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Guerra a colpi di spazzatura. La Corea del Nord attacca quella del Sud

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Palloncini contenenti spazzatura sono stati lanciati dalla Corea del Nord su quella del Sud. Rinasce una tattica da Guerra Fredda e la Corea del Sud fa esplodere il K-pop

Mentre il mondo intero è allarmato dalla minaccia nucleare sollevata dal conflitto Russia – Ucraina, la Corea del Nord colpisce quella del Sud a suon di spazzatura.
È di alcuni giorni fa la notizia pubblicata dal New York Times che annuncia la ripresa di ostilità da Guerra Fredda tra le due Coree.

Quella del Nord invia circa 1.300 palloncini con sacchetti di plastica pieni di mozziconi di sigarette, ritagli di carta, stoffa e altri rifiuti, verso la zona demilitarizzata di separazione dalla Corea del Sud, che reagisce facendo esplodere il K-pop.

L’ultima salva è avvenuta a cavallo del weekend, quando 80 dei circa 330 palloncini hanno oltrepassato la DMZ e, volando sullo spazio aereo sud coreano, hanno rilasciando il loro carico di sudiciume.

La DMZ, acronimo di ‘Demilitarided Zone’, in italiano ‘zona demilitarizzata’, è una striscia di terra creata nel 1953 al termine della guerra di Corea e fa parte dell’armistizio tra Corea del Nord e Corea del Sud.

Lunga circa 250 chilometri e larga circa 4, è la barriera che separa la due nazioni lungo il 38° parallelo.

Seppur sia una regione in cui è vietata, o limitata in alcune zone, la presenza di forze militari, ed essere stata istituita come cuscinetto tra le due nazioni per prevenire conflitti armati diretti, è una delle aree più fortificate del mondo, con rilevante presenza militare circostante e varie infrastrutture difensive.

Tuttavia, nonostante la denominazione, è tutt’altro che demilitarizzata per la presenza di forze armate, mine terrestri, recinzioni e reticolati e altri sistemi di sicurezza, rendendo la DMZ un’area di tensione tra la più elevata al mondo, simbolo della netta divisione tra i due Paesi.

Non è mai stato stipulato il trattato di pace tra Corea del Nord e del Sud, ma solo l’armistizio, firmato nel 1953 nel villaggio di Panmunjeom, situato all’interno della DMZ, unico centro diplomatico tra le due nazioni, e sottoscritto da Repubblica Popolare Cinese e Nazioni Unite.

Il conflitto, di fatto, è pertanto ancora in corso, e sono stati frequenti gli sconti a fuoco nel corso degli anni, ora ridotti, ma in un clima da stato di allerta costante.

Allora niente di meglio che lanciare un po’ si spazzatura da parte di uno verso l’altro.

La Corea del Sud ha provveduto ad accertarsi immediatamente che non si trattasse di un attacco chimico, considerando la presenza dei liquami rilasciati, fortunatamente scongiurato.

La risposta del Sud è stata il bombardamento della Corea del Nord con il K-pop, un mix di messaggi ostili inviati oltre confine con palloncini carichi di volantini, chiavette USB contenenti canzoni pop e drammi sudcoreani ritenuti minacciosi dalla Corea del Nord.

Una tecnica di battaglia propagandistica esauritasi con la fine della Guerra Fredda, durante la quale la Corea del Nord e quella del Sud intrapresero un conflitto psicologico, cercando di influenzare i rispettivi cittadini con trasmissioni radiofoniche ad onde corte piene di propaganda.

Lungo la DMZ, inoltre, gli altoparlanti bombardavano giorno e notte i soldati rivali con canzoni propagandistiche, e ponendo cartelloni che esortavano i soldati a disertare verso un ‘paradiso popolare’ nel Nord o verso il Sud ‘libero e democratico’.

Eppure, i conflitti attraggono, come dimostra la DMZ, che, nonostante la sua pericolosità, è diventata meta turistica.

I visitatori possono partecipare a tour guidati da Seoul e condotti a vedere la zona, percorrere i tunnel di infiltrazione dal Nord scoperti dalla Corea del Sud e osservare la Corea del Nord attraverso binocoli da vari punti di osservazione.

Ma, a dirla tutta, seppur le ostilità tra i due Paesi proseguano senza soluzione di continuità da più di 70 anni, sono pur sempre il meglio che possa accadere tra Stati belligeranti.

Se le guerre si combattessero a colpi di spazzatura, sarebbero schierati eserciti di netturbini che con il loro intervento ripulirebbero il sudiciume dell’odio tra nazioni e sarebbe sempre meglio che scendere ad armi sul campo o, peggio, al confronto nucleare.

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Autore Adriano Cerardi

Adriano Cerardi, esperto di sistemi informatici, consultant manager e program manager. Esperto di analisi di processo e analisi delle performance per la misurazione e controllo del feedback per l’ottimizzazione del Customer Service e della qualità del servizio. Ha ricoperto incarichi presso primarie multinazionali in vari Paesi europei e del mondo, tra cui Algeria, Sud Africa, USA, Israele. Ha seguito un percorso di formazione al Giornalismo e ha curato la pubblicazione di inchieste sulla condizione sociale e tecnologia dell'informazione.