cui tratteremo.

Se il taglio degli articoli sarà tra il serio e il faceto, giusto per non appesantire un discorso in realtà degnissimo di toni accademici, gli argomenti generalmente verteranno su una serie di categorie abbastanza definite, ovvero i giochi da tavolo, GdT, e i giochi di ruolo, GdR.

All’interno di questi campi, si scriverà non solo di giochi in senso stretto, analizzandone caratteristiche, regolamenti ed esperienze ad essi legate, ma potremo trovare anche articoli su un autore, un evento a tema, curiosità storiche o scientifiche legati all’argomento ludico.

Ho già scritto che un giorno illustrerò di come i bombi si divertano a giocare a palla?

Benvenuti, quindi, nel mio angolo chiamato I dadi della Sirena.

Spero troverete piacevole ciò che narrerò, che riesca a solleticare la vostra curiosità e che, infine, vi portiate poi dentro qualcosa che vi possa avvicinare, e magari far appassionare, a questo bellissimo mondo.

Concludo, ricordando sempre ciò che disse qualcuno:

We do not so much quit playing because we grow old, as grow old because we quit playing.

E no, la frase non è di George Bernard Shaw, che dovrà attendere il 1983 quando una rivista dell’Ontario gli attribuirà erroneamente l’aforisma, ma di George Leonard Knapp: tenetelo a mente per quando giocherete a un Trivia!

Autore Ambrogio Di Renzo

Ambrogio Di Renzo, Biologo per errore. Strassivendolo per necessità. Per diletto giocatore. Tutto curiosità.